Mercato auto Italia, partenza con il segno più a gennaio 2026

Un inizio promettente per il mercato delle auto in Italia, che inaugura il 2026 con le immatricolazioni che crescono del 6,18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ancora più marcata la performance del segmento full electric, che registra un balzo a doppia cifra rispetto a gennaio 2024. Numeri che indicano un primo recupero, graduale ma concreto, dopo un 2025 chiuso con risultati inferiori alle attese.

Mercato auto Italia 2026: apertura in crescita del 6,2%, boom dell’elettrico e delle ibride

Il mercato delle autovetture apre il 2026 con un dato incoraggiante: a gennaio le immatricolazioni raggiungono quota 141.980, in crescita del 6,2% rispetto alle 133.721 dello stesso mese del 2025, sostenute soprattutto dal forte aumento del noleggio a breve termine.

A comunicarlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che segnala anche una flessione nei trasferimenti di proprietà: 451.266 passaggi, contro i 474.480 registrati a gennaio 2025, con una contrazione del 4,89%. Nel complesso, il volume mensile delle vendite si attesta a 593.246 unità, composto per il 23,93% da vetture nuove e per il 76,07% da usato.

Analizzando le immatricolazioni di gennaio 2026 per tipo di alimentazione, secondo l’Associazione ANFIA, le autovetture a benzina registrano un calo del 25,5%, con una quota di mercato del 18,8%, mentre le diesel scendono del 16,4%, fermandosi al 7,6%. Le mild e full hybrid mostrano invece una dinamica positiva, con un incremento del 24,9% e una quota del 52,4% sul totale del mese. Particolarmente marcata la crescita delle autovetture ricaricabili, che segnano un +80,5%, arrivando a rappresentare il 14,8% del mercato (era 8,7% a gennaio 2025).

Nel dettaglio, le auto elettriche pure raggiungono una quota del 6,6%, con vendite in aumento del 40,7%, mentre le ibride plug-in crescono del 134,2%, arrivando a coprire l’8,2% delle immatricolazioni del primo mese dell’anno. Infine, le autovetture a gas costituiscono il 6,4% del totale di gennaio, interamente rappresentate dalle vetture a GPL, che registrano un calo del 33,9% rispetto allo stesso mese del 2025.

Per Roberto Vavassori, presidente di ANFIA, i dati del MIT rappresentato un primo risultato positivo dopo le difficoltà del 2025, che “alimenta la speranza che l’anno in corso possa mostrare un primo, graduale ma significativo recupero del mercato, anche grazie all’atteso lancio di nuovi modelli in produzione nel nostro Paese e all’implementazione delle misure di sostegno previste dal Fondo automotive del Mimit, di cui è stata resa nota la programmazione pluriennale delle risorse fino al 2030”.

Mercato auto Italia resta sotto i livelli pre-pandemia: le stime di UNRAE

Nonostante i risultati siano significativamente migliori rispetto al 2025, il mercato resta ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia: rispetto a gennaio 2019, mancano circa 23.300 unità, corrispondenti a un calo del 14,1%.

Le prospettive per la chiusura del 2026 rimangono comunque cautamente positive: secondo le stime di UNRAE, la domanda si prevede debole, con 1.540.000 immatricolazioni complessive, in lieve crescita (+0,9%) rispetto al 2025, pari a un recupero contenuto di circa 14.000 unità.

Il divario annuo rispetto al 2019 rimane comunque significativo: -19,7%, circa 377.000 vetture in meno, a conferma di un livello di equilibrio tra 1,5 e 1,57 milioni registrato negli ultimi tre anni. Per il biennio 2027-2028, l’Associazione stima che il mercato resterà sotto 1,6 milioni di unità.

Sul fronte delle alimentazioni, l’effetto degli incentivi si stabilizza su valori più coerenti con la domanda strutturale. La quota delle auto elettriche pure (BEV) si attesta al 6,6% (9.446 unità), in calo rispetto ai picchi di novembre (12,2%) e dicembre (11,0%), ma in crescita rispetto al 5,0% di gennaio 2025. Il settore delle ibride plug-in (PHEV) mantiene invece una dinamica positiva, sostenuto dall’ampliamento dell’offerta di modelli e dalle nuove disposizioni sulle auto aziendali in fringe benefits: la quota di gennaio è dell’8,7%, leggermente inferiore al 9,3% di dicembre, ma nettamente superiore al 3,7% di gennaio 2025.

Insomma, una fase particolarmente delicata per l’automotive europeo e soprattutto italiano. Per questo motivo, come ha evidenziato Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE, durante il Tavolo Automotive convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, “è fondamentale che l’Italia possa dialogare con i principali partner europei partendo da riferimenti comuni”. In particolare per quanto riguarda il mercato italiano delle ECV, “che si attesta intorno al 15,3%, contro il 27% o 30% di Paesi come Francia e Germania, che rappresentano interlocutori chiave nelle prossime discussioni sul futuro del settore“.

Al fine di ridurre questo divario, secondo Pietrantonio, sono necessari strumenti concreti ed efficaci: : “una riforma mirata della fiscalità delle flotte aziendali – intervenendo su detraibilità dell’IVA, deducibilità dei costi e tempi di ammortamento – può dare un impulso immediato al mercato, accelerare il rinnovo del parco circolante e favorire la diffusione dei veicoli a zero e basse emissioni, nel rispetto di un approccio pragmatico e di neutralità tecnologica”.

Mercato auto Italia in ripresa: a cosa devono stare attenti i possessori di certificati

In sintesi, il 2026 si apre con segnali positivi, ma il mercato porta ancora i segni degli anni più difficili: uno scenario ambivalente per investitori e possessori di certificati di investimento legati al settore automotive.

Da un lato, l’avvio d’anno incoraggiante in Italia suggerisce un aumento della domanda di veicoli, con possibili ricadute favorevoli per le case automobilistiche quotate e per i fondi che includono titoli del comparto. Particolarmente significativa è la crescita delle auto elettriche pure (BEV) e delle ibride plug-in (PHEV), che potrebbe accelerare la transizione tecnologica, valorizzando i produttori più esposti a questi segmenti e incrementando la redditività dei portafogli basati su azioni o indici del settore.

Dall’altro, il mercato complessivo resta sotto i livelli pre-pandemia (-14,1% rispetto a gennaio 2019) e le stime UNRAE per il 2026 indicano una crescita contenuta (+0,9%). Questo suggerisce una ripresa graduale e non uniforme, con un rischio di volatilità nel breve periodo, influenzato dall’andamento delle vendite, dalla diffusione dei veicoli elettrici e dalle politiche fiscali sulle flotte aziendali.

In sintesi, per i possessori di certificati i dati di gennaio 2026 rappresentano segnali incoraggianti ma cauti: confermano opportunità di investimento nel medio-lungo periodo, soprattutto nel comparto elettrico e ibrido, ma richiedono prudenza rispetto ai livelli complessivi del mercato e all’evoluzione di incentivi e normative.

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