Gilt britannici e sterlina sotto la lente: scenari e rischi prima del Budget UK

Nuove opportunità per gli investitori dal mondo delle obbligazioni e delle valute. In particolare per quanto riguarda i Gilt, ossia i titoli di Stato britannici, che a detta di Michaël Lok (Group CIO e Co-CEO Asset Management di Union Bancaire Privée, UBP) risultano in questo contesto finanziario più interessanti rispetto ai Treasury statunitensi.

Gilt britannici, un’opportunità secondo UBP

In una recente nota, Michaël Lok ha analizzato diversi aspetti dell’economia statunitense rispetto ai mercati esteri, con un focus particolare sul fronte obbligazionario, in cui la UBP ha confermato di voler “mantiene un’elevata esposizione all’high yield“. Infatti l’istituto ha deciso di aumentare la duration dei portafogli in USD e GBP, portandola a 4,5 anni.

Il motivo dietro l’ampliamento della duration? “Non solo perché riteniamo che il percorso dei tassi nei prossimi trimestri vedrà una maggiore ampiezza di movimento”, spiega Lok, “ma anche perché una maggiore duration fornisce una copertura per il nostro posizionamento favorevole al credito rischioso”. A tal proposito, sottolinea il CIO di UPB, i Gilt britannici risultano particolarmente interessanti rispetto ai Treasury statunitensi, “considerando i dati economici più deboli del Regno Unito rispetto agli Stati Uniti, l’inflazione in calo nel 2026 e il fatto che si stanno affrontando i timori legati al bilancio“.

Non è infatti delle migliori la situazione economica del Regno Unito, soprattutto per quanto riguarda il PIL e l’inflazione. Analizzando i dati del PIL, il 2025 sembra avviarsi verso una chiusura all’insegna di una crescita debole, con un aumento dello 0,7% nel primo trimestre, dello 0,3% nel secondo e appena dello 0,1% nel terzo, per una crescita annua stimata ora a 1,3%. Un rallentamento che sembrerebbe alimentato da un calo dei consumi e degli investimenti delle imprese, nonostante un mercato del lavoro che, seppur con un tasso di disoccupazione salito al 4,8%, risulta in fase di assestamento secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica.

Sul fronte dell’inflazione, a ottobre 2025 l’indice dei prezzi al consumo si è attestato al 3,6% annuo, in calo rispetto al 3,8% di settembre, ma ancora distante dalla soglia ideale del 2% a cui punterebbe la Bank of England. Proprio questi dati saranno al centro della prossima riunione della Banca Centrale inglese, chiamata a valutare un eventuale taglio dei tassi di interesse. E anche della prossima manovra di bilancio, il Budget UK, che si preannuncia all’insegna di nuove tasse e possibili interventi fiscali mirati.

Sterlina sotto pressione prima del Budget UK

Proprio in vista della presentazione del Budget UK del 26 novembre, la sterlina potrebbe continuare a indebolirsi. Come sottolinea Michaël Lok, la valuta britannica si era già deprezzata significativamente rispetto all’euro e al dollaro USA, a seguito di dati sull’inflazione di settembre inferiori alle attese. “ I mercati hanno poi iniziato a scontare ulteriori tagli dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra, e ciò ha pesato sulla valuta“, afferma il CIO di UBP.

Non vanno poi trascurati gli eventuali effetti del medesimo Bilancio. Secondo alcuni analisti, la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves potrebbe non superare il test di credibilità se gli aumenti fiscali annunciati fossero giudicati inefficaci dai mercati. Tra l’altro, tempo addietro, alcuni colossi dell’asset management avevano sollecitato la Reeves a rafforzare il cuscinetto finanziario del Paese contro possibili shock economici, suggerendo anche un aumento dell’imposta sul reddito. Un’ipotesi non esclusa dalla Reeves, anche se sarebbe un grosso rischio a livello politico, visto l’impegno elettorale di mantenere invariate le principali aliquote fiscali.

Se gli aumenti fiscali dovessero risultare alla fine davvero inefficaci, ciò potrebbe tradursi in un aumento dei rendimenti obbligazionari del Regno Unito e in un ulteriore indebolimento della sterlina. Gli analisti precisano però che i mercati hanno già venduto sterline nelle settimane precedenti, anticipando un Budget potenzialmente inadeguato, e il deprezzamento della valuta ha già incorporato un pesante premio di rischio.

Sterlina e Gilt sotto pressione: il consiglio per i possessori di certificati

La disamina di Michaël Lok su Gilt e sterlina può essere vista come un punto di riferimento interessante per chi detiene certificati di investimento legati a questi titoli o alla valuta britannica. L’idea che i Gilt possano risultare più attraenti rispetto ai Treasury statunitensi, tradizionalmente considerati tra i migliori asset nei titoli di Stato, suggerisce un valido spunto di posizionamento, soprattutto alla luce della situazione economica del Regno Unito. In particolare, i certificati indicizzati ai Gilt potrebbero beneficiare di una potenziale rivalutazione dei prezzi dei titoli, grazie a questo contesto caratterizzato da inflazione in calo e tassi ancora relativamente elevati.

Sul fronte della sterlina, invece, l’attuale volatilità della valuta, alimentata dalle pressioni economiche e dall’incertezza legata al Budget UK e ai possibili interventi fiscali, potrebbe amplificare sia i rischi sia le opportunità, a seconda dell’esposizione valutaria dei certificati.

In questo scenario, diventa fondamentale per gli investitori monitorare da vicino i segnali provenienti dalla Bank of England e dalle decisioni della Cancelliera dello Scacchiere, essenziali per orientare al meglio le proprie scelte di portafoglio.

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