Kering, ad aprile 2026 il nuovo piano industriale firmato de Meo

Kering, il gruppo che controlla marchi iconici come Gucci e Bottega Veneta, prova la svolta con ReconKering, il nuovo piano industriale che nei prossimi mesi sarà presentato per rilanciare la società, messa sotto pressione dagli eventi dell’anno scorso.

Kering prova la svolta: ad aprile il piano di rilancio di de Meo

Sarà tra il 15 e il 16 aprile che il CEO Luca de Meo presenterà alla comunità finanziaria il “ReconKering”, il piano industriale pensato per rilanciare il gruppo francese dopo un 2025 decisamente difficile.

Il colosso del lusso francese, nonché rivale del gigante LVMH, ha dovuto fare i conti con un calo a doppia cifra delle vendite di Gucci, il marchio di punta, e con l’accumulo di debiti legati a diverse acquisizioni. A fine 2025 il marchio si è ritrovato con debiti saliti a 9,5 miliardi di euro e risultati finanziari deludenti da diversi trimestri consecutivi. In questa fase, le azioni Kering avevano perso oltre la metà del loro valore in soli due anni.

C’è da dire che Kering non è stato l’unico marchio a soffrire nel 2025. Il settore del lusso sta affrontando un momento complesso: anni di aumenti dei prezzi hanno ridotto la base di clienti globali, che nel 2025 si è contratto rispetto al 2022. Secondo lo studio Bain, pubblicato di recente, il mercato globale dei beni personali di lusso dovrebbe attestarsi intorno ai 358 miliardi di euro nel 2025, in calo di circa il 2% rispetto agli anni precedenti (369 miliardi nel 2023 e 364 miliardi nel 2024).

La svolta è arrivata il 15 settembre, con il passaggio del timone all’ex CEO di Renault Luca de Meo, chiamato a guidare una delle sfide più urgenti e delicate nella storia del gruppo. Una nomina che il mercato ha accolto favorevolmente: le azioni del gruppo hanno registrato un rimbalzo di oltre il 60% negli ultimi tre mesi, proprio per via delle aspettative che si sono create sul neo amministratore delegato.

Debiti, Gucci in crisi e Borsa in ripresa: Kering si gioca il futuro con “ReconKering”

Le aspettative per il 2026 sulla Kering a guida de Meo sono infatti particolarmente alte. Al momento non ci sono ancora comunicazioni ufficiali sul “ReconKering”, ma secondo una nota visionata da Reuters, tra i principali obiettivi strategici per il ritorno alla crescita ci sono: ridurre la dipendenza da Gucci, ottimizzare ulteriormente la rete di negozi e creare sinergie più efficienti tra i vari marchi.

De Meo indica un orizzonte temporale di 18 mesi per riportare tutte le maison sulla strada della crescita, sottolineando però che il ripristino di una “performance finanziaria eccellente” richiederà circa tre anni. La nota evidenzia la necessità di ridimensionare la rete retail, ripensare il posizionamento dei prezzi e rivedere l’assortimento, dopo anni di politiche di aumento dei prezzi che hanno penalizzato alcune linee.

Un punto chiave del piano è la volontà di ridurre quella che de Meo definisce una “eccessiva dipendenza da Gucci”, sviluppando marchi come Saint Laurent, Bottega Veneta e Balenciaga. Nella lista dei marchi “de Meo ha anche citato il produttore di abiti Brioni, che si vocifera possa essere un probabile candidato al disinvestimento, insieme al marchio di moda in perdita Alexander McQueen“.

Per raggiungere questo obiettivo, il CEO intende lanciare una nuova divisione chiamata “House of Dreams”, concepita per individuare e investire in marchi emergenti. Questa unità avrà a disposizione capitali a lungo termine per acquisizioni e partnership con realtà innovative, con l’obiettivo di allargare le fonti di ricavo e ridurre progressivamente la dipendenza dal marchio di punta.

Per saperne di più toccherà però attendere la presentazione ufficiale del piano, che si terrà a Firenze, città natale di Gucci. Il nuovo CEO ha scelto il capoluogo toscano come scenario per illustrare la strategia di rilancio di Kering.

ReconKering in arrivo: cosa devono fare i possessori di certificati

La situazione di Kering, tra piano di rilancio e andamento azionario, merita particolare attenzione da parte di investitori e possessori di certificati legati al settore moda, anche perché va letto oltre il semplice rimbalzo del titolo in Borsa.

Sebbene il forte recupero del titolo abbia già ridotto il rischio immediato di eventi barriera per molti strumenti emessi nel pieno della crisi, tuttavia, questa apparente normalizzazione non elimina le criticità di fondo. Il titolo Kering resta fortemente legato alle aspettative sul piano “ReconKering”, che al momento sono ancora basate su indiscrezioni e linee guida generali. Per i certificati, questo significa dover convivere con una volatilità potenzialmente elevata attorno agli appuntamenti chiave del 2026, a partire dalla presentazione ufficiale del piano e dai primi riscontri sui risultati operativi. Un eventuale scarto tra promesse e execution potrebbe tradursi in rapide correzioni del sottostante.

Pertanto, fino alla presentazione del piano, per chi detiene certificati su Kering, la strategia resta quella di monitorare attentamente la situazione, perché il successo del piano industriale potrebbe trasformare l’attuale fase di recupero in un’uscita ordinata dall’investimento, mentre eventuali inciampi rischiano di riaprire scenari che il mercato, oggi, sembra aver già scontato.

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