Partenza travolgente per i BTP: il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato che nella serata dell’8 gennaio l’emissione dual tranche del nuovo BTP a 7 anni e la riapertura del BTP Green hanno totalizzato una domanda complessiva di 265 miliardi di euro.
Boom di richieste per BTP a 7 anni e BTP Green
Nel primo collocamento dell’anno, il Tesoro ha proposto un’emissione dual tranche: un nuovo BTP benchmark a 7 anni, con scadenza marzo 2033, e la riapertura del BTP Green 2046, con cedola al 4,1% e importo massimo di 5 miliardi.
Gestito da un sindacato formato da sei lead manager (MPS, Barclays Bank Ireland, BNP Paribas, Credit Agricole Corp. Inv. Bank, Morgan Stanley Europe SE e NatWest Markets) affiancati dagli altri Specialisti in titoli di Stato italiani come co-lead manager, il collocamento ha registrato una domanda complessiva da record: ben 265 miliardi di euro secondo quanto comunicato da via XX Settembre.
Entrando nel dettaglio, le richieste del BTP a 7 anni (con tasso annuo del 3,15%, pagabile in due cedole semestrali) hanno toccato i 150 miliardi per un’emissione di 15 miliardi, ossia dieci volte l’offerta del Tesoro. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,901, corrispondente a un rendimento annuo lordo all’emissione del 3,191%.
Anche il BTP Green ha registrato un successo notevole, con una domanda superiore ai 115 miliardi per soli 5 miliardi emessi, pari a 23 volte l’offerta. Il titolo è stato collocato a 99,778, con un rendimento lordo all’emissione del 4,158%. Nel complesso, i 20 miliardi collocati hanno ricevuto richieste oltre 13 volte superiori all’offerta del Tesoro, confermando l’interesse eccezionale degli investitori.
BTP Italia protagonisti nei mercati obbligazionari globali
Il primo collocamento del MEF non solo supera abbondantemente quello raggiunto a inizi 2025, quando il Tesoro aveva raccolto ordini record per 142 miliardi di euro su un bond decennale da 13 miliardi, ma si inserisce in un avvio d’anno già caratterizzato da transazioni da record.
Nell’Eurozona, ad esempio, il Belgio ha collocato recentemente un titolo decennale per 8 miliardi di euro, raccogliendo richieste per oltre 91 miliardi. Anche a livello globale si registra un inizio d’anno da record: aziende e governi negli Stati Uniti, in Europa e in Asia hanno già raccolto circa 260 miliardi di dollari.
Domande così elevate, osserva Bloomberg, sono ormai una costante delle emissioni di gennaio, quando gli emittenti cercano di assicurarsi rendimenti interessanti approfittando di ampia liquidità e forte interesse degli investitori.
Nel caso dell’ultima settimana, secondo Priya Misra, gestore di portafoglio presso JPMorgan Investment Management, a contribuire a stimolare la domanda sono stati in particolare “risultati aziendali robusti, un consumatore resiliente e rendimenti obbligazionari di alto livello che sono ancora interessanti — soprattutto per gli investitori che desiderano riequilibrare i loro portafogli”.
Rendimenti stabili e fiducia dei mercati: il circolo virtuoso dei BTP
Sono dunque numeri importanti per il MEF, che segnano un avvio ottimista in vista di un percorso decisamente impegnativo: il Tesoro dovrà rivolgersi al mercato per raccogliere tra i 350 e i 365 miliardi di euro, considerando scadenze e fabbisogno dello Stato.
Un’operazione però agevolata da alcuni fattori favorevoli, come lo spread decennale, sceso tra 65 e 70 punti base; un rischio sovrano ai minimi da oltre 15 anni, nettamente inferiore rispetto al passato. E soprattutto una gestione dei conti pubblici, che si sta rivelando più austera di quanto previsto. Quest’anno, se non già nel 2025, il deficit dovrebbe scendere sotto la soglia del 3% fissata dal Patto di stabilità, aprendo la strada alla probabile chiusura della procedura d’infrazione della Commissione europea per deficit eccessivo nella prossima primavera.
A tutto questo si aggiunge anche il recente miglioramento del rating creditizio del Paese, che ha rafforzato l’appeal dell’Italia agli occhi degli investitori internazionali. Il successo dei BTP, testimoniato dal record di ieri, genera infatti un circolo virtuoso: maggiore fiducia dei mercati si traduce in aste più efficaci, attrattività crescente per gli investitori e rendimenti in calo, con conseguente riduzione della spesa per interessi a beneficio dei conti pubblici.
BTP e ottimismo per Italia: opportunità per possessori di certificati
Forte domanda e rendimenti relativamente stabili dei BTP rappresentano un segnale positivo per investitori e possessori di certificati legati ai Titoli di Stato. In primo luogo, garantiscono maggiore liquidità e prevedibilità dei prezzi dei certificati sul mercato secondario. Un BTP a 7 anni collocato con un rendimento del 3,191% e un BTP Green al 4,158% offrono infatti riferimenti chiari per la valutazione dei certificati indicizzati a questi titoli.
Altri elementi positivi sono la riduzione dello spread decennale e il rischio sovrano ai minimi storici, che contribuiscono a limitare la volatilità attesa e a rafforzare la percezione di sicurezza degli investitori.
A completare il quadro il miglioramento del rating creditizio e una gestione più prudente dei conti pubblici, che aumentano l’affidabilità del sottostante, rendendo i certificati più interessanti sia per chi cerca rendimenti stabili, sia per chi punta a un’esposizione a basso rischio sul debito sovrano italiano.


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