Nexi, JPMorgan taglia il target price (ma buyback ed euro digitale giocano a favore)

Il 2025 si sta rivelando un anno di equilibri delicati per Nexi, la PayTech italiana quotata sul FTSE MIB. Di recente la multinazionale statunitense JPMorgan ha deciso di tagliare il target price sul suo titolo, nonostante le iniziative in cui la società si trova protagonista.

Taglio del target price da parte di JPMorgan

Arriva dagli analisti di JPMorgan una revisione al ribasso del target price della PayTech italiana NEXI, quotata sul FTSE MIB. Con questo aggiornamento, il prezzo obiettivo passa da 5,9 euro a 5,65 euro, mentre resta invariata la raccomandazione sul titolo, confermata a “neutral”.

Per chiarire, il target price rappresenta il prezzo che si prevede il titolo possa raggiungere entro un certo periodo, mentre la raccomandazione indica il giudizio degli analisti sul titolo, suggerendo se sia opportuno acquistarlo, mantenerlo o venderlo.

Si tratta di un cambio di rotta rispetto ad agosto, quando la multinazionale statunitense aveva alzato il target price da 5,55 euro a 5,9 euro. All’epoca gli analisti avevano aggiornato le stime tenendo conto dei risultati del primo semestre del gruppo, allineandosi alla guidance 2025.

Infatti nel primo semestre 2025 Nexi ha registrato una performance finanziaria solida, con ricavi pari a 1,72 miliardi di euro, in crescita del 3,4% rispetto agli 1,66 miliardi ottenuti nello stesso periodo dell’anno precedente.

Buyback e progetti strategici: le mosse di Nexi

Il 2025 si sta rivelando un anno particolarmente strategico per la PayTech italiana Nexi. Dopo il buyback da 500 milioni di euro realizzato l’anno scorso, la società ha avviato a maggio un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie per un importo massimo di 300 milioni di euro.

Programma che, alla data dell’11 settembre 2025, ha concluso con il riacquisto di 58.619.916 azioni, pari a circa lo 4,77% del capitale sociale, ad un prezzo medio ponderato di 5,0920 euro per azione, per un controvalore di 298.494.836,19 euro.

Accanto al buyback, spicca anche il ruolo della società nello sviluppo della funzionalità offline dell’euro digitale, affidatole recentemente dalla Banca Centrale Europea insieme a Capgemini e Giesecke+Devrient. Il contratto prevede un valore stimato di 271 milioni di euro, fino a un massimo di 662 milioni (quota parte di Nexi inclusa), con i pagamenti della BCE subordinati all’entrata in vigore della legislazione e alla decisione finale sull’emissione dell’euro digitale.

Secondo Banca Akros, il coinvolgimento di Nexi nella soluzione offline conferisce alla società un ruolo centrale in una parte fondamentale dell’architettura dell’euro digitale. Il che è una notizia positiva anche dal fronte degli analisti: la stessa Akros ho confermato il rating buy con target price a 8 euro, mentre Equita ribadisce buy con prezzo obiettivo a 8,50 euro. Solo JPMorgan rimane cauta, abbassando appunto il target da 5,9 a 5,65 euro, ma mantenendo il giudizio neutral.

Implicazioni per i possessori di certificate Nexi

C’è da dire che il taglio del target price da parte di JPMorgan non gioca a favore di Nexi. E soprattutto per chi detiene certificate legati al titolo della PayTech italiana, visto che la “scure” della multinazionale statunitense introduce elementi di prudenza nel breve termine.

Tuttavia, i programmi di buyback e il coinvolgimento in progetti strategici come l’euro digitale rappresentano opportunità di sostegno al prezzo del titolo.

In pratica, i possessori di certificate dovrebbero monitorare sia l’evoluzione dei rating degli analisti sia l’impatto concreto dei progetti strategici, poiché questi fattori possono influenzare direttamente la rivalutazione delle obbligazioni sottostanti. L’effetto combinato di buyback e nuovi contratti potrebbe mitigare la pressione derivante dalla revisione al ribasso del target price, mantenendo un certo appeal per chi investe attraverso strumenti derivati.

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