Banche italiane, Morgan Stanley rialza i target price di Unicredit e Intesa Sanpaolo

Nuova promozione per alcune banche italiane a cura di Morgan Stanley, questa volta sui target price. La banca d’affari statunitense ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo di Unicredit e Intesa Sanpaolo, mentre Banco BPM, nonostante l’apporto favorevole di Anima, si ritrova con il target price invariato.

Banche italiane, nuovi target price da Morgan Stanley per Intesa e UniCredit

Partendo da Intesa Sanpaolo, il prezzo obiettivo passa da 6,5 a 6,8 euro, con aspettativa da parte di Morgan Stanley di un RoTE sostenibile intorno al 20% e un costo del capitale dell’11,2%. Nel 2026 la banca d’affari prevede per l’istituto lombardo ricavi pari a 28,273 miliardi di euro (consenso a 28,743 miliardi) e un utile netto di 9,771 miliardi (consenso a 10,936 miliardi), con un dividendo di 0,41 euro per azione (0,50 euro il consenso). A sua volta, stima che Intesa Sanpaolo possa raggiungere un RoTE del 19% nel 2027/2028 e un rendimento del free cash flow superiore al costo del capitale dell’11%. In uno scenario ottimale, con RoTE al 20% e costo del capitale ridotto al 10,5%, l’azione potrebbe arrivare a 7 euro.

Nel caso di Unicredit, il target sale da 74 a 76 euro, con aspettativa di un RoTE sostenibile del 19% e un costo del capitale dell’11,4%. Per il 2026 stima per Piazza Gae Aulenti ricavi a 25,310 miliardi (consenso 26,197 miliardi) e utile netto a 9,671 miliardi (consenso 11,213 miliardi), con un dividendo di 3,57 euro per azione (4,64 euro il consenso). Nello scenario più favorevole, con RoTE al 20%, il titolo potrebbe arrivare a 82 euro.

Per Banco BPM il target price resta a 13,30 euro, nonostante i risultati legati a Anima Holding, di cui la banca detiene ora oltre l’89% a seguito dell’OPA di aprile. A tal riguardo, però, il colosso finanziario riferisce che manterràuna visione costruttiva riguardo alle prospettive della banca alla luce dell’attività assicurativa e del contributo di Anima in aumento, anche grazie alla nuova joint venture nei servizi di pagamento“. Nel frattempo, Morgan Stanley auspica un RoTE del 16% (tenendo conto dell’integrazione di Anima e dei tassi BCE al 2% nel 2027/2028) e un costo del capitale dell’11,5%. Mentre per il 2026 stima ricavi a 6,096 miliardi (consenso 6,290 miliardi) e un utile netto di 1,771 miliardi (consenso 2,169 miliardi), con dividendo di 0,99 euro per azione (1,22 euro il consenso). Nello scenario migliore, con RoTE al 24% e costo del capitale all’11%, il target price potrebbe salire a 20 euro.

Banche italiane sempre più solide, le conferme da BCE e Scope Ratings

Si tratta dunque di una generale promozione per queste banche, che assieme ad altre hanno portato a casa dei trimestrali decisamente importanti. Insieme a MPS, BPER e Credem, hanno registrato nel Q3 2025 un utile netto complessivo di circa 6,5 miliardi di euro, in crescita del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Al quadro degli utili si aggiunge anche quello della solidità patrimoniale nell’ambito dei Pillar 2 Requirements (P2R) della BCE, requisiti che indicano eventuali rischi dell’istituto agli occhi della Banca Centrale (per intenderci, più basso è il requisito, minori sono i rischi individuati). Tra le banche più solide, Credem registra un P2R dell’1,25%, Banca Mediolanum dell’1,50%, e Intesa Sanpaolo dell’1,65%, mentre UniCredit e FinecoBank si attestano al 2%. Valori più elevati sono stati fissati per Banco BPM, Cassa Centrale e Iccrea (2,25%), BPER (2,40%) e MPS (2,5%).

Da segnalare infine l’ultimo report di Scope Ratings, che sottolinea come le banche italiane mantengano fondamentali solidi e una redditività sostenuta, nonostante un contesto macroeconomico incerto. L’agenzia prevede un ritorno medio sugli attivi ponderati per il rischio (RoRWA) tra il 2,7% e il 2,8% per i principali istituti italiani. Un dato leggermente in calo rispetto al 3,2% del 2024, che l’agenzia giustifica con l’aumento degli RWA introdotto dal nuovo quadro regolamentare CRR III. Secondo Scope Ratings, però, la redditività rimarrà tra le più elevate del settore bancario europeo grazie alla stabilità del margine di interesse, alla crescita delle commissioni e al contenimento dei costi.

Banche italiane e stime di Morgan Stanley, cosa cambia per i possessori di certificati

Nel complessivo, i recenti aggiornamenti sui target price di Morgan Stanley sono delle buone notizie per investitori e possessori di certificati legati a Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco BPM.

Per le prime due banche, l’aumento del target price suggerisce che i certificati strutturati legati ai rialzi dei titoli potrebbero beneficiare di un potenziale upside maggiore, soprattutto in uno scenario ottimale che prevede RoTE più elevati e costi del capitale contenuti.

Per Banco BPM, invece, il target price invariato suggerisce una prospettiva più prudente: sebbene la banca presenti fondamentali solidi e benefici dall’integrazione con Anima Holding, i certificati collegati al titolo potrebbero non beneficiare di significativi rialzi immediati, richiedendo agli investitori di valutare attentamente il rapporto rischio-rendimento rispetto alle prospettive complessive del gruppo.

Da prendere anche in considerazione gli ultimi dati relativi a redditività e solidità patrimoniale delle banche, tutti elementi chiave per ulteriori valutazioni future su rischi e rendimenti dei certificati di investimento bancario.

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  1. […] tratta di un altro upgrade in continuità con quello di qualche mese fa, quando Morgan Stanley aveva già alzato i target price: UniCredit da 74 a 76  euro, e […]