Ferrari vola nel 2025 tra utili record, margini da primato e target price in rialzo

Il Cavallino Rampante supera le attese nel 2025, chiudendo l’anno con ricavi e utili in aumento rispetto sia all’ultimo trimestre che all’ultimo anno. Con l’ultima trimestrale Ferrari sembra riconquistare così la fiducia del mercato, dopo mesi segnati dallo scetticismo degli investitori e dai tagli a stime e target price da parte degli analisti.

A tal riguardo, numerose società e istituti finanziari hanno rivisto al rialzo le valutazioni sulla casa di Manariello, aggiornando rating e target price con prospettive più positive.

Ferrari chiude un 2025 da record tra utili e cassa

Ferrari chiude il 2025 con risultati superiori alle attese del mercato, consolidando la fiducia degli investitori. I ricavi netti si attestano a 7,146 miliardi di euro, in crescita del 7% rispetto al 2024 e leggermente sopra le stime, ferme a 7,12 miliardi. L’utile netto raggiunge 1,6 miliardi (+5%), con un utile diluito per azione di 8,96 euro, superiore alle previsioni di consenso.

A livello di redditività annua, l’utile operativo (EBIT) sale del 12% a 2,11 miliardi, con un margine record del 29,5% (28,3% nel 2024), mentre l’EBITDA tocca 2,772 miliardi (+8%), corrispondente a un margine del 38,8% (38,3% nel 2024). Solida anche la generazione di cassa, con il free cash flow industriale che cresce del 50% a 1,538 miliardi, superando i livelli storici del gruppo e permettendo di ridurre l’indebitamento industriale netto a soli 32 milioni.

Nel quarto trimestre, nonostante consegne leggermente inferiori (3.152 unità, -173 rispetto al 2024), i ricavi crescono del 4% a 1,802 miliardi, in linea con le attese, mentre l’utile operativo registra un incremento del 10% a 513 milioni. A sua volta, l’utile operativo (EBIT) sale a 513 milioni (+10% rispetto ai 468 del 2024), mentre l’EBITDA tocca 700 milioni (+9%).

Per il 2026, Ferrari prevede ricavi attorno a 7,5 miliardi di euro, con un margine EBITDA almeno al 39% e un utile per azione superiore a 9,45 euro, confermando una visibilità elevata grazie a un portafoglio ordini che arriva fino alla fine del 2027.

Sul fronte dividendi, il gruppo annuncia un aumento: il Consiglio proporrà di destinare il 40% dell’utile, pari a 1,6 miliardi, rispetto al 35% dello scorso anno, con un dividendo di 2,99 euro per azione.

Ferrari rilancia sul mercato: consenso degli analisti in rialzo

Negli ultimi mesi, alcune banche e società avevano rivisto al ribasso il titolo Ferrari sulla base dei dati emergenti. Tra queste: Banca Akros, che aveva ridotto il prezzo obiettivo da 350 a 310 euro, confermando la raccomandazione neutral; e Berenberg, che lo aveva abbassato da 399 a 381 euro, mantenendo un giudizio buy. Con la pubblicazione dei conti 2025, tuttavia, le principali banche d’affari hanno iniziato a rivedere al rialzo le proprie valutazioni sul Cavallino.

Ad esempio, Bank of America ha portato il target price da 360 a 375 euro, confermando la raccomandazione Buy, sottolineando tre catalizzatori principali: la presentazione a maggio 2026 del design e del prezzo del primo veicolo elettrico a batteria “Ferrari Luce”; la consueta revisione al rialzo delle previsioni annuali e le prospettive positive per il 2027, sostenute dall’accelerazione delle vendite della F80 nel secondo semestre. Invece, Equita ha mantenuto il target price a 385 euro, ma ha migliorato il giudizio a Buy, evidenziando che il derating post-CMD di ottobre si è ormai materializzato, le stime di consensus si sono allineate alla crescita prevista dal piano quinquennale e le guidance per il 2026 sono di buona qualità.

Anche altri broker hanno aggiornato le valutazioni: Deutsche Bank ha alzato il target price a 460 euro da 450, RBC a 430 da 415, Mediobanca a 408 (Outperform) e Bernstein a 410 dollari da 395 (Outperform). Da segnalare è anche Citi, che ha aumentato a “Neutral” da “Sell” la raccomandazione su Ferrari, alzando anche il target price a 320 euro per azione dai precedenti 300 euro.

Conti e mercati premiano Ferrari: opportunità per i possessori di certificati

Uno scenario estremamente positivo per Ferrari, che non solo chiude il 2025 con risultati di grande rilievo, ma conquista anche il plauso dei mercati: un segnale ideale per investitori e possessori di certificati.

Per questi ultimi, tra l’altro, il sottostante dei titoli si rafforza grazie al superamento delle attese su ricavi e utili, ai margini record e a una generazione di cassa superiore ai livelli storici. A sostenere ulteriormente il valore dei certificati contribuiscono sia il rialzo dei target price da parte di numerose banche d’affari (da Bank of America a Deutsche Bank, RBC e Mediobanca) accompagnato da revisioni dei giudizi a Buy o Outperform, sia l’annuncio di un dividendo aumentato al 40% dell’utile, pari a 2,99 euro per azione, quest’ultimo particolarmente rilevante per i certificati che partecipano ai flussi di cassa o ai dividendi.

In sintesi, il mix tra risultati concreti, guidance ottimistiche e rivalutazioni degli analisti potrebbe tradursi in un rafforzamento del prezzo dei certificati, rendendo più interessanti sia le posizioni a leva sia quelle a capitale protetto.

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