Prestiti alle imprese e mutui rimangono stabili nel quarto trimestre. Lo rileva l’Indagine sul credito bancario nell’area dell’euro condotta da Bankitalia, secondo cui l’offerta di prestiti a famiglie e imprese è rimasta inalterata negli ultimi tre mesi del 2025. Un andamento confermato anche dai dati dell’ABI, che segnalano stabilità sia nell’ammontare complessivo dei prestiti sia nei tassi di interesse applicati.
Bankitalia: mutui e prestiti confermano stabilità a fine 2025
A inizio report, Via Nazionale si concentra sui criteri di offerta: secondo l’istituto, nel quarto trimestre del 2025 i criteri sui prestiti alle imprese sono rimasti invariati, con i termini e le condizioni che “sono stati leggermente allentati per effetto della riduzione dei tassi di interesse”. Per quanto riguarda le famiglie, “i criteri applicati sui finanziamenti sono rimasti invariati per i mutui, mentre sono stati lievemente irrigiditi per il credito al consumo”.
Banca d’Italia sottolinea inoltre che nel secondo semestre del 2025 i criteri sono stati irrigiditi per le imprese manifatturiere ad alta intensità energetica, per quelle attive nella fabbricazione di autoveicoli e per le società operanti nel settore immobiliare non residenziale. Di contro, nel 2025, l’esposizione ai cambiamenti delle politiche commerciali e all’incertezza ad esse legata “non ha avuto un impatto sui criteri di offerta e ha lievemente aumentato la domanda di prestiti delle imprese”.
Analizzando la domanda di prestiti, quella delle imprese è aumentata lievemente, “sostenuta in particolare da maggiori necessità per il rifinanziamento del debito, per investimenti fissi e per operazioni societarie di fusione o acquisizione”. La domanda da parte delle famiglie, invece, si è rafforzata, spinta dalla riduzione dei tassi di interesse. Per i mutui ha contribuito anche la maggiore fiducia delle famiglie, mentre per il credito al consumo ha inciso l’aumento della spesa in beni durevoli.
Da evidenziare anche il miglioramento delle condizioni di accesso alle fonti di finanziamento: le banche hanno segnalato un nuovo miglioramento complessivo, “in particolare per i titoli di debito a medio‑lungo termine“, sottolinea Via Nazionale. Infine, sui crediti deteriorati, nel quarto trimestre del 2025 la loro quota nei bilanci bancari ha determinato un irrigidimento dei criteri di offerta per il credito al consumo.
Guardando all’anno in corso, Bankitalia segnala che, per il trimestre odierno, i criteri di offerta rimarrebbero invariati per prestiti alle imprese e mutui, “e sarebbero irrigiditi ulteriormente per il credito al consumo”. Per il semestre in corso, invece, “gli intermediari prevedono un ulteriore irrigidimento per i prestiti alle imprese manifatturiere ad alta intensità energetica”. Per quanto riguarda la richiesta di finanziamenti, Bankitalia prevede che nel trimestre in corso la domanda “aumenterebbe ulteriormente da parte sia delle imprese e sia delle famiglie“. Invece, per i crediti deteriorati, c’è da aspettarsi “un’ulteriore restrizione nel trimestre in corso“.
ABI: prestiti a famiglie in prese in aumento (e così anche i tassi)
L’analisi di Bankitalia sul mercato dei prestiti in Italia conferma sostanzialmente quanto emerso dall’ultimo rapporto ABI: a dicembre, l’ammontare complessivo dei prestiti a imprese e famiglie è aumentato sia su base mensile sia su base annua. Per la precisione, l’insieme dei prestiti è salito del 2,3% su base annua, accelerando rispetto a novembre (+2,1%), con i prestiti alle famiglie che aumentano del 2,3%, mentre quelli alle imprese dell’1,8%.
Al tempo stesso, si registra un lievissimo aumento dei tassi di interesse. A dicembre, il tasso medio sul totale dei prestiti (cioè quelli sottoscritti negli anni) è rimasto stabile al 3,97%, mentre i tassi sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni passano al 3,37% dal 3,30% di novembre, mentre quelle per il finanziamento alle imprese al 3,64% dal 3,52% del mese precedente.
Sul fronte dei crediti deteriorati netti, a novembre 2025 il totale si è attestato a 29,7 miliardi di euro, in calo dai 30,1 miliardi di giugno 2025 e dai 31,3 miliardi di dicembre 2024. Rispetto al livello massimo registrato nel 2015, pari a 196,3 miliardi, il calo è di circa 167 miliardi. A novembre 2025, i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,42% dei crediti totali, in lieve diminuzione rispetto a giugno 2025 (1,46%) e a dicembre 2024 (1,51%), e nettamente inferiori rispetto al 9,8% di dicembre 2015.
Prestiti e crediti deteriorati: stabilità e attenzione per i possessori di certificati
La stabilità dell’offerta di prestiti a famiglie e imprese e l’incremento moderato della domanda, come evidenziato da Bankitalia, delineano un contesto di credito solido ma contenuto nei rischi, traducendosi in una maggiore affidabilità degli emittenti di certificati legati a obbligazioni o prestiti bancari, una buona notizia per investitori e possessori di tali strumenti.
A rafforzare questa stabilità contribuisce anche il calo dei crediti deteriorati, rimasti su livelli storicamente bassi, come segnalato dall’ABI. Di contro, il lieve aumento dei tassi sulle nuove operazioni richiede attenzione, perché potrebbe influenzare i rendimenti dei certificati collegati a strumenti a tasso variabile.
Nel complesso, il quadro del credito italiano suggerisce un ambiente favorevole per gli investitori in certificati, con rischi contenuti e condizioni di mercato relativamente stabili.

