I metalli preziosi tornano in rally, spinti soprattutto dalle recenti minacce di dazi annunciate da Trump. Oro e argento hanno raggiunto nuovi picchi, arrivando a superare in valore complessivo più della metà delle azioni quotate a Wall Street. Ma la domanda sorge spontanea: fin dove potrebbero arrivare?
Oro e argento in rally storico: i metalli preziosi sfidano Wall Street
Non solo i metalli preziosi raggiungono nuovi record, ma si affermano come “concorrenti” diretti di una delle principali borse mondiali. Oro e argento continuano un rally che assume proporzioni straordinarie: l’oro spot è salito dell’1,6% a 4.666,65 dollari l’oncia, dopo aver toccato il massimo storico di 4.689,39 dollari, mentre i futures statunitensi sull’oro hanno guadagnato l’1,7% a 4.671,40 dollari l’oncia. L’argento spot, dal canto suo, è avanzato del 3,3% a 92,93 dollari l’oncia, raggiungendo un picco storico di 94,08 dollari.
Considerando le rispettive capitalizzazioni di mercato (32mila miliardi di dollari per l’oro e 5mila miliardi per l’argento) il valore complessivo dei due metalli arriva a 37mila miliardi, poco più della metà dei 75mila miliardi delle 5.000 azioni quotate a Wall Street.
Il mercato, insomma, premia contemporaneamente le azioni — sostenute dalla crescita degli utili — e alcuni beni reali. Il rally, tuttavia, riguarda al momento solo oro e argento: tra gli altri metalli preziosi, il platino spot ha guadagnato lo 0,9% a 2.348,32 dollari l’oncia, mentre il palladio è salito dello 0,5% a 1.808,46 dollari l’oncia.
Trump, dazi e Groenlandia: il mix geopolitico spinge oro e argento
Dietro il rally dei metalli preziosi ci sono diversi fattori, a partire dalle ultime tensioni politiche. Sabato, Trump ha minacciato di introdurre un’ondata crescente di dazi sugli alleati europei finché gli Stati Uniti non saranno autorizzati ad acquistare la Groenlandia. In risposta, gli ambasciatori dell’Unione Europea stanno già preparando contromisure, tra cui l’attivazione dell’Anti-Coercion Instrument, il meccanismo europeo pensato per reagire a misure commerciali coercitive, con possibile ritorsione su prodotti statunitensi per un valore di 93 miliardi di euro.
Secondo Matt Simpson, analista senior di StoneX, proprio queste rinnovate tensioni geopolitiche “offrono agli investitori rialzisti dell’oro un motivo in più per spingere il metallo a nuovi massimi. Con Trump che inserisce le tariffe nel mix, la minaccia alla Groenlandia appare concreta, e potremmo essere avviati verso nuovi squilibri politici in Europa, con implicazioni anche per la NATO”.
Per l’argento, invece, a guidarne il rialzo non sono solo le tensioni geopolitiche e l’attrattiva del rally stesso, ma fattori come l’inflazione persistente, che può spingere verso l’alto il prezzo dei metalli preziosi, poiché gli investitori cercano rifugio per proteggersi dagli effetti corrosivi dell’aumento dei prezzi.
Argento e oro, rally record: cosa cambia per i possessori di certificati
Finché durerà il rally di oro e argento, investitori e possessori di certificati legati a questi metalli potrebbero cogliere diverse opportunità dall’evento, a patto di mantenere comunque un approccio prudente.
Da un lato, l’aumento record dei prezzi potrebbe offrire un rialzo diretto del valore dei certificati, con potenziali guadagni per chi detiene posizioni rialziste. Dall’altro, però, la stessa volatilità che alimenta il rally potrebbe generare correzioni rapide, soprattutto nel breve periodo: come evidenziano gli analisti di JP Morgan e OCBC, l’argento, pur sostenuto da fondamentali solidi, potrebbe subire oscillazioni significative, che a loro volta influenzano anche i certificati legati all’oro. A ciò si aggiungono le tensioni geopolitiche, l’inflazione persistente e l’attrattiva dei beni rifugio, elementi che rendono il mercato altamente dinamico e potenzialmente più volatile.
Per questo motivo, i detentori di certificati devono considerare non solo il potenziale di guadagno derivante dall’apprezzamento dei metalli, ma anche la gestione del rischio, attraverso strategie di copertura o il monitoraggio attento dei livelli chiave indicati dagli analisti, come i 5.000 dollari per l’oro e i 100 dollari per l’argento.
