Sotto le attese l’inflazione del Regno Unito nel mese di novembre 2025: l’indice dei prezzi al consumo è calato dello 0,2% su base mensile, rispetto al +0,4% registrato il mese precedente, andando contro le aspettative di consensus. Un risultato che comunque rafforza le aspettative di un taglio dei tassi di interesse da parte della Bank of England, atteso per domani.
Inflazione UK sorprende al ribasso: da 3,6% passa al 3,2%
Come riporta l’ultimo bollettino dell’Ufficio nazionale di Statistica, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) del Regno Unito è salito del 3,2% nei 12 mesi fino a novembre 2025, in calo rispetto al 3,6% di ottobre. Su base mensile, il CPI è diminuito dello 0,2% a novembre, contro un aumento dello 0,1% registrato nello stesso mese del 2024. Si tratta di un dato ben al di sotto delle aspettative dei mercati: gli economisti della City avevano previsto un calo al 3,5%, mentre le stime di FactSet puntavano a un inflazione al 3,6%.
Più vicino alle previsioni si conferma l’andamento dell’inflazione comprensiva dei costi delle abitazioni dei proprietari occupanti (CPIH): l’indice è arrivato al 3,5% nei 12 mesi fino a novembre, in calo rispetto al 3,8% di ottobre. Anche il CPIH di base, che esclude energia, alimentari, alcol e tabacco, è arrivato al 3,5% su base annua, in diminuzione rispetto al 3,7% di ottobre.
Tra i principali fattori che hanno influenzato la variazione mensile vi sono stati alimenti e bevande analcoliche, alcol e tabacco, “che hanno inciso sia sul CPI sia sul CPIH“, segnala l’Ufficio.
Per quanto riguarda il CPI di base, l’indice è passato al 3,2% nei 12 mesi fino a novembre, rispetto al 3,4% di ottobre. In dettaglio, il tasso annuo dei beni è sceso dal 2,6% al 2,1%, mentre quello dei servizi ha registrato una leggera diminuzione dal 4,5% al 4,4%.
Inflazione UK sotto le attese: i mercati scommettono sul taglio dei tassi BoE
Riassumendo, l’inflazione nel Regno Unito a novembre è scesa più del previsto. Addirittura ha raggiunto il livello più basso degli ultimi otto mesi, anche grazie al rallentamento dei prezzi alimentari.
Un dato che sostanzialmente apre la strada a un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Banca d’Inghilterra: gli stessi mercati prevedono al 100% una cut di 0,25 punti percentuali, che porterebbe i tassi dal 4% al 3,75%. Sarebbe il quarto taglio dell’anno, dopo le riduzioni di febbraio, maggio e agosto (a novembre la banca centrale aveva deciso di mantenere i tassi invariati).
Tuttavia, nonostante il calo, l’inflazione resta al di sopra dell’obiettivo annuo del 2% fissato dalla BoE. Inoltre, a complicare il quadro ci sono anche altri segnali di debolezza economica: la disoccupazione ha raggiunto il 5,1% nei tre mesi fino a ottobre, il livello più alto degli ultimi dieci anni esclusi i dati eccezionali legati alla pandemia, mentre l’economia ha registrato due mesi consecutivi di contrazione a ottobre, con il PIL in calo dello 0,1%.
Di conseguenza, come FED e BCE, anche la Banca d’Inghilterra dovrà valutare con attenzione non solo l’andamento dell’inflazione, ma tutti i principali indicatori macroeconomici, prima di prendere decisioni sui tassi.
Inflazione UK al ribasso: cosa cambia per sterlina, Gilt e certificati
Domani sarà una giornata importante non solo per l’economia del Regno Unito, ma anche per investitori e possessori di certificati. Già all’indomani dell’appuntamento della BoE, la sterlina ha registrato un calo dello 0,7% rispetto al dollaro, scendendo ulteriormente sotto quota 1,34 USD. Rispetto al dollaro, i cui mercati continuano a scontare l’allentamento della FED e la possibile ripresa dei rendimenti dei Treasury americani, la valuta britannica risente sia dell’inflazione ancora elevata sia delle attese per le decisioni della banca centrale.
Sul fronte dei Gilt, dopo il calo dei rendimenti da 4,8% a 4,4% registrato a ottobre, i titoli britannici oscillano oggi tra 4,4% e 4,5%, dopo un rialzo a novembre fino a 4,6%. La direzione odierna sembra al ribasso verso 4,45%, probabilmente sotto pressione in vista della decisione della BoE.
A prescindere, investitori e possessori di certificati dovranno tenere in considerazione questi dati nei prossimi giorni. Già il solo calo dei tassi BoE potrebbe ridurre i rendimenti dei titoli obbligazionari sottostanti, anche se supporterebbe i certificati con barriera o leva legata al movimento della sterlina, rendendo più vantaggiosi quelli legati alla valuta o agli indici azionari locali. Allo stesso tempo, l’alta volatilità dei Gilt e le fluttuazioni della sterlina aumentano il rischio di ribassi temporanei dei prezzi dei certificati legati a tassi o obbligazioni.

[…] Come già anticipato dai mercati, il Comitato di politica monetaria (MPC) della Bank of England, formato da nove membri, ha approvato la riduzione del tasso di interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo al 3,75%, con un voto favorevole di 5 membri e 4 contrari. Una mossa che arriva in un momento complesso per l’economia britannica: la disoccupazione è aumentata al 5,1%, ai massimi degli ultimi quattro anni, con l’inflazione che a novembre si è attestata al 3,2%, sotto il 3,6% del mese precedente ma ancora lontano dall’obiettivo del 2%. […]