Amazon, in arrivo maxi emissione da 12 miliardi di dollari sul mercato obbligazionario

Dopo anni di silenzio sul fronte obbligazionario, Amazon torna a bussare ai mercati con una nuova maxi emissione multimiliardaria. Obiettivo: raccogliere circa 12 miliardi di dollari per finanziare nuove iniziative e progetti.

Amazon torna sull’obbligazionario con un’emissione da 12 miliardi di dollari

Ieri il colosso tech di Seattle ha avviato una nuova emissione obbligazionaria corporate in valuta USA. Secondo quanto riferito a Bloomberg News, l’azienda sta collocando il nuovo debito in sei tranche, con Goldman Sachs Group Inc., JPMorgan Chase & Co. e Morgan Stanley incaricate di gestire l’operazione. Stando alle prime indiscrezioni, la tranche a 40 anni potrebbe offrire un rendimento intorno ai 115 punti base sopra i Treasury.

Per Amazon è un rientro di peso sul mercato del debito, dopo l’ultima operazione risalente al novembre 2022, quando il gruppo aveva collocato 8,25 miliardi di dollari in obbligazioni investment-grade. Come allora, anche questa volta, la società di Bezos intende destinare i proventi a esigenze aziendali generali: dal possibile rimborso di debiti in essere alle acquisizioni, fino a nuovi investimenti, secondo le stesse fonti.

Amazon ottiene supporto dalle agenzie di rating (ma con riserva)

Con il deposito del prospetto preliminare alla SEC per l’emissione di obbligazioni senior non garantite, Amazon ha catturato subito l’attenzione delle principali agenzie di rating. Tutte quante hanno ribadito la solidità della società, pur segnalando alcune aree di rischio strategico e regolamentare.

Ad esempio, Fitch ha attribuito all’operazione un rating “AA-”, in forza della struttura finanziaria particolarmente robusta: 155 miliardi di dollari di EBITDA negli ultimi dodici mesi a settembre 2025, forte generazione di cassa e una leva finanziaria attesa in calo sotto 2,0x. Secondo l’agenzia, restano tuttavia alcuni fattori di incertezza, legati soprattutto al percorso strategico di lungo periodo e al crescente scrutinio normativo negli Stati Uniti e in Europa. Rischi che Fitch considera comunque mitigati dall’ampiezza dell’ecosistema operativo e dall’affidabilità del management.

Ancora più ottimista la valutazione di S&P, che assegna alle obbligazioni proposte il rating “AA” con outlook stabile. La principale criticità individuata dall’agenzia riguarda in questo caso il livello di capex alquanto rischioso: gli investimenti sono cresciuti del 67% su base annua, raggiungendo i 93 miliardi di dollari nel terzo trimestre 2025, con prospettive di arrivare a 125 miliardi, oltre il 50% in più rispetto al 2024. Nonostante ciò, l’agenzia sottolinea la notevole resilienza del gruppo, che al 30 settembre 2025 presentava una leva finanziaria rettificata di appena 0,5x. E anche se con la nuova emissione è previsto un incremento modesto, esso rimane ben al di sotto della soglia di 1,5x, quella che farebbe scattare il declassamento.

Amazon e la corsa delle Big Tech al debito corporate

L’operazione di Amazon non è nuova tra le Big Tech, anzi la corsa alle obbligazioni aziendali procede tuttora. Nelle ultime settimane Meta ha chiuso un’emissione strutturata da 30 miliardi e Oracle ha raccolto 18 miliardi. Secondo alcuni analisti, entro fine anno le emissioni corporate globali potrebbero addirittura superare i 6.000 miliardi di dollari. Addirittura, stando a JPMorgan, negli Stati Uniti potrebbe arrivare sul mercato un nuovo massimo storico, con 1.810 miliardi di dollari di debito investment-grade in emissione.

Tradizionalmente, le Big Tech hanno finanziato i loro ingenti investimenti facendo leva sui solidi flussi di cassa generati dalle attività operative. Ma con oltre 500 miliardi di dollari destinati alle infrastrutture digitali nel 2026, è palese che il cash flow potrebbe non essere più sufficiente a sostenere la spinta all’innovazione, soprattutto quella legata all’IA.

A complicare ulteriormente lo scenario c’è poi un elemento critico: il rischio degli investimenti incrociati, come quelli tra le Big Tech e OpenAI, che contribuiscono a generare una domanda in parte autoalimentata. In questo contesto, gli investitori stanno diventando più selettivi e prudenti: per ottenere credito, le aziende devono offrire rendimenti più generosi sulle nuove emissioni.

Amazon ed emissione record: opportunità e rischi per possessori di certificate

La nuova emissione obbligazionaria di Amazon potrebbe rappresentare un’opportunità per investitori e possessori di certificate, anche grazie alla conferma della solidità del gruppo da parte di importanti agenzie di rating come Fitch e S&P, che hanno evidenziato l’outlook stabile e le leve finanziarie contenute del colosso tecnologico.

Un elemento rassicurante che potrebbe compensare ai potenziali effetti dell’ingresso di nuovo debito, il quale potrebbe influenzare il prezzo e il rendimento dei certificate già in circolazione. Allo stesso tempo, l’aumento dei capex e l’espansione degli investimenti in infrastrutture digitali e IA indicano che una parte significativa del cash flow operativo potrebbe finire per essere destinata a finanziare la crescita, il che potrebbe generare possibili riflessi sui rendimenti futuri.

A ciò si aggiunge anche l’attuale contesto di mercato, caratterizzato da maggiore selettività e da rendimenti più elevati richiesti sulle nuove emissioni. Uno scenario che potrebbe generare maggiore volatilità dei certificate nel breve termine.

In sintesi, pur mantenendo solide le basi creditizie di Amazon, è bene che i possessori di certificate valutino attentamente sia le opportunità di rendimento sia i rischi legati all’ingente fabbisogno di capitale del gruppo e alle dinamiche del mercato obbligazionario corporate.

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