PIL UK in calo a ottobre: economia britannica sotto stress alla vigilia del voto BoE

Lieve calo del PIL per il Regno Unito: secondo l’ultimo report dell’Ufficio nazionale di statistica (ONS), a ottobre la crescita congiunturale segna -0,1%, mentre su base annua il dato si attesta all’1,1%. Un altro dato in più che peserà sulle prossime decisioni della Bank of England, chiamata a riunirsi il 18 dicembre per valutare un possibile taglio ai tassi di interesse.

Economia UK debole: PIL scende a -0,1% nel mese di ottobre

Continua la stagnazione dell’economia britannica: l’ultimo bollettino dell’ONS certifica un andamento decisamente negativo per il Regno Unito, con l’economia che ha registrato una contrazione dello 0,1% a ottobre 2025, contro le aspettative degli economisti che avevano previsto una crescita dello 0,1% Ancora più significativo è il quadro trimestrale: tra agosto e ottobre l’economia britannica non è cresciuta affatto.

A influire sul dato di ottobre sono stati i risultati negativi di diversi comparti chiave, tra cui servizi, manifattura ed edilizia. I servizi, pilastro dell’economia britannica, hanno registrato un calo dello 0,3%, confermando la debolezza del settore principale. La produzione manifatturiera ha segnato una crescita dell’1,1% nel mese, insufficiente però a compensare le perdite diffuse negli altri settori, mentre il comparto delle costruzioni ha registrato una contrazione dello 0,6%.

Il quadro che emerge è dunque quelli di un’economia che stenta a crescere, frenata da investimenti insufficienti e da una produttività stagnante, alla quale la Brexit ha anche contribuito. Secondo uno studio del National Bureau of Economic Research, entro il 2025 la Brexit avrebbe contribuito nel corso degli anni a ridurre il PIL britannico tra il 6% e l’8%, e gli investimenti tra il 12% e il 18%.

PIL e inflazione UK al centro della prossima riunione BoE

Dopo quattro mesi consecutivi senza crescita, gli economisti ritengono che l’ultima rilevazione potrebbe spingere la Bank of England a considerare un taglio dei tassi di interesse già nella prossima settimana, sulla scia del calo delle pressioni inflazionistiche, delle prospettive economiche deboli e dell’aumento della disoccupazione.

A pesare sul dato di ottobre è stato anche il Budget 2026, la Legge di Bilancio presentata dal Cancelliere dello Scacchiere Reeves. Secondo Scott Gardner, stratega degli investimenti presso JP Morgan Personal Investing, il provvedimento ha avuto infatti un effetto paralizzante: “la speculazione sul bilancio e l’incertezza sui possibili cambiamenti fiscali hanno smorzato l’umore di imprese e consumatori, portando molti a rimandare decisioni chiave fino alla presentazione del bilancio”, ha spiegato Gardner.

Questa perdita di slancio, però, potrebbe avere un effetto positivo sull’inflazione. Lo sottolinea Andrew Wishart, economista senior per il Regno Unito presso Berenberg: “l’economia britannica ha vacillato più di quanto ci aspettassimo. Questo rallentamento dovrebbe ridurre l’inflazione più rapidamente del previsto, offrendo alla Bank of England l’opportunità di intervenire sui tassi di interesse”. A sua volta, quasi paradossalmente, alcune delle misure del Budget 2026 potrebbero contribuire a questa dinamica. Secondo l’Office for Budget Responsibility, gli sgravi sulle bollette energetiche, sulle tariffe di prescrizione e sull’imposta sul carburante potrebbero ridurre l’inflazione complessiva fino a mezzo punto percentuale nel corso del prossimo anno.

Il tasso di inflazione complessiva della Gran Bretagna è sceso al 3,6% nei 12 mesi fino a ottobre, segnando il primo calo da maggio, ma restando ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della BoE. Secondo il sondaggio Reuters, i dati preliminari di novembre, attesi mercoledì, dovrebbero indicare un’ulteriore riduzione al 3,5%, poche ore prima della riunione del MPC.

I mercati finanziari si aspettano ampiamente che la Bank of England tagli i tassi di interesse per la sesta volta dalla scorsa estate nella prossima riunione di politica monetaria, in programma giovedì. A meno di sorprese nei dati economici attesi prima dell’annuncio, gli analisti intervistati da Reuters prevedono che i membri del Comitato di politica monetaria (MPC) voteranno 5-4 per ridurre il tasso di riferimento dal 4,0% al 3,75%. Si tratterebbe della prima riduzione da agosto, portando gli oneri finanziari al minimo degli ultimi tre anni.

PIL UK in calo e mosse BoE in arrivo: cosa cambia per i possessori di certificati

Scenario a doppia velocità per investitori e possessori di certificati legati ai tassi di interesse o all’andamento dell’economia britannica.

Se da una parte il possibile taglio dei tassi della Bank of England potrebbe favorire certificati con sottostante legato ai tassi fissi o variabili, aumentando il loro valore e riducendo i costi di finanziamento impliciti, allo stesso tempo, la stagnazione del PIL e il rallentamento dei comparti chiave – servizi, manifattura ed edilizia – potrebbero penalizzare i certificati indicizzati all’andamento dell’economia reale o ai principali indici britannici, riducendo potenzialmente i rendimenti in caso di performance negativa.

C’è da dire che le misure del Budget 2026, pensate per contenere l’inflazione, potrebbero contribuire a ridurre alcuni rischi legati ai costi e a sostenere la stabilità dei prodotti finanziari indicizzati ai tassi. Tuttavia, è ancora troppo presto per valutarne appieno l’impatto complessivo.

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