La mia analisi e visione di questa settimana sui mercati
Condivido qualche analisi e considerazione sulla settimana che è appena iniziata nei mercati finanziari; andando a mostrare qualche grafico e qualche ipotesi su quello che potrebbe accadere.
Ricordo che questi sono solo spunti puramente didattici per provare a spiegare la mia visione dei mercati fate le dovute considerazioni in maniera autonoma prima di investire.
FTSE MIB: tutto rimandato
La scorsa settimana il mercato azionario italiano ha mostrato un andamento stagnante caratterizzato da una progressiva perdita di slancio che ha riportato il FTSE MIB sotto quota 43.000 punti. L’indice principale di Piazza Affari ha chiuso intorno ai 42.900 punti, segnando un arretramento di circa lo 0,6% su base settimanale.
Il primo elemento che ha contribuito a frenare la salita è stato il caso DiaSorin, in quanto la società ha rivisto al ribasso la guidance e presentato risultati inferiori alle attese, portando il titolo a perdere oltre il 20% incidendo quindi in modo significativo sull’indice dato il suo peso relativamente rilevante nel paniere.
Da un punto di vista tecnico la mia visione dell’indice rimane invariata a quella di settimana scorsa: se il prezzo dovesse rompere il pavimento creato nella zona dei 41.750,00 si valuterà uno short (pavimento segnato sulla foto in viola); mentre se il prezzo dovesse rompere al rialzo la zona dei 43.500,00 significa che sono arrivati importanti volumi rialzisti e si potrebbe cercare un long.


Il DAX sembra essere pronto a scendere
L’indice tedesco a differenza di quello italiano ha avuto una settimana più negativa. La conformazione del pattern di distribuzione è quasi terminata, manca soltanto l’ultima rottura sul pavimento dei 23.500,00 che confermerebbe il pattern ribassista definitivamente con anche il PoC volumetrico sopra il prezzo e quindi si concretizzerebbe l’ipotesi di andare short.
Gli ultimi dati sugli ordinativi industriali confermano una domanda debole e una ripresa manifatturiera disomogenea, mentre la produzione resta limitata da fattori strutturali come costi energetici elevati e livelli di investimento ancora moderati. La stabilità del Bund decennale vicino al 2,2% ha contribuito a contenere la volatilità ma l’euro leggermente più forte riduce la competitività dell’export. Il rallentamento globale e la sensibilità del settore ciclico mantengono il mercato prudente rendendo il DAX esposto a eventuali revisioni al ribasso della crescita europea.

S&P 500 e Nasdaq
L’ultima settimana di contrattazioni sull’azionario americano ha evidenziato un mercato in fase di consolidamento, con l’indice che ha alternato sedute di moderata volatilità a momenti di maggiore stabilità, chiudendo poco distante dai livelli della settimana precedente.
I dati sul mercato del lavoro hanno rappresentato il catalizzatore principale: le nuove letture sui payroll hanno mostrato incrementi meno robusti del previsto e un lieve aumento del tasso di disoccupazione, elementi che suggeriscono un’economia in fase di normalizzazione.
Il quadro inflazionistico conferma un percorso graduale di discesa delle componenti core, elemento che rafforza la convinzione degli investitori che la Federal Reserve possa adottare un approccio più morbido nei prossimi mesi. La banca centrale mantiene comunque un profilo prudente, consapevole che un allentamento prematuro potrebbe compromettere la stabilità dei prezzi ancora non pienamente raggiunta.
Se guardiamo il quadro tecnico, il prezzo dei 2 indici venerdì è sbattuto in una zona chiave: il primo PoC volumetrico rilevante dove è andato a fare un importante assorbimento. Ora bisognerà capire questa settimana cosa vorranno fare gli indici con l’S&P che non chiudeva 2 settimane negative consecutive dalla discesa di marzo 2025. Secondo me la perdita di questo PoC volumetrico che ha appena salvato gli indici rappresenterebbe un segnale ribassista marcato, mentre per il momento, la mia visione rimane rialzista.

GBP/USD
La settimana appena conclusa sul cambio GBP/USD ha mostrato un rafforzamento moderato della sterlina sostenuto da un sentiment più costruttivo verso l’economia britannica e da una fase di stabilizzazione del dollaro dopo i dati macro statunitensi. Il cambio si è mantenuto in area 1,16–1,17, con una progressione graduale e ordinata, segnale di un mercato che sta rivalutando il differenziale di crescita tra Regno Unito e Stati Uniti.
Dando un’occhiata al grafico del cambio valutario io sono dell’idea ci sarà nei prossimi mesi un apprezzamento della sterlina in confronto al dollaro americano, questo perché c’è stato negli scorsi mesi un importante accumulo di volumi a rialzo che hanno poi permesso al grafico di fare la prima gamba rialzista, adesso quello che aspetterei io è un ritorno nella zona del PoC volumetrico più importante di tutti in zona 1,28 a scendere, dove potremmo assistere all’entrata di altri volumi a rialzo che permetterebbero al prezzo di continuare il trend rialzista.
