La Bank of England (BoE) conferma le attese del mercato, e riduce i tassi di interesse di 25 punti base, che scendono al 3,75%. Una decisione largamente anticipata, che ha già impattato sulla sterlina e sui Gilt, nonché sulle prospettive per il 2026.
BoE taglia i tassi al 3,75%: una decisione abbastanza combattuta
Come già anticipato dai mercati, il Comitato di politica monetaria (MPC) della Bank of England, formato da nove membri, ha approvato la riduzione del tasso di interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo al 3,75%, con un voto favorevole di 5 membri e 4 contrari. Una mossa che arriva in un momento complesso per l’economia britannica: la disoccupazione è aumentata al 5,1%, ai massimi degli ultimi quattro anni, con l’inflazione che a novembre si è attestata al 3,2%, sotto il 3,6% del mese precedente ma ancora lontano dall’obiettivo del 2%.
Lavoro e inflazione sono stati infatti i punti chiave della discussione interna al Comitato, a giudicare dai verbali della seduta. Da una parte ci sono i cinque membri del comitato, che hanno sostenuto la decisione del taglio per il fatto che “il processo di disinflazione era in corso e la questione chiave era quanto l’inflazione si sarebbe stabilizzata in modo sostenibile all’obiettivo del 2%”, si legge nei verbali. In particolare, alcuni membri hanno precisato che “se i rischi al rialzo per l’inflazione avessero continuato a diminuire, avrebbero continuato a valutare i dati emergenti, in particolare per quanto riguarda l’attività del mercato del lavoro e la crescita salariale“.
Dall’altra ci sono i quattro membri che hanno votato contro: “pur riconoscendo i recenti progressi in materia di disinflazione“, dicono, “i dati attuali e prospettici sull’inflazione dei servizi, sulla crescita dei salari e sulle aspettative di inflazione sono rimasti al di sopra dei livelli coerenti con gli obiettivi. Ciò potrebbe essere sintomatico di cambiamenti più duraturi nel comportamento di determinazione di salari e prezzi“.
Taglio dei tassi BoE: sterlina in rialzo, rendimenti Gilt in aumento e nuove prospettive 2026
Dopo il taglio dei tassi della BoE, qualcosa si è messo nel mercato monetario e obbligazionario. In particolare, la sterlina, inizialmente in calo, ha invertito la rotta, chiudendo in rialzo dello 0,2% a 1,3405 dollari. Mentre contro l’euro, la moneta britannica è salita dello 0,4% a 87,44 pence. Anche i rendimenti dei titoli di Stato del Regno Unito hanno reagito, con il decennale di riferimento in aumento di 3,5 punti base al 4,515% e il biennale, più sensibile alle aspettative di politica monetaria, salito di 5 punti base al 3,765%.
Una pressione dunque rialzista, che riflette sia il fatto che la decisione non è stata unanime, sia la continua debolezza del dollaro USA, che ha consentito alla sterlina di mantenersi stabile. Il trend potrebbe continuare a influenzare soprattutto la coppia GBP/USD, a meno di indicazioni chiare da parte della BoE su tassi più bassi nel 2026.
Lo sguardo infatti ora è rivolto al 2026. All’interno del comitato della BoE, dopo il quarto taglio dell’anno, si prospetta per il 2026 un approccio graduale a ulteriori riduzioni dei tassi, nonostante il rallentamento dell’inflazione e i segnali di un mercato del lavoro più debole. La maggior parte degli analisti prevede ancora nuovi tagli dei tassi nel corso dell’anno, anche se entità e tempistiche restano incerte. “Ci aspettiamo a malapena un altro taglio a febbraio, ma è un rischio imminente”, ha dichiarato James Smith, economista di ING. “C’è solo un’altra tornata di dati sull’inflazione e sui salari/occupazione prima di allora, suggerendo che le opinioni del comitato non cambieranno enormemente nelle prossime otto settimane”.
Sul fronte obbligazionario, le attuali previsioni suggeriscono che i titoli di Stato britannici potrebbero sovraperformare i principali mercati globali, inclusi i Treasury statunitensi, i cui rendimenti a dieci anni sono attesi sostanzialmente stabili nel 2026. A sostenere questa performance potrebbero contribuire non solo ulteriori tagli dei tassi, ma anche una crescita economica più debole, che attenua le pressioni inflazionistiche e rende i conti pubblici britannici, sul lungo periodo, relativamente più solidi rispetto a quelli di altre grandi economie avanzate.
Tassi BoE tra sterlina e Gilt, opportunità e rischi per i possessori di certificati
La situazione post-taglio dei tassi della BoE potrebbe offrire opportunità interessanti per investitori e possessori di certificati legati a sterlina e Gilt. A tal riguardo, proprio i certificati indicizzati ai titoli di Stato britannici potrebbero beneficiare del recente rialzo dei prezzi, in particolare quelli a breve e medio termine, mentre i certificati legati alla sterlina potrebbero registrare maggiore volatilità: la moneta britannica ha infatti invertito la rotta dopo il taglio, e il trend rialzista sulla coppia GBP/USD potrebbe continuare.
Almeno fino a quando non arriveranno indicazioni più chiare sui tassi nel 2026. Per gli investitori, ciò significa che il taglio non garantisce guadagni automatici: le performance dei certificati resteranno legate all’andamento dei rendimenti obbligazionari, alla stabilità della sterlina e alle future decisioni della BoE.
In pratica, chi detiene certificati legati ai Gilt potrebbe beneficiare di un apprezzamento dovuto alla riduzione dei rendimenti attesi, mentre chi possiede strumenti collegati alla valuta deve valutare anche l’impatto delle oscillazioni della sterlina sui rendimenti. La chiave sarà la capacità del mercato di interpretare correttamente i segnali della BoE e di adattarsi a un contesto economico ancora fragile, con inflazione in calo ma non ancora al target e mercato del lavoro in rallentamento.
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