IA, difesa, energia: questi sono solo alcuni dei settori destinati a guidare gli investimenti globali. Ma cosa accadrà nei prossimi vent’anni? Molti altri comparti potrebbero trasformare radicalmente l’economia e la società globale entro il 2040.
Per la precisione almeno 18 settori potrebbero fare la differenza, secondo l’ultimo report di McKinsey Global Institute, The race takes off in the next big arenas of competition, pubblicato per celebrare i cento anni della società di consulenza.
McKinsey: ben 18 settori potrebbero generare $30-50 miliardi di ricavi
Diciotto settori di business, o meglio “arene”, come le definisce lo studio, potrebbero registrare una crescita straordinaria nei prossimi decenni.
Come già hanno fatto oggi: secondo il report del McKinsey Global Institute, dal 2022 questi settori hanno visto una crescita della capitalizzazione di mercato circa quattro volte superiore a quella degli altri settori e un aumento dei ricavi fino a dieci volte più rapido, raggiungendo complessivamente 18 mila miliardi di dollari di market cap e 1,4 mila miliardi di dollari di ricavi.
La previsione di McKinsey indica che entro il 2040 questi 18 settori potrebbero arrivare a generare tra 30 e 50 mila miliardi di dollari di ricavi, una cifra pari alla somma dei PIL di Cina e Stati Uniti, le due principali economie mondiali.
Non sorprende quindi che USA e Cina rappresentino oggi il 90% del valore di mercato di queste arene, con il Paese asiatico in forte crescita rispetto al gigante a stelle e strisce. In particolare, precisa il report, le aziende americane guidano, in termini di capitalizzazione, 14 dei 18 settori, mentre sul fronte dei ricavi il primato USA si mantiene in 10 arene.
Ma andiamo a vedere quali sono i settori al centro della ricerca di McKinsey.
Dall’IA allo spazio: le nuove arene di innovazione secondo McKinsey
Entrando più nel dettaglio, otto settori stanno crescendo più rapidamente del previsto: i fondamentali dell’IA (software e servizi di intelligenza artificiale, servizi cloud e semiconduttori), pubblicità digitale, cybersecurity, veicoli elettrici, spazio e veicoli autonomi. In particolare, dal 2022, i settori “AI foundation” “hanno generato un fatturato di 500 miliardi di dollari e una capitalizzazione di mercato di 11 trilioni di dollari”, si legge nel report.
Altri cinque settori seguono gli andamenti pronosticati: e-commerce e video streaming, che potrebbero espandersi ulteriormente nelle economie emergenti, e poi batterie, robotica e farmaci per l’obesità, che rappresentano circa il 6% di tutte le prescrizioni mediche negli Stati Uniti.
Gli ultimi cinque settori sono ancora nella fase iniziale della loro crescita: mobilità aerea del futuro, videogiochi, costruzione modulare, biotech non medicale e fissione nucleare. In questi casi, i progressi tecnologici, gli investimenti e gli sforzi di commercializzazione sono ancora in espansione, e i settori devono superare alcune sfide prima di decollare pienamente.
Secondo McKinsey, tutti questi comparti possono essere raggruppati in cinque grandi categorie: intelligenza artificiale (ricavi aumentati di 490 miliardi dal 2022 al 2025), digitalizzazione (incremento di 680 miliardi), elettrificazione (190 miliardi), hard tech (30 miliardi) e nuove frontiere della medicina e biotecnologie (50 miliardi).
E al di fuori di queste “arene”? McKinsey sottolinea che, comunque, circa la metà dell’aumento del valore di mercato e dei ricavi dal 2022 al 2025 proviene da settori esterni. “In tutti i settori, l’aumento netto dei ricavi è stato di circa 3,1 trilioni di dollari dal 2022 al 2025. Di questi, circa 1,4 trilioni di dollari provengono dalle arene (con un CAGR dell’11%). Altri 4 trilioni di dollari provengono da settori non agricoli in crescita (circa il 4,3% di CAGR). Ma questa crescita è compensata da circa 2,3 trilioni di dollari di cali dovuti alla contrazione delle industrie non arena (in calo di circa il 4,4% all’anno)“.
Report McKinsey: cosa cambia per i possessori di certificati
Il report di McKinsey potrebbe essere utile per investitori e possessori di certificati e strumenti legati ai mercati azionari, visto che l’andamento di queste “arene” potrebbe comportare nuove opportunità e rischi. Soprattutto per quanto riguarda le “arene” ad alta innovazione come AI, semiconduttori, veicoli elettrici o biotecnologie: qui i certificati potrebbero beneficiare di rendimenti superiori alla media.
C’è da dire però che la concentrazione geografica di questi settori (con Stati Uniti e Cina a guidare il valore complessivo) implica una maggiore esposizione a fattori geopolitici e regolatori, così come a fluttuazioni legate alla leadership tecnologica.
Per chi investe tramite certificati, diventa quindi cruciale monitorare la composizione settoriale e geografica, così da bilanciare il potenziale di crescita con i rischi specifici di ogni arena.
