Massa monetaria M4 e prestiti in rialzo: segnali incoraggianti per l’economia UK

Arrivano nuovi dati macroeconomici dal Regno Unito, con segnali positivi sul fronte monetario e creditizio: la massa monetaria M4 e i crediti al consumo registrano un sensibile aumento nel mese di novembre 2025 e anche in rapporto all’anno passato. Un risultato che (si spera) dovrebbe attenuare i timori legati all’aumento delle tasse.

Massa monetaria M4 e prestiti: novembre positivo per l’economia UK

La Bank of England ha registrato per novembre 2025 un aumento dello 0,8% della massa monetaria M4 della Gran Bretagna, dopo il calo dello 0,2% del mese precedente e rispetto al -0,1% stimato dagli analisti. Su base annua, M4 è cresciuto del 4,3%, in accelerazione rispetto al 3,5% di ottobre.

Per chiarire, M4 rappresenta la principale misura generale dell’offerta di moneta della Banca d’Inghilterra. Simile alla M3 adottata nell’Eurozona, include tutta la componente M2, più depositi con scadenza fino a cinque anni, crediti verso istituzioni finanziarie come pronti contro termine e accettazioni bancarie, e strumenti di debito emessi da istituzioni finanziarie, tra cui cambiali commerciali e obbligazioni con scadenza fino a cinque anni.

Secondo CME Group, pur suggerendo un’espansione dell’aggregato monetario a ritmo più sostenuto rispetto al mese precedente, l’analisi di M4 al netto delle altre società finanziarie (OFC) mostra un andamento ancora più incoraggiante nel corso dell’anno. In questo caso, l’aggregato è aumentato dello 0,5% su base mensile e del 4,6% su base annua, a indicare che la liquidità detenuta da famiglie e imprese non finanziarie continua a crescere in modo costante.

Sul fronte del credito al consumo, la Bank of England segnala che i prestiti destagionalizzati hanno raggiunto i 2,08 miliardi di sterline, in crescita rispetto agli 1,713 miliardi registrati a ottobre. In particolare, il tasso di crescita annuo del credito al consumo è salito all’8,1%, il livello più elevato degli ultimi 12 mesi, da maggio 2024.

Anche i prestiti netti ai privati mostrano un aumento, attestandosi a 6,6 miliardi di sterline rispetto ai 5,4 miliardi del mese precedente, sebbene rimangano al di sotto delle previsioni del consensus fissate a 5,2 miliardi. Considerando l’aggregato al netto delle altre società finanziarie (OFC), i prestiti mensili sono cresciuti dello 0,6% rispetto allo 0,5% di ottobre, mentre la crescita annua si attesta al 5,7%, in rialzo rispetto al 5,0% del mese precedente.

Economia UK: liquidità stabile, ma possibile aumento delle tasse in futuro

In sintesi, i dati di novembre delineano un contesto finanziario in espansione e stabile, con condizioni monetarie che sostengono la crescita senza accrescere i rischi sistemici. Addirittura, secondo Alex Kerr, economista britannico di Capital Economics, il comunicato della Bank of England “conferma ulteriormente che le speculazioni sugli aumenti fiscali legati al bilancio di novembre non hanno condizionato in modo significativo le decisioni di spesa delle famiglie”.

In sede di Budget 2026, il Cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves aveva annunciato nel suo bilancio annuale del 26 novembre aumenti fiscali per 26 miliardi di sterline, ma ha rinviato l’introduzione della maggior parte di tali misure. Una decisione che ha dato respiro alle famiglie, ma che potrebbe dover essere rivista in futuro. Diversi economisti intervistati dal Financial Times ritengono che il governo britannico sarà costretto a nuove imposte prima delle prossime elezioni, a causa della crescita persistente debole e della pressione politica per finanziare i piani di spesa pubblica.

Nonostante il margine creato dal Cancelliere per evitare un inasprimento fiscale immediato, la maggioranza dei 103 esperti intervistati dal giornale finanziario ha sottolineato che l’economia non sarà abbastanza robusta da alleviare concretamente la pressione sui lavoratori, nonostante le promesse di “stabilità e certezza” e le prospettive di inflazione e tassi più bassi.

Sir John Gieve, ex vicegovernatore della Banca d’Inghilterra e alto funzionario pubblico, osserva che la crescita economica “si sta muovendo lentamente all’1-2%” e che i piani di Reeves non includono ancora incrementi significativi per la difesa o per il rafforzamento dell’NHS (il Servizio Sanitario Nazionale): “politicamente, il governo dovrà aumentare la spesa per altri servizi pubblici fondamentali. Di conseguenza, le tasse dovranno seguire”. Quasi due terzi degli intervistati prevedono appunto nuovi aumenti fiscali prima delle elezioni generali, che dovranno tenersi entro l’estate del 2029.

Sterlina in calo contro dollaro ed euro a fine 2025: le prospettive per il 2026

Nel frattempo, tutti gli occhi restano puntati sulla sterlina. Dopo un 2025 inizialmente positivo, sostenuto da un dollaro debole, nella seconda metà dell’anno la valuta britannica ha subito un calo marcato, penalizzata da preoccupazioni politiche interne, dalle pressioni sulle finanze pubbliche e da una crescita stagnante, chiudendo l’anno a circa 1,34 contro il dollaro e 1,14 contro l’euro.

L’andamento della sterlina nel 2026 sarà probabilmente influenzato dalle mosse di politica monetaria della Bank of England. Nel corso del 2025, la banca centrale ha ridotto i costi di indebitamento per quattro volte, incluso un taglio a dicembre, sebbene il Comitato di Politica Monetaria, responsabile della fissazione dei tassi, resti diviso.

Gli operatori del mercato monetario non stanno scontando un nuovo taglio dei tassi prima di giugno. Entro fine anno, si prevede un allentamento complessivo di circa 40 punti base, che corrisponde a una probabilità di circa il 60% di un secondo taglio dei tassi.

Economia UK tra M4, crediti e tassi più bassi: opportunità per i possessori di certificati

Sono tanti i dati che investitori e possessori di certificati dovranno prendere in considerazione nelle prossime sedute. Partendo da quelli iniziali, l’aumento della massa monetaria M4 e la crescita dei prestiti al consumo mostrano un contesto di liquidità stabile e in espansione, il che è un bene per i certificati legati al settore bancario. Allo stesso tempo, però, il calo della sterlina contro dollaro ed euro può generare fluttuazioni nei certificati denominati in valuta estera, influenzandone il valore convertito.

Guardando al futuro, le prossime mosse della Bank of England in merito a ulteriori riduzioni graduali dei tassi di interesse potrebbero favorire i certificati legati ai tassi o a strumenti a reddito fisso britannici, visto che potrebbero beneficiare di rendimenti interessanti, pur con una volatilità contenuta.

Grande incognita rimane l’andamento dell’economia UK, con l’ombra di un possibile aumento delle tasse come supposto dagli economisti intervistati da FT. Se ciò dovesse accadere, la spesa delle famiglie potrebbe rallentare, comprimendo consumi e investimenti, mentre i mercati finanziari potrebbero reagire con maggiore volatilità, soprattutto per strumenti collegati a reddito fisso e valuta britannica.

Show Comments (0) Hide Comments (0)
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *