Segnali di miglioramento per l’Eurozona, pur restando sostanzialmente in stallo. Lo scenario attuale dell’attività economica mostra da un lato una ripresa della produzione, soprattutto in Germania, dall’altro un rallentamento legato alle incertezze che gravano sulla Francia.
PMI manifatturiero e servizi: segnali di ottimismo per l’Eurozona
C’è dell’ottimismo nei nuovi dati mensili dell’indice PMI (Purchasing Managers’ Index) relativo al settore manifatturiero dell’Eurozona. Secondo i dati flash destagionalizzati (basati su circa l’85% delle risposte finali dell’indagine) l’Indice HCOB PMI Flash Composito della Produzione dell’Eurozona, redatto da S&P Global, è salito ad ottobre a 52,2, dai 51,2 di settembre.
Si tratta del decimo mese consecutivo in cui l’indice rimane al di sopra della soglia di non cambiamento di 50, il che segna a tutti gli effetti un forte aumento dell’attività economica. Tra l’altro, per la seconda volta in poco meno di due anni e mezzo, il tasso di espansione ha toccato il valore più rapido dal maggio 2024. Da evidenziare anche il PMI del settore terziario, che questo mese raggiunge 52,6 punti, superando le stime a 51,2 e i 51,3 registrati a settembre. È il dato più alto dal agosto 2024.
Insomma, “un inizio inaspettatamente positivo per l’ultimo trimestre“, come sottolinea il capo economista di Hcob, Cyrus de la Rubia,”l’attività nel settore dei servizi è aumentata significativamente e la produzione nel settore manifatturiero è aumentata per l’ottavo mese consecutivo“.
Eurozona divisa: Germania in ripresa, Francia in difficoltà
Secondo l’indagine di S&P Global e HCOB, è in particolare la Germania a fare da motore alla crescita di ottobre, con il suo PMI composito attestato a 53,8 punti, in aumento rispetto ai 52 di settembre e ai massimi da 29 mesi. A trainare le prospettive economiche è soprattutto il settore dei servizi, che registra un PMI preliminare in crescita a 54,5 punti contro i 51,5 del mese precedente, anch’esso ai livelli più alti da oltre due anni. Più fiacca, invece, la performance del comparto manifatturiero, con l’indice in calo a 52,3 punti dai 53 di settembre, minimo degli ultimi tre mesi.
Caso diverso per la Francia, una specie di grande ammalata del momento a causa dei vari disordini politici interni che sta vivendo. Nel dettaglio, l’attività delle imprese francesi cala al ritmo più rapido da febbraio: il PMI composito preliminare di ottobre scende a 46,8 punti dai 48,1 di settembre, toccando il minimo di 8 mesi. Di contro, il PMI manifatturiero preliminare registra solo un lieve calo a 45,3 punti dai 45,8 di settembre, mentre quello dei servizi segna una flessione più marcata, a 47,1 punti dai 48,5 del mese precedente, anch’esso ai minimi di 8 mesi.
Guardando all’immagine nel complesso, de la Rubia evidenzia che “la Francia continua sempre più a ostacolare la crescita economica dell’eurozona. Ad ottobre, mentre in Germania la situazione economica è significativamente migliorata, in Francia il tasso di contrazione ha subìto un’accelerazione per due mesi consecutivi. La crescita economica nell’Eurozona, di conseguenza, anche se leggermente più rapida, è stata molto più debole di quanto avrebbe potuto essere“.
Nota finale per il fronte della fiducia. Nonostante la crescita della produzione e dei nuovi ordini, a ottobre l’indice di fiducia è sceso ai minimi degli ultimi cinque mesi, con valori inferiori alla media di lungo periodo. Le previsioni sulla produzione per i prossimi dodici mesi si sono fatte più caute, sia nel comparto manifatturiero sia in quello dei servizi. E mentre in Germania e Francia la fiducia si è attenuata, nel resto dell’Eurozona le imprese mantengono un atteggiamento moderatamente ottimista, puntando ancora su un incremento dell’attività produttiva nei prossimi mesi.
Eurozona a doppia velocità per i possessori di certificate
Da una parte abbiamo la ripresa della Germania, sostenuta da un settore dei servizi in accelerazione e da una manifattura ancora positiva, e dall’altra il rallentamento della Francia. Uno scenario di luci e ombre per investitori e possessori di certificate, in cui la selezione dei prodotti diventa cruciale.
Tra l’altro, il recente calo della fiducia emerso a ottobre suggerisce di procedere con cautela: il sentiment rimane complessivamente positivo, ma le divergenze tra i due principali motori dell’Eurozona potrebbero tradursi in una volatilità più marcata nei prossimi mesi.
Conviene dunque monitorare con attenzione l’evoluzione del quadro PMI e la crescente divergenza tra Germania e Francia nelle prossime settimane, elementi che potranno offrire indicazioni preziose su come orientare le strategie di gestione e ribilanciamento dei portafogli.
