Buyback Intesa Sanpaolo 2025, ben 26 milioni di azioni acquistate nell’ultima tranche

Continua il programma di buyback di Intesa Sanpaolo avviato il 2 giugno 2025 e ormai prossimo alla conclusione. Con l’ultima tranche, la banca ha acquistato la bellezza di ben 26 milioni di azioni.

Buyback Intesa Sanpaolo 2025, ben 26 milioni di azione acquistate

Dopo l’acquisto di 17 milioni di azioni effettuato tra il 29 settembre e il 3 ottobre, Intesa Sanpaolo alza il tiro con quest’ultima operazione, portando a casa poco più di 26 milioni di azioni, ben 9 milioni in più rispetto all’ultimo capitolo.

Nel dettaglio, tra il 6 e il 10 ottobre 2025, la banca “ha acquistato 26.008.778 azioni, pari a circa lo 0,15% del capitale sociale, a un prezzo medio di 5,5397 euro per azione, per un controvalore totale di 144.081.061,13 euro”, si legge nella nota.

Tutte azioni che vanno ora a sommarsi a quanto già comprato nel mese di settembre, quando il Gruppo bancario ha acquistato, tra il 15 e il 19 settembre 2025, ben 8.196.834 azioni, per un controvalore totale di 44.493.025,82 euro. E tra il 1° e il 5 settembre, complessivamente 22.233.099 azioni, per un controvalore totale di 118.331.194,24 euro.

Alla fine di quest’ultima tranche, Intesa Sanpaolo “ha acquistato complessivamente 366.323.164 azioni, pari a circa il 2,06% del capitale sociale, a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 5,1048 euro, per un controvalore totale di 1.869.994.090,21 euro“.

In pratica è vicina all’obiettivo prefissato a inizio del programma. Comunicato al mercato il 26 maggio 2025 e avviato il 2 giugno 2025, il programma prevede “un esborso complessivo massimo di 2 miliardi di euro e per un numero di azioni non superiore a n. 1.000.000.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo“. La chiusura è fissata entro il 24 ottobre 2025, nel rispetto dell’autorizzazione dell’Assemblea del 29 aprile 2025.

Un contesto positivo per Intesa Sanpaolo

L’ultima tranche del programma di buyback inaugura un nuovo mese dopo un periodo già piuttosto positivo per Intesa Sanpaolo.

Anzi decisamente positivo, visto che a fine settembre l’istituto ha ricevuto una promozione significativa a livello di rating: l’agenzia statunitense Fitch ha infatti migliorato il rating dei depositi a lungo termine, portandolo da BBB+ ad A, mentre quello a breve termine è salito da F2 a F1.

Ma in particolare l’agenzia ha innalzato gli indicatori IDR (Long-Term Issuer Default Rating) e VR (Viability Rating), portandoli entrambi da BBB ad A-. Un miglioramento di due notch (gradino) che, come precisa l’agenzia nella sua nota, “riflette la combinazione del recente miglioramento del rating di lungo termine dell’Italia a BBB+ da BBB e l’eccezionale posizione di forza di Intesa Sanpaolo rispetto ai concorrenti domestici”.

In soldoni, l’istituto è percepito come più solido rispetto all’ultima valutazione, e con una maggiore capacità di far fronte ai propri impegni finanziari.

Doppio benefit per i possessori di certificate

Il progresso di un programma di buyback è sempre un bene per la banca emittente e soprattutto per investitori e possessori di certificate., dal momento che, riducendo il numero di azioni in circolazione, aumenta potenzialmente il valore implicito dei certificati.

Tra l’altro Banca Intesa gode ora di un rafforzamento del rating, che migliora la percezione del rischio di credito della banca, contribuendo dunque a ridurre la volatilità e ad aumentare l’attrattiva degli strumenti derivati collegati alle azioni Intesa.

In breve, chi detiene certificate potrà beneficiare in futuro di una maggiore stabilità dei prezzi e di una possibile rivalutazione del sottostante nel medio termine.

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