Budget 2026, tasse in aumento e PIL in lieve progresso: Regno Unito tra prudenza e sostenibilità

Nel Regno Unito è tempo di Budget 2026: il Cancelliere dello Scacchiere, Rachel Reeves, ha presentato al Parlamento di Londra la dichiarazione di Bilancio autunnale, illustrando sia i più recenti dati macroeconomici del Paese sia le nuove misure per sostenere l’economia e soprattutto le casse erariali.

Budget 2026: crescita moderata, inflazione più alta e indebitamento controllato

Stando a quanto riportato nel Budget 2026, nel 2025 si prevede una crescita del PIL reale dell’1,5%, 0,5 punti percentuali in più rispetto alle stime di marzo nelle Prospettive economiche e fiscali (EFO). Mentre tra il 2026 e il 2029 il PIL reale dovrebbe crescere in media dell’1,5%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di marzo, a causa del rallentamento della produttività di fondo.

Oltre al PIL, il Budget segnala ulteriori modifiche alle previsioni a breve termine per inflazione, disoccupazione e utili. Nel caso dell’inflazione, secondo l’Economic and Fiscal Outlook di novembre 2025, “la maggiore inflazione nazionale, insieme all’aumento dei prezzi alimentari, ci porta a prevedere che l’inflazione rimarrà elevata più a lungo rispetto a marzo”. Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione (a settembre 2025 al 5%, in aumento dello 0,2% rispetto ad agosto), si prevede che “rimarrà vicino all’attuale 5% fino al 2027”. Infine, sul fronte degli utili delle imprese, è previsto che “diminuiranno nel 2025, prima di riprendersi durante le previsioni, ma in misura inferiore alle aspettative a marzo“.

Tutti questi cambiamenti hanno determinato che la crescita dell’economia nominale “non è stata declassata tanto quanto la produttività”, mentre la composizione della crescita del PIL nominale risulta “più ricca di imposte rispetto a marzo“. Secondo il Budget, tali cambiamenti aumentano le entrate fiscali complessive di 16 miliardi di sterline nel 2029-30 rispetto alle stime di marzo, al netto delle politiche di bilancio.

L’effetto sull’indebitamento netto del settore pubblico risulta tra l’altro compensato da un aumento della spesa prevista di 22 miliardi entro il 2029-30. “Prima di tenere conto delle politiche di bilancio, queste modifiche alle previsioni hanno comportato un aumento dell’indebitamento di 17 miliardi di sterline quest’anno e di 6 miliardi di sterline nel 2029-30“.

Il report evidenzia infine che, nonostante questo deterioramento relativamente contenuto, “gli effetti diretti delle politiche di bilancio aumenteranno l’indebitamento di 6 miliardi l’anno prossimo, ma lo ridurranno di 15 miliardi nel 2029-30”. In particolare, le politiche di spesa di questa legge “aumentano l’indebitamento ogni anno, di 7 miliardi di sterline l’anno prossimo e di 11 miliardi di sterline nel 2029-30“.

Budget 2026: tasse, dividendi e accise sotto la lente di Reeves

Con il Budget 2026, il governo britannico punta a introdurre una serie di nuove misure fiscali, tutte orientate all’aumento delle imposte. Tra le più importanti, il congelamento per tre anni a partire dal 2028 delle soglie per il pagamento dell’imposta sul reddito.

Si aggiunge anche una nuova tassa comunale aggiuntiva in Inghilterra dal 2028, con un’imposta annuale di 2.500 sterline per gli immobili sopra i 2 milioni di sterline e di 7.500 sterline per quelli oltre i 5 milioni. Più una nuova gabella basata sul chilometraggio per i veicoli elettrici e ibridi plug-in, che entrerà in vigore dall’aprile 2028. A seguire, scatterà dal prossimo aprile un aumento delle aliquote d’imposta sui dividendi aumenteranno (al 10,75% per l’aliquota base e al 35,75% per quelle più elevate). E anche un incremento delle accise sul gioco d’azzardo.

