L’automotive globale viaggia ora più che mai a doppia, anzi tripla velocità, soprattutto nel ramo dei veicoli elettrici e ibridi. Tra vendite, scorte e strategie produttive, i prossimi anni si preannunciano decisivi per i mercati di Europa e Stati Uniti.
Automotive in Europa sotto pressione, l’analisi di Alix Partners
Secondo l’ultimo Global Automotive Outlook di AlixPartners, l’analisi annuale del settore realizzata dalla società di consulenza globale, il mercato europeo dell’auto sta mostrando segnali di difficoltà: sebbene le vendite globali di veicoli leggeri siano previste in crescita, con un aumento dell’1% nel 2025 e del 2% annuo fino al 2030, “in Europa e Stati Uniti sono previsti in leggero calo nel 2025 (-1%), compensati invece dalla crescita in Cina del 3%“.
Proprio le case automobilistiche cinesi sono destinate a raddoppiare la loro quota di mercato in Europa fino al 13% entro il 2030 (10% escludendo la Russia). Gli operatori cinesi dovrebbero aumentare la produzione annua in Europa di circa 800.000 veicoli, a parziale scapito dei costruttori europei, la cui produzione potrebbe calare di 400.000 unità nello stesso periodo.
Queste trasformazioni si verificheranno in un contesto già critico per la filiera europea: sempre AlixPartners precisa che la saturazione media degli stabilimenti di assemblaggio è scesa dal 75% nel 2017 al 55% nel 2025, con punte ancora più basse in Italia, dove è passata dal 75% al 35%.
Concentrandoci sul Bel Paese, i volumi di produzione sono previsti stabili intorno a 1,8 milioni di veicoli, ancora al di sotto dei livelli pre-COVID (2,1 milioni nel 2019). La contrazione è strutturale e legata anche all’aumento dei prezzi: tra il 2019 e il 2024 i modelli più venduti hanno registrato incrementi tra +40% e +70%, mentre gli stipendi medi sono cresciuti solo del 12%. Il calo più marcato ha interessato i segmenti A e B, ridotti di 300.000 veicoli, mentre i SUV sono diventati la tipologia di veicolo più venduta.
Automotive, crescita delle auto NEV in Europa (con scorte in riduzione negli USA)
Nota particolare per i NEV (New Energy Vehicles) comprendenti BEV (veicoli elettrici a batteria), PHEV (ibridi plug-in) e REEV (veicoli elettrici con motore-generatore dedicato alla ricarica delle batterie). Proprio questo modelli, secondo lo studio, raggiungeranno una quota del 30% del mercato globale entro il 2030. In Europa, la penetrazione dei NEV è prevista al 48% nello stesso anno, trainata dalle normative dell’UE. In particolare, la quota combinata di PHEV e REEV dovrebbe aumentare dal 5% all’8%, favorita anche dall’ingresso di nuovi modelli REEV sul mercato europeo.
In sostanza, il settore dei NEV sembra destinato a una crescita più favorevole in Europa. Per certi versi, segnali positivi si registrano già anche negli Stati Uniti, almeno per quanto riguarda le scorte di auto. Secondo i dati Retail Advertised Inventory di S&P Global Mobility, a settembre 2025 i livelli di inventario sono aumentati per il secondo mese consecutivo, registrando un incremento del 6% su base mensile. Tuttavia, le scorte totali di veicoli nuovi disponibili negli USA ammontano a 2,89 milioni di unità, segnando un calo del 4% rispetto a settembre 2024.
Secondo S&P, la principale causa di queste oscillazioni è la cessazione dei crediti d’imposta federali per i veicoli elettrici (EV), avvenuta il 30 settembre. Con la fine degli incentivi, “si è registrato un aumento significativo delle vendite di veicoli elettrici a settembre, in vista della scadenza, e una corrispondente diminuzione delle scorte di veicoli elettrici“. Nel dettaglio, le scorte di EV sono scese del 29% su base mensile e del 44% su base annua.
Nonostante il calo delle scorte di EV, la quota di veicoli ibridi tra le auto nuove continua a crescere, passando dal 7,5% di settembre 2024 all’11,3% di settembre 2025. Al contrario, la quota dei veicoli elettrici è scesa dal 5,5% al 3,2% nello stesso periodo.
In sintesi, settembre 2025 ha visto un aumento complessivo delle scorte di auto negli Stati Uniti, pur registrando un calo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Secondo S&P, “l’arrivo sul mercato di un numero maggiore di modelli del 2026 richiederà ai concessionari di adattare le proprie strategie di incentivi e prezzi per rimanere competitivi e gestire efficacemente le proprie scorte“.
Automotive in fibrillazione, a cosa devono fare attenzione i possessori di certificate
Il mercato automobilistico globale si muove dunque su ritmi disomogenei, con un’Europa lenta e a rischio, gli Stati Uniti invece stabili e la Cina sempre sulla cresta dell’onda. Inevitabilmente tutto ciò si rifletterà sui certificati legati ai veicoli elettrici e ibridi, come emissioni, green bond o strumenti finanziari indicizzati ai NEV.
In particolare, l’’elevata volatilità delle scorte e le fluttuazioni nelle vendite introducono un elemento di rischio concreto: variazioni rapide della domanda possono infatti influenzare la liquidità e i rendimenti dei certificati, rendendo necessario un monitoraggio costante delle strategie dei costruttori e delle politiche governative.
Di contro, l’espansione della quota di mercato dei NEV in Europa, insieme alla crescita dei veicoli ibridi negli Stati Uniti, può tradursi in una rivalutazione positiva del valore di questi strumenti finanziari.
In sostanza, mentre il settore dei NEV offre opportunità interessanti, la complessità e la dinamicità del mercato richiedono ai possessori di certificati un approccio attivo e informato, pronto ad adattarsi ai continui cambiamenti di produzione, regolamentazione e gestione delle scorte.
