Moody’s premia l’Italia dopo 23 anni: il rating sovrano sale a Baa2

Dopo oltre vent’anni, Moody’s torna a premiare l’Italia, alzando il rating sovrano da Baa3 a Baa2, con un outlook che passa da positivo a stabile. Un avanzamento definito storico, pur considerato prevedibile alla luce degli ultimi segnali favorevoli arrivati dai principali indicatori macroeconomici.

Moody’s premia l’Italia: da Baa3 a Baa2, con outlook stable

Come riportato nel comunicato ufficiale, Moody’s ha rivisto al rialzo i rating degli emittenti a lungo termine e dei programmi senior non garantiti del governo italiano, portandoli da Baa3 a Baa2. Migliorano anche i rating senior non garantiti in valuta estera e quelli del programma MTN, aggiornati a (P)Baa2 da (P)Baa3. La società ha inoltre elevato il rating della commercial paper in valuta nazionale a P-2 da P-3, mentre il rating a breve termine in valuta estera passa a (P)P-2 da (P)P-3. L’outlook complessivo viene rivisto da positivo a stabile.

Per l’Italia si tratta di un risultato di rilievo, considerando che l’ultima promozione firmata da Moody’s risale al 2002, quando il secondo governo dell’allora 66enne Silvio Berlusconi era in carica da meno di un anno e il debito pubblico si attestava intorno al 106% del Pil, circa 30 punti sotto i livelli attuali.

Secondo l’agenzia, questo miglioramento riflette un quadro ormai consolidato di stabilità politica, elemento che rafforza l’efficacia delle riforme economiche e fiscali, essenziali per un paese con un debito ancora decisamente alto. Già da quest’anno il Governo punta a portare il rapporto deficit PIL appena sotto il 3%, in modo da contenere l’andamento di un debito pubblico ancora in crescita il prossimo anno, stimato al 137,4% del Pil. “Ci aspettiamo un aumento degli avanzi primari, che sosterrà un graduale calo del rapporto debito pubblico a partire dal 2027. Prevediamo inoltre che il debito raggiunga appena il 130% del PIL entro il 2034 rispetto alla nostra stima del 136,5% per il 2025“, sottolinea l’agenzia.

Nel comunicato Moody’s sottolinea inoltre i progressi italiani nel PNRR, con l’Italia al primo posto tra i Paesi UE per numero di richieste di pagamento ed esborsi. “Ci aspettiamo che l’Italia sarà in grado di utilizzare appieno i fondi stanziati, per un totale di 194,4 miliardi di euro (9,1% del PIL nel 2023) in sovvenzioni (71,8 miliardi di euro) e prestiti (122,6 miliardi di euro)“.

Moody’s, BTP più resilienti dopo la promozione

Contestualmente, i massimali delle obbligazioni a lungo termine dell’Italia in valuta locale ed estera vengono innalzati da Aa3 ad Aa2, il che lì allontana definitivamente dalla categoria «non investment grade»: fino a oggi i BTP erano gli unici a essere collocati nell’ultimo gradino dei titoli considerati sicuri, a un passo da quella categoria.

Con la nuova valutazione si conclude a sua volta un anno record per le valutazioni internazionali dei nostri titoli di Stato, segnato da sette miglioramenti consecutivi nei giudizi delle principali agenzie.

La serie era iniziata ad aprile con S&P Global Ratings, che aveva portato il rating da BBB a BBB+ con outlook stabile. Un mese dopo, Moody’s aveva aggiornato l’outlook da stabile a positivo mantenendo il giudizio Baa3. A settembre è stata Fitch a confermare l’upgrade, passando da BBB a BBB+ con outlook stabile. La catena di miglioramenti si è completata poi con la tripletta finale: Dbrs il 17 ottobre, con la «A» (low) assegnata all’Italia; Kbra la settimana successiva, con BBB+ e outlook stabile; e infine Scope il 30 ottobre, con BBB+ e outlook positivo.

Moody’s premia l’Italia: cosa cambia per i possessori di certificati

Inutile dire che l’upgrade di Moody’s è a tutti gli effetti un segnale positivo anche per chi detiene certificate collegati ai BTP o ad altri titoli di Stato italiani. Con il miglioramento del rating sovrano da Baa3 a Baa2 e l’innalzamento dei massimali delle obbligazioni, i titoli italiani appaiono agli occhi dei mercati internazionali più sicuri, il che si traduce in una riduzione del rischio di credito percepito, e, dunque, in maggiore liquidità dei certificate, oltre che in una maggiore stabilità dei loro prezzi.

In particolare, la promozione in ambito obbligazionario rende i certificate legati ai BTP o ad altri strumenti derivati più resilienti, grazie a una potenziale riduzione dello spread di rischio, che può diminuire la volatilità dei rendimenti e rafforzare la fiducia degli investitori.

Tuttavia, Moody’s sottolinea che questi benefici non sono garantiti a lungo termine: il consolidamento fiscale, i progressi nelle riforme strutturali del mercato del lavoro, la capacità di innovazione e investimenti privati più robusti saranno determinanti per aumentare la resilienza economica del Paese e ridurre la vulnerabilità del debito agli shock.

Invece, “risultati fiscali peggiori del previsto che comportassero un aumento del peso del debito sarebbero negativi, così come lo sarebbero segnali di mancanza di tangibile slancio riformatore oltre la fine del NRRP. Sebbene non sia la nostra ipotesi di base, anche un’escalation della guerra in Ucraina in una guerra che coinvolga i membri della NATO eserciterebbe una pressione al ribasso sul rating“, conclude l’agenzia.
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