Nokia si ritira dalla Borsa di Parigi: pesano i costi e la burocrazia

Nokia dice addio alla Borsa di Parigi. Dopo anni di scambi in costante calo, il colosso finlandese delle telecomunicazioni ha scelto di ritirare la propria quotazione da Euronext Paris. Il motivo? Troppi costi a fronte di bassi volumi di scambio.

Nokia si ritira da Parigi, e guarda a Helsinki e New York

Con una nota ufficiale, Nokia ha annunciato che il proprio consiglio di amministrazione ha deliberato la presentazione di una domanda di cancellazione delle azioni dal mercato regolamentato di Euronext Paris. La decisione arriva, come precisato dall’azienda, “a seguito di una revisione dei volumi di scambio, dei costi e dei requisiti amministrativi legati alla quotazione su Euronext Paris”. In sostanza, per il gruppo finlandese il mantenimento della quotazione sulla piazza parigina non era più sostenibile: poche transazioni, spese elevate e oneri burocratici sproporzionati rispetto ai benefici.

Negli ultimi mesi, diversi analisti avevano già evidenziato il progressivo calo dei volumi sul titolo Nokia presso la Borsa di Parigi, ormai marginali rispetto a quelli di Helsinki e Wall Street. Non sorprende quindi che il gruppo abbia confermato la propria permanenza soltanto sui mercati principali: il Nasdaq di Helsinki e la Borsa di New York, dove continuano a essere negoziati gli ADR, i certificati che rappresentano i titoli della società per gli investitori statunitensi.

L’uscita annunciata di Nokia non è comunque un caso isolato. Secondo uno studio di Ernst & Young, la Borsa di Parigi sta vivendo una fase di contrazione delle nuove quotazioni e un saldo negativo tra ingressi e uscite: nel solo 2024, appena quattro società hanno scelto di quotarsi, mentre trentasei hanno optato per la revoca della propria quotazione.

Il delisting di Nokia, previsto per l’inizio del 2026, sarà completato una volta ottenuta l’autorizzazione ufficiale da Euronext Paris. Da quel momento, il gruppo finlandese proseguirà la propria strategia concentrandosi sui due mercati che più ne riflettono la portata internazionale: Helsinki, simbolo delle sue radici, e Wall Street, vetrina globale per gli investitori.

Nokia porta a casa un terzo trimestre 2025 stellare

A proposito di Helsinki, Nokia ha recentemente registrato una delle sue migliori performance alla Borsa finlandese degli ultimi anni. Dopo aver annunciato lo scorso 23 ottobre i risultati trimestrali Q3 2025, il titolo del gruppo finlandese ha messo a segno un balzo dell’8,9%, raggiungendo i 5,15 euro e toccando, nella prima parte della giornata, un massimo di 5,33 euro, il livello più alto da tre anni.

Una reazione a senso, visti i risultati portati a casa: nel terzo trimestre, il fatturato è cresciuto del 12% (+9% su base comparabile), attestandosi a 4,83 miliardi di euro, oltre i 4,6 miliardi previsti dagli analisti. E questo a fronte dei dazi statunitensi, il rallentamento del mercato globale e l’indebolimento del dollaro, tutti fattori che hanno pesato sull’attività del gruppo nel corso del 2025.

Inoltre, l’utile operativo comparabile si è attestato a 435 milioni di euro, in calo del 10% rispetto all’anno precedente, ma nettamente superiore alle stime di consenso, che lo davano intorno ai 342 milioni. Invece, l’utile netto del periodo è stato di 80 milioni di euro (contro i 145 milioni del 2024 su base reported) e di 324 milioni su base comparabile (contro 358 milioni).

Nel quadro di questi conti, Nokia ha inoltre rivisto al rialzo la propria guidance annuale, prevedendo ora un utile operativo compreso tra 1,7 e 2,2 miliardi di euro, rispetto alla precedente stima di 2,1 miliardi.

Impatto del delisting di Nokia per investitori e possessori di certificate

Sul piano operativo, l’impatto del delisting di Nokia da Parigi sarà marginale. Gli investitori, infatti, potranno continuare a negoziare i titoli del gruppo sui suoi mercati di riferimento, Helsinki e New York, senza variazioni significative né nel prezzo né nella liquidità.

Diverso il discorso sul fronte finanziario, in particolare per gli investitori e i possessori di certificate legati al titolo Nokia. La revoca della quotazione da Euronext Paris comporterà che tali strumenti non faranno più riferimento al titolo negoziato sulla piazza francese, ma dovranno basarsi su quelli quotati sui mercati principaliHelsinki per le azioni ordinarie e New York per gli ADR. In sostanza, le banche emittenti e i custodi dovranno adeguare i meccanismi di riferimento dei certificate, riallineandoli ai nuovi mercati di quotazione.

Per gli investitori retail, ciò potrebbe tradursi in lievi differenze di liquidità o tempistiche di regolamento, ma non in perdite di valore reale, poiché il sottostante rimarrà invariato: sempre le azioni Nokia, solo negoziate su un’altra piazza. Tra l’altro, con i recenti trimestrali, la società rimane comunque solida e resiliente, capace di superare le difficoltà legate ai dazi statunitensi, al rallentamento del mercato e all’indebolimento del dollaro, e con una guidance tutto sommato ottimista per il futuro.

Resta comunque valido l’invito espresso dall’azienda nella nota ufficiale: consultare il proprio intermediario finanziario. Ogni certificate segue condizioni contrattuali specifiche, e il passaggio tecnico dal mercato parigino a quelli di Helsinki o New York potrebbe richiedere aggiornamenti operativi o comunicazioni dedicate da parte degli intermediari.

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