Fincantieri promossa nella serie A della borsa italiana. Dal 19 dicembre il gruppo cantieristico entrerà ufficialmente nell’indice FTSE Mib, diventando così una delle blue chip di Piazza Affari.
Fincantieri entra nel FTSE Mib e diventa blue chip
Lo ha reso noto FTSE Russell, la società specializzata nella costruzione di indici finanziari del gruppo London Stock Exchange, che nel più recente aggiornamento ha confermato l’ingresso di Fincantieri nel FTSE Mib, l’indice di riferimento di Piazza Affari che raccoglie le 40 società italiane a maggiore capitalizzazione.
La promozione del gruppo (controllato da Cdp Equity con una quota del 71,3%) diventerà effettiva al termine della seduta di venerdì 18 dicembre, con l’esordio formale previsto all’apertura delle contrattazioni di lunedì 22.
Sul fronte opposto, Interpump, realtà leader nelle pompe ad alta pressione e nell’oleodinamica fondata da Fulvio Montipò, scivola nel segmento Mid-Cap, entrando nella lista di riserva con Banca Generali, Pirelli & C. e Avio. Nello stesso indice entrerà anche Fiera Milano, mentre doValue uscirà per approdare allo Small-Cap, dove confluirà anche Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna in uscita dal segmento Star.
Nelle liste di riserva dello Small-Cap (pronti a salire in Mid-Cap) figurano GPI, Garofalo Health Care, doValue, Revo Insurance, TXT e-solutions, FILA, Sogefi, IGD-Immobiliare Grande Distribuzione, Cairo Communication e Seco.
Fincantieri, crescita record del titolo e accordi internazionali
Per Fincantieri, l’ingresso nel principale listino milanese rappresenta un riconoscimento tangibile del percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni, non solo sul fronte industriale ma anche in termini di peso e visibilità finanziaria. A spingere il gruppo verso il Mib sono stati diversi fattori: l’aumento globale della spesa militare, le prospettive di nuove commesse nel comparto navale e nel settore subacqueo dedicato al monitoraggio dei fondali. Un mix che ha dato slancio al titolo in Borsa, cresciuto di oltre +180% in dodici mesi e capace di toccare una capitalizzazione vicina ai 5,4 miliardi di euro.
Da aggiungere anche l’accordo di partnership con la ASRY (Arab Shipbuilding & Repair Yard), operatore di riferimento nei servizi di riparazione navale e marine nel Golfo del Bahrein, che mira “a esplorare nuove opportunità di collaborazione nel settore della cantieristica navale. La firma è avvenuta a margine del 46° Vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo”, si legge nel comunicato.
Il Memorandum of Understanding prevede una valutazione congiunta per la progettazione e costruzione di unità militari di superficie fino a 80 metri, destinate alla Marina e alla Guardia Costiera del Bahrein. L’intesa include anche “la progettazione e costruzione di unità offshore di dimensioni analoghe, oltre all’esecuzione di contratti export nell’area del Golfo. L’intesa include inoltre servizi di manutenzione, riparazione e revisione (MRO) per unità militari, commerciali e offshore, nonché lo scambio di know-how nella progettazione navale e nell’ottimizzazione dei processi produttivi”.
Fincantieri blue chip: cosa comporta per i possessori di certificati
Indubbio che la promozione di Fincantieri alla serie più alta del FTSE porterà dei vantaggi non solo per gli investitori diretti, ma anche per chi detiene certificati collegati al titolo.
In primis, l’aumento di liquidità per via dei ribilanciamenti degli ETF e dei fondi indicizzati al FTSE Mib: fondi ed ETF sono obbligati a includere tutti i componenti del paniere, il che genera acquisti automatici del sottostante, con un temporaneo supporto alla domanda. Tutto ciò potrebbe favorire non solo la compressione dello spread denaro–lettera, ma anche un aumento della profondità del book, rendendo di conseguenza più agevole la negoziazione dei certificati.
Inoltre, la permanenza nel principale indice domestico amplia la platea di investitori istituzionali interessati al titolo, il che può tradursi in una maggiore copertura finanziaria e, di conseguenza, in una percezione di solidità più marcata per gli strumenti derivati su Fincantieri.
Detto ciò, è comunque da considerare la volatilità del momento: se da un lato l’incremento degli scambi tende a stabilizzare il prezzo del sottostante, dall’altro l’inclusione nel FTSE Mib può esporre i certificati alla volatilità sistematica dell’indice, influenzata dai flussi macroeconomici e dalle rotazioni settoriali.
Va sottolineato che, da qui alla fine dell’anno, il titolo potrebbe riservare ulteriori sviluppi: entro Natale, Fincantieri dovrebbe presentare le linee guida del piano industriale, orientato a rafforzare capacità e investimenti sul segmento difesa. Una nuova guidance che potrebbe offrire al mercato nuovi spunti di valutazione sul futuro del gruppo.


