Novità sul fronte sostenibilità per la Cassa di Risparmio di Asti: l’agenzia di rating indipendente con sede a Londra Standard Ethics ha emesso il Corporate Standard Ethics Rating (SER) “EE-” alla Cr Asti, a conferma della solidità del programma di sustainability della banca.
Standard Ethics e il rating ESG per banche e imprese
Si è portati a pensare che il rating sia soltanto quello delle grandi agenzie internazionali come Moody’s, Standard & Poor’s o Fitch. In realtà, da anni esiste anche una valutazione specifica che prende in esame le iniziative legate ai criteri ESG (Environment, Social e Governance).
Tra le agenzie principali in questo ambito c’è Standard Ethics, un’agenzia di valutazione della sostenibilità che attribuisce alle aziende un particolare giudizio: il Corporate Standard Ethics Rating (SER). Basato su una scala a nove livelli, il rating SER va dal massimo di EEE al minimo di F, e valuta appunto gli elementi ESG, ossia gli aspetti ambientali, sociali e di governance aziendale. Per fare un esempio, un rating elevato come EE+ indica una forte compliance alle buone pratiche ESG, mentre punteggi inferiori segnalano margini di miglioramento.
Negli ultimi mesi l’agenzia ha aggiornato i giudizi su diversi protagonisti del panorama economico italiano, come Intesa Sanpaolo e UnipolSAL. Nel caso di Banca Intesa, l’agenzia ha migliorato l’Outlook a Positivo, mentre per quanto riguarda UnipolSAI il SER è salito a EEE-, in crescita rispetto al precedente EE+, con outlook positivo.
E ora è il momento per Cassa di Risparmio di Asti, che ha ottenuto recentemente un Corporate Standard Ethics Rating pari a “EE-”, riconoscimento che testimonia il percorso di sostenibilità avviato negli ultimi anni.
I motivi dietro il nuovo SER a Cr Asti
Nel comunicato ufficiale si legge che, negli scorsi esercizi, la banca piemontese ha avviato un importante percorso di allineamento alle richieste dei regolatori in tema di sostenibilità. Un impegno concreto, confermato dall’adozione del Piano di Sostenibilità 2022-2024 “che ha portato al raggiungimento di ambiziosi obiettivi di integrazione dei temi ESG nei principali processi operativi“.
Il nuovo Piano Strategico 2025-2027 sancisce la piena operatività delle tematiche ESG all’interno della struttura aziendale e del business caratteristico della banca, con obiettivi legati sia al posizionamento istituzionale sia agli impatti diretti sull’attività creditizia e di raccolta.
Secondo l’agenzia londinese, “l’impianto di governance della Sostenibilità risulta solido, così come il sistema interno di controllo e gestione dei rischi ESG. Il sistema di policy e procedure adottate, allineate alle rilevanti indicazioni di ONU, OCSE e UE, presidia i principali temi di Sostenibilità, guidando l’attuazione di progetti ed iniziative”.
Standard Ethics, tuttavia, sottolinea anche la presenza di spazi di miglioramento: “residuano in questo ambito degli spazi d’implementazione, sia in termini di indipendenza e parità di genere degli organi apicali, sia a copertura di alcune tematiche emergenti come l’Intelligenza Artificiale“.
Cr Asti di nuovo sotto i riflettori dopo i rumors su Banco BPM
Il nuovo rating arriva in un momento di particolare visibilità per la banca astigiana, che di recente era finita al centro di indiscrezioni (poi smentite) riguardanti un possibile interesse da parte di Banco BPM.
Spieghiamo meglio. Secondo alcuni rumors, la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti (principale azionista con circa l’80% del proprio patrimonio investito nell’istituto) starebbe prendendo in considerazione la cessione di una parte della propria partecipazione.
In particolare, l’ente starebbe valutando l’ipotesi di un’aggregazione con un altro soggetto bancario “per far confluire l’istituto in un gruppo più grande“, e al tempo stesso “diluirsi nel capitale della banca per rispettare i limiti imposti dal protocollo Acri-Mef”, che vieta una concentrazione superiore a un terzo del patrimonio nella conferitaria.
Riducendo la partecipazione, si aprirebbe però la porta a un nuovo partner bancario, che potrebbe anzi rilevare l’intero istituto, in accordo con gli altri azionisti: Fondazioni Biella e Vercelli (12,91% e 4,2%), Crt (6%) e una pluralità di piccoli soci (35,1%).
Sulle prime si pensava che il potenziale partner fosse Banco BPM, ma la Fondazione ha poi smentito qualsiasi trattativa in merito.
Sostenibilità ed ESG: cosa cambia per i proprietari di certificate
Sul fronte degli investimenti, c’è da dire che l’ottenimento del rating “EE-” da parte di Standard Ethics non avrebbe degli impatti diretti e immediati sugli strumenti finanziari emessi dalla Cassa di Risparmio di Asti, come i certificate.
Tuttavia, il giudizio rappresenta un segnale di affidabilità e solidità del percorso ESG intrapreso dalla banca, elemento che può riflettersi positivamente sulla percezione del mercato.
Per gli investitori già in possesso di certificate legati alla Cr Asti, il nuovo rating può quindi rafforzare la fiducia nell’istituto. Anzi, un consolidamento della strategia di sostenibilità potrebbe anche incidere sull’attrattività di futuri collocamenti, favorendo una maggiore domanda da parte di investitori attenti ai criteri ESG.
