Nuovo esercizio partito in chiaroscuro per Mediobanca, che paga l’Ops su MPS nel suo primo trimestre dell’esercizio 2025/2026: Piazzetta Cuccia registra infatti un utile netto in lieve flessione rispetto all’anno precedente, a fronte però di ricavi solidi.
Mediobanca, utili in flessione ma ricavi solidi: pesa l’operazione di MPS
Mediobanca archivia il primo trimestre dell’esercizio 2025/26 (chiuso al 30 settembre) con un utile netto ante costi straordinari di 321,7 milioni di euro, in lieve flessione del 2,5% rispetto all’anno precedente. Il ROTE adjusted si attesta al 12,8%, mentre l’utile contabile scende a 291,2 milioni, dopo aver scontato 45 milioni di costi straordinari legati alle operazioni su Banca Monte dei Paschi di Siena e Banca Generali. A sostenere parzialmente i conti contribuisce Assicurazioni Generali, il cui apporto cresce da 105,4 a 128,7 milioni di euro.
Il risultato operativo si attesta a 417,1 milioni di euro (-2,6%), con un rapporto costi/ricavi che rimane contenuto al 43,9% e un costo del rischio stabile a 51 punti base. Rispetto all’ultimo trimestre si registra un calo dei ricavi (-8,9%), “che sconta un minor contributo di Assicurazioni Generali (-20,3%) e dell’attività di trading (da 40,9 a 27,2 milioni) nonché un calo delle commissioni (-8,7%), collegato anche alla stagionalità estiva, elementi in parte compensati dalla minor componente variabile del costo del personale“, si legge nella nota.
Di contro, i ricavi consolidati si mantengono solidi a 867,6 milioni di euro, con una leggera crescita dello 0,2% su base annua, grazie al buon andamento del Credito al Consumo (+6,9%, pari a 335 milioni) e del comparto assicurativo (+12,7%, a 130 milioni). Il margine di interesse resta elevato a 478,5 milioni, mentre le commissioni nette si stabilizzano a 232,3 milioni. Anche in questo contesto, il gruppo conferma una gestione efficiente, con un cost/income ratio fermo al 43,9% e un profilo di rischio stabile.
Mediobanca, ricavi record nel Consumer Finance
Andando a vedere le principali divisioni, la Consumer Finance si distingue con un utile record di 108,9 milioni (+6,3%) e con crediti erogati per 2,3 miliardi (+12%), sostenuti dall’espansione dei prestiti personali e delle soluzioni Buy Now Pay Later (BNPL). Ottimi risultati anche per Compass, che chiude il trimestre con ricavi a 335,3 milioni (+6,9%) e utile record in linea con la divisione.
La divisione Wealth Management raggiunge invece un TFA per 116 miliardi, con una raccolta netta trimestrale di 2,5 miliardi, mentre il Corporate & Investment Banking segna ricavi per 171 milioni e un utile netto di 48 milioni (-18% su base annua, ma +4% sul trimestre precedente), beneficiando di un controllo dei costi (-3% anno per anno, -21% trimestre per trimestre) e di una buona performance nell’advisory.
Sul fronte patrimoniale, Mediobanca rafforza ulteriormente la propria posizione: il CET1 ratio sale al 15,8%, mentre il Total Capital ratio si attesta al 18,7%, a conferma di una solidità strutturale che consente al gruppo di affrontare con margine di sicurezza le sfide del nuovo esercizio.
Mediobanca, crescita dei ricavi “high single digit” e costi del rischio stabili
Nonostante il calo degli utili, Mediobanca mantiene un atteggiamento fiducioso sull’evoluzione del proprio business nei prossimi trimestri. L’istituto prevede uno scenario sostanzialmente invariato, con una crescita dell’Eurozona inferiore all’1% fino al 2026, un’inflazione che dovrebbe attestarsi attorno al 2%, tassi di mercato a breve stabilmente vicini al 2% ed elementi di incertezza legati al quadro geopolitico, alla frammentazione degli scambi internazionali e alla tenuta dei mercati finanziari.
In questo contesto, Mediobanca conferma “un risultato ricorrente sui livelli del trimestre appena concluso, con una crescita dei ricavi high single digit rispetto al trimestre precedente”. Piazzetta Cuccia precisa inoltre che il costo del rischio non presenta sorprese e resta nella forchetta 50-55 punti base, mentre si prevede un miglioramento del flusso commissionale per il Corporate & Investment Banking (grazie all’intensificarsi dei closing di fine anno) e per il Wealth Management, spinto da un’offerta più ampia di collocamenti.
La raccolta netta (NNM) è attesa solida ma inferiore al trimestre precedente. Inoltre, l’istituto si prepara al cambio di esercizio sociale con chiusura al 31 dicembre, che comporterà adeguamenti alle politiche contabili della capogruppo BMPS.
Barclays taglia il target price su Mediobanca dopo i conti: resta “Equal weight”
Intanto arrivano le prime reazioni dal mercato, con Barclays che ha ridotto il target price su Mediobanca a 17,9 euro per azione (dai precedenti 18,4, -3%), confermando la raccomandazione “Equal weight” a seguito della pubblicazione dei conti trimestrali.
Gli analisti hanno rivisto al ribasso le stime sull’utile per azione rettificato (-1%) in media per i prossimi tre anni, evidenziando un quadro eterogeneo tra le divisioni. Nel dettaglio, Consumer Banking ha continuato a crescere, mentre Corporate & Investment Banking e Wealth Management hanno mostrato segnali di debolezza, con ricavi complessivi inferiori alle aspettative. Secondo gli esperti, l’andamento del titolo Mediobanca “dipenderà in larga misura da MPS, e in particolare dai commenti su una potenziale fusione“.
Stabilità e prudenza per i possessori di certificate Mediobanca
Uno scenario grossomodo di stabilità si profila per investitori e possessori di certificate legati a Mediobanca: la lieve flessione degli utili, unita a una solida posizione patrimoniale e a una crescita dei ricavi, riduce il rischio di volatilità estrema sul titolo. Inoltre, l’approccio conservativo e disciplinato nella gestione dei costi e del rischio mantiene buona la qualità dell’emittente, fattore chiave per chi detiene strumenti strutturati basati sul suo sottostante.
Si consiglia comunque una certa cautela: se da un lato la stabilità riduce i rischi più marcati, dall’altro limita le prospettive di apprezzamento nel breve periodo. Ne è una conferma il taglio del target price da parte di Barclays, motivato appunto dai risultati non pienamente convincenti.
Nel complesso, la combinazione di solidità patrimoniale, redditività costante e contesto macroeconomico più incerto invita i detentori di certificate a un atteggiamento prudente, in attesa di segnali di rafforzamento nei prossimi trimestri. Ricordiamo che il prossimo appuntamento cruciale sarà l’assemblea straordinaria, chiamata ad approvare l’allineamento del bilancio di Mediobanca a quello della controllante Monte dei Paschi di Siena.


