MPS rilancia su Mediobanca: 750 milioni di euro cash per conquistare Piazzetta Cuccia
La banca senese alza il tiro con 0,9 euro per azione in contanti e rinuncia alla soglia del 66,7%. L’operazione ora vale 13,5 miliardi complessivi
Monte dei Paschi di Siena ha deciso di giocare la carta decisiva nella battaglia per il controllo di Mediobanca. Il consiglio di amministrazione della banca guidata da Luigi Lovaglio, riunitosi nella serata di lunedì 2 settembre, ha approvato un rilancio sostanziale dell’offerta pubblica di scambio, trasformandola di fatto in un’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS).
Il rilancio in cifre
La mossa più significativa riguarda l’introduzione di una componente cash di 0,9 euro per azione Mediobanca, che si aggiunge al già previsto rapporto di concambio di 2,533 azioni MPS per ogni titolo di Piazzetta Cuccia. L’impegno finanziario aggiuntivo ammonta a circa 750 milioni di euro, portando il controvalore complessivo dell’operazione a 13,5 miliardi di euro (di cui 12,8 miliardi in azioni e 750 milioni in contanti).
Per effetto del rilancio, la valorizzazione implicita delle azioni Mediobanca sale a 20,776 euro, determinando un premio dell’11,4% rispetto alle quotazioni di riferimento del 23 gennaio, quando fu annunciata l’operazione. Una mossa che azzera completamente lo sconto di circa 640 milioni che penalizzava l’offerta nelle ultime settimane.
Strategia rivista: addio alla soglia del 66,7%
Parallelamente al rilancio economico, MPS ha annunciato la rinuncia alla condizione della soglia del 66,67% per l’efficacia dell’offerta, mantenendo come unico vincolo irrinunciabile il raggiungimento del 35% dei diritti di voto. Una scelta strategica che dimostra la volontà della banca senese di procedere anche senza il controllo dei due terzi del capitale, puntando principalmente al superamento della soglia del 50% per ottenere il controllo di diritto.
L’offerta si concluderà regolarmente l’8 settembre, con la possibilità di una riapertura dei termini dal 16 al 22 settembre, qualora vengano soddisfatte le condizioni minime.
Le adesioni e il sostegno degli azionisti chiave
Prima dell’annuncio del rilancio, le adesioni all’operazione avevano già raggiunto il 28,8% del capitale sociale di Mediobanca, trainato principalmente dai pacchetti di Delfin (gruppo Del Vecchio) e Caltagirone, i due principali azionisti di Piazzetta Cuccia che controllano complessivamente circa il 30% del capitale.
Significativo il via libera formale del gruppo Caltagirone, le cui società quotate hanno comunicato di aver riscontrato “la convenienza e la correttezza sostanziale” dell’offerta del Monte, confermando l’intenzione di aderire tramite le controllate detentrici di azioni Mediobanca.
Reazioni di mercato e prospettive
Piazza Affari ha reagito negativamente all’annuncio: MPS ha aperto la seduta in calo dello 0,84% a 7,804 euro, proseguendo la discesa, mentre Mediobanca ha perso oltre l’1%, chiudendo poco sopra i 20 euro. Una reazione che riflette le preoccupazioni degli investitori sull’esborso aggiuntivo richiesto all’istituto senese.
Il consiglio di amministrazione di MPS si è detto “fermamente convinto che l’incremento del corrispettivo rappresenti un’ulteriore e concreta testimonianza del valore industriale dell’operazione“, sottolineando come l’obiettivo sia “massimizzare le adesioni all’offerta ed accelerare la creazione di valore“.
Solidità patrimoniale preservata
Nonostante l’impegno finanziario aggiuntivo, MPS assicura il mantenimento di una solida base patrimoniale con un CET1 ratio pro-forma pari a circa il 16% al completamento dell’operazione. Il gruppo conferma inoltre la “politica di dividendi sostenibile nel tempo con un pay-out ratio fino al 100% dell’utile“, supportata dall’elevata redditività raggiunta negli ultimi anni.
La risposta di Mediobanca
In attesa della prossima riunione del consiglio di amministrazione di Mediobanca, prevista entro la settimana, il management guidato da Alberto Nagel dovrebbe ribadire la propria posizione contraria. In passato, Piazzetta Cuccia aveva definito l’offerta “del tutto inadeguata“, richiedendo un concambio di 3,71 azioni MPS, equivalente a un rilancio di quasi il 50% rispetto alle condizioni attuali.
Scenario finale
Con questo rilancio, MPS punta decisamente al controllo di diritto di Mediobanca, che consentirebbe una governance chiara e l’accelerazione delle sinergie industriali stimate in 700 milioni di euro. Qualora le adesioni superassero anche la soglia del 66,7%, si aprirebbero le porte a una vera e propria fusione tra i due istituti.
L’operazione, se completata con successo, darebbe vita al terzo polo bancario italiano, posizionato alle spalle di Intesa Sanpaolo e UniCredit, con oltre 6 milioni di clienti e una capitalizzazione superiore ai 20 miliardi di euro.
Il termine per aderire all’offerta è fissato per le ore 17:30 di lunedì 8 settembre 2025. Le azioni Mediobanca acquistate il 7 e l’8 settembre non potranno essere conferite all’operazione.


