Microsoft, trimestrali sopra le attese: la Big Tech cresce ancora a doppia cifra

È tempo di bilanci per le Big Tech statunitensi, infatti recentemente una delle cosiddette ‘Magnifiche 7’, Microsoft, ha diffuso i risultati del secondo trimestre 2025-2026, che come al solito hanno superato tutte le aspettative. Anche se non sono bastati a frenare le vendite del titolo nell’ultima seduta.

Microsoft, trimestrali 2025-2026 a doppia cifra (cloud al top)

Microsoft ha chiuso il secondo trimestre fiscale (ottobre-dicembre 2025, con l’anno fiscale che per la società termina a giugno) registrando risultati superiori alle attese. I ricavi hanno raggiunto 81,3 miliardi di dollari, in crescita del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (15% a cambi costanti). L’utile operativo è salito a 38,3 miliardi di dollari, con un aumento del 21% (19% a cambi costanti). L’utile per azione diluito (EPS) su base GAAP è stato di 5,16 dollari, in aumento del 60%, mentre l’EPS non-GAAP ha raggiunto i 4,14 dollari, crescendo del 24% (21% a cambi costanti).

A trainare la crescita è stato il comparto cloud, con Azure che ha superato i 75 miliardi di dollari di ricavi, segnando un incremento del 34% “grazie alla crescita su tutti i workload“, come ha sottolineato Satya Nadella, presidente e CEO di Microsoft. A sua volta, l’intero settore Intelligent Cloud ha registrato ricavi per 29,9 miliardi di dollari, in aumento del 26% (25% a cambi costanti), con i prodotti server e i servizi cloud che crescono del 27%. Un contributo sensibile arriva anche dall’hardware: il segmento More Personal Computing ha generato 13,5 miliardi di dollari, in crescita del 9%, con i ricavi di Windows OEM e dispositivi in aumento del 3%.

Guardando all’intero anno fiscale 2025, chiuso a giugno, Microsoft ha registrato ricavi per 281,7 miliardi di dollari, in crescita del 15%, un utile operativo di 128,5 miliardi (+17%, 18% a cambi costanti) e un utile netto di 101,8 miliardi, in aumento del 16% (15% a cambi costanti). L’utile diluito per azione ha raggiunto i 13,64 dollari, segnando un incremento del 16%. Inoltre, piccola nota per gli investitori, Microsoft ha restituito  9,4 miliardi di dollari agli azionisti sotto forma di dividendi e riacquisti di azioni nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2025.

Microsoft supera Meta nei trimestrali, ma Wall Street vende: ecco perché

Insomma, Microsoft ha al momento superato i risultati diffusi contemporaneamente dal colosso Meta, che ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 200,97 miliardi di dollari (59,89 miliardi nel quarto trimestre), segnando un rialzo del 22% su base annua e del 24% su base trimestrale. Eppure, il titolo Microsoft è crollato nelle contrattazioni after-market, passando da 482 dollari a 448 dollari, per poi stabilirsi alla fine sui 452 dollari. La motivazione alla base di questa reazione degli investitori risiede nelle preoccupazioni riguardanti alcuni particolari del bilancio trimestrale.

In primis, il piano di investimenti, che ha superato i 200 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno fiscale 2024, e sta iniziando a pesare sui conti: i costi dei ricavi sono cresciuti del 19%, superando la crescita dei ricavi stessi (+17%). Gli analisti temono che questa tendenza possa compromettere i margini a lungo termine, soprattutto con l’aumento dei prezzi dei chip di memoria.

A sua volta, secondo Barron’s, un possibile motivo è che la crescita del comparto cloud non sia stata percepita come sufficiente. Azure ha segnato un incremento del 39% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma l’intero segmento Microsoft Cloud è salito “solo” del 26%. Per molti investitori, questa velocità di crescita appare insufficiente, soprattutto alla luce dei massicci investimenti infrastrutturali destinati a sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Proprio la spesa in conto capitale di Microsoft ha raggiunto un record trimestrale di 37,5 miliardi di dollari, con un balzo di quasi il 66% rispetto all’anno precedente. E circa due terzi di questa cifra sono stati destinati all’acquisto di chip per il calcolo.

È probabile che nei prossimi mesi le spese legate all’intelligenza artificiale continuino ad aumentare. Stando a quanto riportato dal Financial Times, OpenAI sarebbe in trattative per raccogliere quasi 40 miliardi di dollari, con contributi attesi non solo da Microsoft, ma anche da Nvidia e Amazon. In particolare, il gruppo di Redmond, che già detiene una partecipazione del 27% in OpenAI, potrebbe impegnare diversi miliardi di dollari aggiuntivi. Questi impegni finanziari, se confermati, rientrerebbero in un nuovo round di finanziamento con cui la società guidata da Sam Altman punta a una raccolta senza precedenti, fino a 100 miliardi di dollari.

Microsoft tra utili record e dubbi sul cloud: a cosa devono fare attenzione i possessori di certificati

Per investitori e possessori di certificati di investimento su Microsoft, la reazione negativa seguita alla trimestrale andrebbe letta più come un segnale di cautela che come un vero campanello d’allarme.

Anche perché la solidità dei fondamentali, la crescita dei ricavi a doppia cifra e la continua remunerazione degli azionisti confermano comunque la qualità del titolo e le sue prospettive di rendimento nel tempo.

Semmai è bene tenere d’occhio il titolo nel medio periodo. Se il mercato dovesse continuare a penalizzare l’elevata spesa in conto capitale e il rallentamento relativo del cloud, Microsoft potrebbe attraversare fasi di volatilità più marcata: uno scenario non proprio ideale per chi aveva puntato su un sottostante percepito come difensivo e strutturalmente solido.

Show Comments (0) Hide Comments (0)
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *