Il PIL del Regno Unito registra una crescita dello 0,1% nel periodo luglio-settembre, confermando sia la stima preliminare sia il consenso degli analisti. Un dato incoraggiante per l’economia britannica, a pochi giorni dalla decisione della Bank of England di ridurre i tassi di interesse, seguendo una strategia simile a quella della controparte statunitense.
PIL UK cresce dello 0,1%: confermate le attese
Secondo i dati dell’Office for National Statistics (ONS), il prodotto interno lordo reale del Regno Unito è cresciuto dello 0,1% nel terzo trimestre (luglio-settembre). Un incremento modesto, inferiore allo 0,2% registrato nel secondo trimestre dell’anno, ma comunque superiore alle attese degli analisti: ad esempio, Capital Economics aveva stimato un aumento altrettanto contenuto dello 0,1%, penalizzato dall’impatto sul settore manifatturiero causato dall’attacco informatico a Jaguar Land Rover, “che dovrebbe essere compensato nel quarto trimestre“.
Guardando al traino del dato di questo trimestre, dal punto di vista dei singoli settori, la crescita è stata sostenuta da un aumento dello 0,2% nei servizi e dello 0,2% nelle costruzioni, mentre il settore produttivo ha segnato un calo dello 0,3%.
Sempre l’ONS segnala inoltre che il PIL reale pro capite non ha registrato variazioni nel trimestre appena concluso, pur crescendo dello 0,9% su base annua. Infine, per quanto riguarda il dato tendenziale (anno per anno), il PIL complessivo ha mostrato un aumento dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2024, in lieve accelerazione rispetto all’1,1% del trimestre precedente.
PIL UK sotto la lente di BoE, tra risparmi e dato Q4 2025
Sostanzialmente, nella prima metà del 2025, la Gran Bretagna è stata tra le grandi economie avanzate del G7 a registrare la crescita più sostenuta, insieme al Giappone. Da allora, però, il Paese ha subito un significativo rallentamento, in parte legato ai mesi di incertezza generati dalle ipotesi di aumenti fiscali nel secondo bilancio del Cancelliere dello Scacchiere Reeves, annunciato il 26 novembre.
E non solo il Paese. Sempre l’ONS ha affermato che il tasso di risparmio delle famiglie è sceso di 0,7 punti percentuali, portandosi al 9,5% (il livello più basso da oltre un anno) per via dell’impatto negativo sull’reddito disponibile reale, penalizzato dagli aumenti fiscali, superiori alla crescita del reddito, e dall’inflazione. Nonostante questo, i consumi delle famiglie sono aumentati dello 0,3% rispetto al secondo trimestre, quando non si era registrata alcuna crescita, segnando il ritmo di espansione trimestrale più veloce nell’ultimo anno.
Di fronte a questi dati, la Banca d’Inghilterra, a pochi giorni dal taglio dei 25 punti base che ha portato il tasso di interesse al 3,75%, ha indicato di prevedere una crescita pari a zero nel periodo ottobre-dicembre, pur ritenendo che il ritmo di fondo dell’economia continui a oscillare intorno allo 0,2% a trimestre.
Sterlina più forte e gilt in rally: il mercato oggi
Nel frattempo, la sterlina si rafforza nei confronti delle principali valute, sostenuta appunto dalla pubblicazione dei dati sul PIL del terzo trimestre del Regno Unito. Nell’ordierna sessione, la coppia GBP/USD ha segnato un rialzo dello 0,3%, toccando quota 1,3420, mentre il dollaro USA ha subito una leggera pressione.
Gli investitori adottano un atteggiamento prudente in attesa dei dati preliminari sul PIL statunitense del terzo trimestre, attesi per martedì. L’attenzione del mercato sarà rivolta a questi numeri, che dovrebbero indicare una crescita annualizzata del 3,2%, in rallentamento rispetto al 3,8% registrato nel secondo trimestre, fornendo nuovi segnali sullo stato di salute dell’economia statunitense.
Guardando invece al mercato obbligazionario del Regno Unito, i gilt continuano a mostrare rendimenti relativamente elevati, con il titolo decennale che si muove in area 4,4‑4,5%, scontando ancora il cut della BoE nonché una rinnovata cautela degli investitori nei confronti dei conti pubblici.
PIL, sterlina e gilt: opportunità e rischi per i possessori di certificati
Segnali incoraggianti, dunque, per gli investitori e per i possessori di certificati legati all’economia britannica. Tra crescita del PIL nel terzo trimestre (modesta ma in linea con le stime di consensus), l’odierno rafforzamento della valuta rispetto al dollaro e i rendimenti elevati dei gilt, i certificati collegati alla valuta o ai titoli di Stato potrebbero beneficiare di maggiori rendimenti.
Attenzione però alla volatilità, che potrebbe aumentare a causa degli alti rendimenti dei gilt, e al calo del tasso di risparmio insieme all’impatto della fiscalità sul reddito disponibile, fattori questi ultimi che potrebbero frenare i consumi interni e influenzare negativamente i certificati con leva o quelli legati al settore dei consumi.
In sintesi, le oscillazioni di PIL, tassi di interesse, sterlina e rendimenti dei gilt delineano al tempo stesso opportunità e rischi, rendendo essenziale seguire attentamente le mosse della Bank of England e i dati macro statunitensi, che influenzano indirettamente i flussi sulla valuta e sul mercato obbligazionario britannico.

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