Generali accelera sul buyback: nuove azioni riacquistate e rating in crescita

Continua il programma di riacquisto di azioni proprie (buyback) delle Assicurazioni Generali, con decine di migliaia di azioni ora di proprietà della compagnia assicurativa. Una nuova tranche che segue la recente promozione del rating da parte di Fitch, a conferma della solidità finanziaria del gruppo.

Generali, nuova tranche del programma di buyback

Recentemente le Assicurazioni Generali hanno comunicato di avere acquistato sul mercato Euronext Milan, nel periodo dal 29 settembre al 3 ottobre 2025, un totale di 11.300 azioni proprie al prezzo medio ponderato di 32,91 euro, per un controvalore complessivo di 371.882,68 euro.

Si tratta del settimo episodio di questo programma di buyback firmato Generali, avviato lo scorso 6 agosto, in esecuzione della delibera dell’Assemblea degli Azionisti del 24 aprile 2025.

Un piano che prevede l’esborso complessivo massimo di 500 milioni di euro, per un numero di azioni acquistabili che non potrà eccedere il 2% del capitale sociale. Attraverso questo programma, Generali “intende fornire agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto alla distribuzione di dividendi, impiegando parte delle risorse liquide disponibili della Società“, si legge nella nota di aprile.

Con questo ultimo riacquisto, “alla data del 3 ottobre 2025 la Società e le sue controllate detengono complessivamente 41.356.628 azioni proprie, pari al 2,67% del capitale sociale“, conclude la società.

Dalla promozione di Fitch al progetto europeo: le mosse di Generali

La nuova tranche del programma di buyback arriva in concomitanza con l’ultima valutazione a cura dell’agenzia Fitch Ratings, che ha recentemente migliorato il rating sulla solidità finanziaria (Insurer Financial Strength Rating – IFSR) di Generali e delle sue principali controllate, portandolo da ‘A+’ a ‘AA-’.

Un upgrade che riflette il recente miglioramento del rating sovrano e la ridotta esposizione del gruppo ai titoli di Stato italiani. Infatti, precisa l’agenzia, “l’esposizione di Generali verso le obbligazioni sovrane italiane è stata di 35 miliardi di euro alla fine del primo semestre 2025, in calo rispetto ai 39 miliardi di fine 2024“.

Parallelamente, l’agenzia ha anche incrementato il rating IDR (Issuer Default Rating, ovvero la valutazione del rischio di default) a lungo termine di Generali, portandolo da ‘A’ ad ‘A+’.

Oltre alla promozione di Fitch, da segnalare è anche l’ultima iniziativa del Leone di Trieste: dar vita al secondo gestore europeo dell’asset management. Generali è infatti da tempo in trattative con Natixis, banca d’investimento e di gestione dei servizi finanziari del Gruppo francese BPCE, per una fusione delle rispettive attività di asset management.

Resta tuttavia l’incognita del Golden Power da parte del Governo italiano, dal momento che il settore del risparmio gestito è considerato strategico. A tal riguardo, si era ipotizzata anche l’entrata in scena di un’alternativa italiana (Intesa Sanpaolo) per evitare la “tagliola” governativa, ma al momento la banca non sembra interessata a una fusione.

Generali sempre più solida per i possessori dei certificate

La solidità delle Generali, tra buyback, valutazioni positive e progetti ambiziosi, rappresenta un segnale incoraggiante non solo per gli investitori, ma anche per detentori di certificate.

Nel caso del programma di riacquisto di azioni proprie, la riduzione delle azioni in circolazione aumenta la domanda relativa, esercitando una pressione rialzista sui prezzi. Ciò può tradursi in un vantaggio potenziale per i certificate il cui rendimento dipende direttamente dall’andamento del titolo Generali.

A sua volta, la recente promozione da parte di Fitch e il progetto di creare un “campione europeo” nel wealth management contribuiscono a rafforzare la fiducia degli investitori e a migliorare la percezione del rischio emittente. Un contesto, questo, che potrebbe riflettersi in modo positivo anche sulle condizioni di mercato dei certificate.

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