Eni chiude un terzo trimestre 2025 decisamente brillante, registrando risultati solidi e un aumento della generazione di cassa, sostenuto da una produzione più elevata e da una gestione operativa più efficiente.
Terzo trimestrale 2025 positivo per Eni: utili, flussi e produzione in aumento
Il colosso energetico chiude ufficialmente il terzo trimestre 2025 con un utile netto in aumento del 54%, pari a 803 milioni di euro, arrivando a 2,518 miliardi (+5%) per quanto riguarda l’utile netto nei primi nove mesi dell’anno.
Andando a vedere i dati dell’Ebit (Earnings Before Interest and Taxes), il dato proforma adjusted del gruppo si è attestato a 1,247 miliardi per il terzo trimestre, e a 3 miliardi di euro per i primi nove mesi, nonostante la flessione del 14% del prezzo del petrolio e l’apprezzamento dell’euro sul dollaro Usa (+6%), i cui effetti, secondo la società, “sono stati mitigati dalla crescita dei volumi e dalle azioni di efficienza”.
Ottimi risultati anche per il flusso di cassa operativo adjusted, che è cresciuto del 14%, raggiungendo i 3,3 miliardi di euro e superando ampiamente gli investimenti per 2 miliardi. In più, visti i risultati brillanti e la solida esecuzione strategica, Eni ha incrementato per la seconda volta la stima annuale di generazione di cassa. In particolare, il flusso di cassa operativo atteso nell’anno “è incrementato a €12 mld, rispetto alla precedente stima di €11,5 mld allo scenario aggiornato“, precisa la società nella nota finanziaria.
Infine, sul fronte della produzione, spicca l’incremento a 1,76 milioni di barili al giorno (+6% rispetto allo scorso anno), che ha consentito al gruppo di rialzare la guidance annuale a 1,72 milioni di barili al giorno. Per quanto riguarda l’indebitamento netto, questo è sceso a 9,9 miliardi, con un rapporto di leva contabile del 19%.
Nota per buyback e dividendi: sempre nella nota Eni ha annunciato l’aggiornamento al rialzo del programma di riacquisto di azioni proprie per il 2025, che ora passa a 1,8 miliardi di euro. Viene inoltre confermato l’incremento del dividendo del 5%, a 1,05 euro per azione, con la seconda tranche, pari a 0,26 euro, che sarà corrisposta il 26 novembre.
Trimestrali Eni 2025, giudizio positivo da Jefferies e Barclays
Oltre a essere decisamente positivi, i dati del terzo trimestre di Eni sono superiori alle attese, come evidenziato dagli analisti di Jefferies e Barclays, che ne hanno condiviso una lettura decisamente favorevole.
In particolare, sottolinea Jefferies, Eni ha superato il consenso di 1,020 miliardi del 22% con il suo utile netto adjusted a 1,247 miliardi. E del 6,6% quello relativo all’Ebit adjusted (2,996 miliardi). Superati a sua volta i target di consenso dei singoli comparti: l’EBIT del segmento E&P ha raggiunto 1,8 miliardi (consensus 1,64 miliardi), mentre il segmento Gas & Power (GGP) si è attestato a 275 milioni, ben oltre i 210 milioni previsti.
A sua volta, Barclays ha definito i risultati “molto solidi”, sottolineando come la revisione al rialzo della guidance su produzione e buyback rifletta “un momentum positivo destinato a proseguire nel 2026“. La banca britannica ha inoltre evidenziato alcune metriche chiave: l’aumento del target di mitigazione di cassa a 4 miliardi (da 3 miliardi), il miglioramento del margine di raffinazione Standard Eni a 5,8 dollari/bbl (da 4 dollari/bbl) e una leva proforma al 12%, inferiore al target di gruppo (15-18%).
Davanti a questi dati, Barclays conferma il giudizio positivo sulla capacità di Eni di finanziare il proprio piano di buyback agli azionisti, osservando come i risultati del trimestre e l’aggiornamento della guidance “rafforzano la visibilità sulla crescita del gruppo e lasciano spazio a ulteriori rivalutazioni nel 2026“.
Una buona prospettiva per i possessori di certificate
Praticamente solo buone notizie per investitori e possessori di certificate. Robusta crescita, riduzione dell’indebitamento, aumento della produzione: tutti elementi che rafforzano la solidità finanziaria dell’azienda, e quindi la sicurezza dei certificate collegati.
A ciò si aggiunge anche l’incremento del programma di buyback a 1,8 miliardi di euro e il confermato aumento del dividendo del 5%, con la seconda tranche di 0,26 euro: due opportunità per beneficiare di ritorni legati alla performance dell’azione.
In sintesi, il miglioramento operativo e strategico di Eni non solo conferma la solidità del gruppo, ma rende i certificate collegati al titolo più sicuri, potenzialmente più redditizi e con minore volatilità.