Infine alcune modifiche a limiti di esenzione e importi trasferibili. Il limite annuo esente da imposte per gli investimenti in contanti nei conti di risparmio individuali (ISA) sarà ridotto da 20.000 a 12.000 sterline per la maggior parte dei risparmiatori da aprile 2027. Mentre dal 2029 l’importo trasferibile alle pensioni prima dell’addebito dell’assicurazione nazionale sarà limitato a 2.000 sterline l’anno.

Complessivamente, il rapporto sottolinea che “gli aumenti delle imposte cresceranno di 0,7 miliardi di sterline l’anno prossimo e di 26 miliardi nel 2029-30, più che compensando l’aumento della spesa negli ultimi anni delle previsioni”. Gli effetti indiretti delle misure sull’economia, grazie alla minore inflazione che riduce la spesa per interessi sul debito, dovrebbero ridurre l’indebitamento di 2 miliardi di sterline nel 2026-27. Considerando sia le modifiche pre-misure sia l’impatto delle politiche, si prevede che le imposte in percentuale del PIL passeranno dal 35% nel 2024-25 a un massimo storico di poco oltre il 38% dal 2029-30. La spesa in percentuale del PIL, invece, è attesa aumentare dal 44% nel 2024-25 al 45% nel 2025-26, per poi scendere nuovamente al 44% entro il 2030-31.

BoE e mercati guardano al Budget 2026: a cosa stare attenti i possessori di certificati

Alla pubblicazione del Budget 2026, i mercati hanno registrato un lieve scossone: i rendimenti dei Gilt sono scesi con l’emergere dei primi dati e dei piani del Tesoro, a dimostrazione della sensibilità degli investitori alle prospettive fiscali del Regno Unito. La situazione si è però rapidamente stabilizzata: ieri 26 novembre, i rendimenti dei Gilt erano inferiori di circa 4-5 punti base lungo la curva rispetto ai livelli pre-OBR, mentre l’EUR/GBP era sceso dello 0,4%, con GBP/USD a oltre 1,32.

Secondo gli analisti di ING Think, nelle ultime settimane sia i Gilt sia la sterlina hanno reagito a questioni di credibilità fiscale e alle implicazioni del bilancio odierno per la politica monetaria della BoE. Nonostante alcune preoccupazioni iniziali per il consolidamento fiscale, gli investitori “sembrano invece aver sostenuto il Cancelliere Reeves e il percorso dell’OBR verso una riduzione dei deficit di bilancio nei prossimi cinque anni“. Sul fronte della sterlina, il bilancio non appare particolarmente restrittivo nel breve termine e non ha modificato in modo significativo le aspettative sul tasso terminale della BoE.

Gli analisti prevedono infatti “che la BoE tagli i tassi a dicembre e ci aspettiamo che il tasso di riferimento venga tagliato un po’ più rapidamente nell’area del 3,25% rispetto a quanto previsto attualmente dal mercato. Ci aspettiamo che il cambio EUR/GBP trovi un buon supporto prima di 0,87 e continuiamo a favorire un movimento verso 0,90 l’anno prossimo“.

Insomma, una buona prospettiva per i possessori di certificati di investimento legati a Gilt e sterlina. Ricordiamo comunque di mantenere una certa cautela: certificati ancorati a Gilt o sterlina soffriranno se i rendimenti salgono o se la sterlina si indebolisce.

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  1. […] In sede di Budget 2026, il cancelliere Reeves aveva annunciato nel suo bilancio annuale del 26 novembre aumenti fiscali per 26 miliardi di sterline, ma ha rinviato l’introduzione della maggior parte di tali misure. Una scelta che ha dato respiro alle famiglie, ma che potrebbe dover essere rivista in futuro. Diversi economisti intervistati dal Financial Times ritengono che il governo britannico sarà costretto a nuove imposte prima delle prossime elezioni, a causa della crescita persistente debole e della pressione politica per finanziare i piani di spesa pubblica. […]