ENI torna al centro dell’attenzione dopo la presentazione del nuovo piano strategico 2026-2030, ambizioso e ricco di progetti. Il titolo del Cane a Sei Zampe riceve un nuovo upgrade da parte di Morgan Stanely, con un target price rivisto al rialzo, mentre la valutazione complessiva (anche sul suo profilo di rischio) rimane stabile, riflettendo un equilibrio tra il potenziale di crescita e le condizioni già prezzate dal mercato.
Morgan Stanley rialza il target price di ENI, ma la raccomandazione resta prudente
In un clima di maggior fiducia nel contesto energetico globale e nella capacità del gruppo italiano di creare valore anche in scenari volatili, Morgan Stanley ha rivisto al rialzo il target price di Eni, portandolo a 25,3 euro dai precedenti 17,2 euro, a conferma della solidità del modello industriale di Eni e la sua capacità di adattarsi alla transizione energetica.
Di contro, però, la banca statunitense conferma la raccomandazione ‘equal-weight’, suggerendo una valutazione equilibrata tra opportunità di crescita e livelli già prezzati dal mercato.
L’aggiornamento rientra in un più ampio rialzo per le major petrolifere europee. Tra le promozioni più significative, BP è stata portata a ‘overweight’, sostenuta da un contesto favorevole al suo piano di rilancio; e così Repsol, con target price rivisto a 28 euro grazie a buyback più consistenti nel biennio 2026-2027.
Al contrario, Morgan Stanley ha ridotto il giudizio su Shell, ora ‘qual-weight’, ritenendo che le sue caratteristiche difensive limitino il potenziale di crescita in uno scenario di prezzi energetici in aumento. Taglio analogo per Galp, considerata troppo difensiva rispetto alle nuove dinamiche di mercato.
ENI tra promozioni e performance: il profilo di rischio resta sotto la media
La (mezza) promozione di Morgan Stanley segue idealmente quanto indicato dal report settimanale di Evaluation.it, secondo cui il colosso energetico italiano presenta un profilo di rischio più contenuto rispetto alla media del mercato. In particolare, secondo l’analisi, la ridotta rischiosità del titolo deriva soprattutto dalla “buona diversificazione geografica delle attività“, che contribuisce a stabilizzare il profilo complessivo rispetto al mercato.
Guardando ai dati degli ultimi tre anni, il titolo del Cane a Sei Zampe ha registrato una performance dell’83%, superiore al 58% del MIB, con un valore stimato attorno a 20,9 euro per azione, dividendi oltre il 3% e prospettive che combinano la crescita nelle rinnovabili con la volatilità tipica del settore energetico.
L’andamento in Borsa negli ultimi anni mostra una dinamica articolata. Secondo Evaluation.it, il titolo ha raggiunto un primo picco a ottobre 2023, seguito da una fase laterale e poi decrescente nella seconda metà del 2024, riportandosi sui livelli di inizio periodo. Tuttavia, “dopo un parziale progresso nei primi mesi del 2025 le azioni si sono portate su nuovi minimi ad aprile. Da allora è iniziato un trend rialzista che si è progressivamente rafforzato, portando ad un sostanziale raddoppio delle quotazioni in meno di un anno”.
Per quanto riguarda l’andamento di ENI nei prossimi anni, Evaluation.it ipotizza una lieve contrazione dei ricavi dello 0,5% nel 2026, seguita da una crescita del 7% nel 2027 e da una stabilizzazione intorno allo 0,5% dal 2028; un Ebitda margin in miglioramento al 20% nel 2026 e 21% nel 2027 e seguenti. E un ROI di lungo periodo del 15,2%, con tax rate stabile al 50% ed un costo del debito medio in diminuzione al 4,5%.
In conclusione al report, “i risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 20,9 Euro che tende a crescere (ridursi) di 1,6 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite“.
ENI tra upgrade e stime: l’mpatto sui possessori di certificati
Sia l’aggiornamento di Morgan Stanley che le stime di Evaluation.it dovrebbero essere prese in considerazione da investitori e possessori di certificati legati a ENI.
Il rialzo del target price riflette la fiducia nella capacità del gruppo di creare valore anche in contesti volatili e nella solidità del modello industriale, elementi che possono tradursi in un apprezzamento dei certificati collegati all’azione. Allo stesso tempo, la conferma di una valutazione prudente e di un profilo di rischio contenuto indica che, nonostante le prospettive positive, il mercato incorpora già gran parte dei fattori di crescita, il che riduce la probabilità di oscillazioni improvvise.
La performance storica del titolo rafforza questa prospettiva (crescita dell’83%, trend rialzista con raddoppio delle quotazioni…). Per chi detiene certificati tutto ciò suggerisce sia opportunità di valorizzazione legate al rialzo, sia un comportamento relativamente stabile dei prezzi in presenza di eventi di mercato attesi.
A sua volta, le previsioni sul medio-lungo periodo indicano una lieve contrazione dei ricavi nel 2026, seguita da una crescita sostenuta nel 2027 e una successiva stabilizzazione, con margini Ebitda in miglioramento e un ROI atteso del 15,2%. Tradotto: i certificati collegati a Eni potrebbero beneficiare non solo di eventuali apprezzamenti del prezzo azionario, ma anche del flusso di dividendi, superiore al 3%, che contribuisce al rendimento complessivo dello strumento.
