Poste Italiane ha archiviato i primi nove mesi del 2025 con risultati record, confermando la solidità del proprio modello e la capacità di crescere trasversalmente in ogni area di business, nonostante il quadro macroeconomico resti complesso. Nel periodo gennaio-settembre, il gruppo ha registrato ricavi per 9,6 miliardi di euro, in aumento del 4,5% su base annua. L’EBIT adjusted è salito a 2,5 miliardi (+10,5%), mentre l’utile netto ha toccato 1,8 miliardi, in crescita dell’11,2%. Anche il terzo trimestre ha confermato il trend positivo, con ricavi pari a 3,2 miliardi, un EBIT adjusted di 856 milioni e un utile netto di 603 milioni.
Sul fronte dei costi totali, nei primi nove mesi l’esborso è stato di 7,8 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente (2,5 miliardi nel solo terzo trimestre, +2,2%). I costi del personale ammontano a 4,2 miliardi nei nove mesi (+2,4%) e a 1,3 miliardi nel trimestre (+1,1%), mentre i costi non HR si attestano a 3,4 miliardi, in aumento del 5,2% anno su anno (1,1 miliardi nel terzo trimestre, +4,4%).
Da segnalare inoltre le attività finanziarie investite (AFI) dei clienti del gruppo, che raggiungono quota 601 miliardi di euro (+10 miliardi rispetto a dicembre 2024), e la posizione patrimoniale, con il Total Capital Ratio di BancoPosta pari al 24% (CET1 ratio al 20,5%), il Leverage ratio al 3,2% e il Solvency II ratio del gruppo assicurativo Poste Vita del 312%.
Tra i comparti, il segmento Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione mostra un andamento robusto grazie al traino della logistica: i ricavi dei pacchi salgono a 1,2 miliardi (+8,4%), con volumi in aumento del 12,3%. Resta in lieve flessione la corrispondenza tradizionale, ma cresce la quota dei pacchi consegnati dai portalettere, ora pari al 45%. A sua volta il ramo dei Servizi Finanziari registra ricavi per 4,2 miliardi (+4,6%), trainato dal margine di interesse e dalle commissioni sul risparmio postale, con l’EBIT adjusted in aumento del 23%. In quello Assicurativo, i ricavi raggiungono 1,4 miliardi (+10,2%) e i premi lordi ammontano a 16,8 miliardi, mentre l’EBIT adjusted supera 1,17 miliardi. La divisione Postepay consolida infine il ruolo di motore digitale del gruppo, con ricavi oltre 1,2 miliardi (+4,7%), transazioni in crescita del 12,8% e una forte espansione dell’offerta energia, ormai prossima al milione di clienti.
Poste Italiane, guidance 2025 confermata e novità acconto sul dividendo
Nel comunicato, l’AD di Poste Matteo Del Fante ha commentato i risultati dei primi nove mesi con toni decisi e fiduciosi: “Dopo cinque trimestri consecutivi con una performance a livelli record, abbiamo nuovamente raggiunto risultati straordinari”, a conferma della “nostra capacità di generare una crescita sostenibile e redditizia in tutti i segmenti di business, grazie a una solida esecuzione commerciale e a un’efficace gestione dei costi“. L’AD ha inoltre ribadito la piena fiducia nel raggiungimento della guidance aggiornata per l’intero 2025, “che prevede un EBIT adjusted di 3,2 miliardi e un utile netto di 2,2 miliardi”.
Nel corso dell’anno, Poste Italiane continuerà a investire nella digitalizzazione, nello sviluppo della logistica end-to-end, nell’espansione dell’ecosistema Postepay e nel progetto “Polis”, che ha già trasformato oltre 4.300 uffici postali in punti di accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione.
Sul fronte strategico, prosegue inoltre l’integrazione con TIM: con il 24,81% delle azioni ordinarie dell’ex monopolista, Poste Italiane ha lanciato nei negozi TIM l’offerta “TIM Energia powered by Poste Italiane” e ha siglato una lettera di intenti per una joint venture dedicata ai servizi IT basati su cloud. Sempre l’AD Del Fante ha precisato che il capital gain teorico dell’investimento in TIM si attesta intorno agli 800 milioni di euro. L’investimento iniziale di Poste era di circa 1,1 miliardi, mentre oggi la quota detenuta ha un valore di circa 1,9 miliardi, a testimonianza della significativa valorizzazione del capitale e della strategicità dell’operazione per il gruppo.
Infine, Poste Italiane ha annunciato che il 26 novembre distribuirà “un acconto sul dividendo record di € 0,40 per azione, equivalente a € 518 milioni totali, in crescita di un consistente 21% rispetto all’anno scorso”.
Poste Italiane, benefit in arrivo per i possessori di certificate
Tra ricavi e utili ai massimi storici e l’annuncio del nuovo acconto sul dividendo, i possessori di certificate legati a Poste Italiane non riceveranno altro che benefit da questa trimestrale.
In particolare, l’aumento del dividendo a 0,40 euro per azione comporterà un adeguamento dei prezzi di riferimento dei certificate con sottostante Poste Italiane, con possibili rettifiche del valore tecnico e dei payout attesi. Parallelamente, la conferma della guidance 2025 e la crescita costante di ricavi e utile netto consolidano le prospettive di stabilità e di potenziale apprezzamento del titolo, elementi positivi per i certificate che replicano la performance azionaria o includono meccanismi di rimborso legati al prezzo delle azioni.
In sintesi, i possessori di certificate vedranno adeguamenti tecnici legati al dividendo ma benefici potenziali derivanti dalla solidità dei risultati e dalla crescita strategica del gruppo.
