Venti contrari e valutazioni elevate renderanno il 2026 un anno difficile per il settore automobilistico. A sostenerlo è Barclays, che in un recente report ha ribadito una view negativa per l’automotive, con tanto di downgrade per diversi titoli di punta del comparto.
2026 in salita per l’automotive europeo: Barclays conferma la view negativa
Barclays prevede un 2026 difficile per il settore automobilistico europeo, penalizzato dai persistenti venti contrari strutturali e dalle valutazioni elevate. In un recente report, la banca ha ribadito la sua “visione negativa del settore automobilistico europeo fino al 2026” e ha evidenziato come le prospettive restino complicate nonostante alcune iniziative di ripresa tra i costruttori.
Secondo Barclays, sebbene ci siano diverse storie di ripresa e autosufficienza tra gli OEM dell’UE, “anche con utili normalizzati per il 2027 la maggior parte dei livelli di valutazione si attesta ben al di sopra delle medie storiche“.
Tra gli ostacoli strutturali principali, la società segnala l’erosione del pool di profitti in Cina come problema centrale per gli OEM (soprattutto tedeschi), mentre i dazi statunitensi continueranno a gravare sull’EBIT margin di 100-150 punti base.
A questi fattori si sommano la pressione dei prezzi nell’UE, la crescente concorrenza degli OEM cinesi in Europa e in America Latina, la debolezza dei veicoli commerciali leggeri e la domanda globale di veicoli di lusso meno sostenuta, elementi che “hanno contribuito ad aumentare gli ostacoli e hanno causato profit warning da parte degli OEM UE intorno alla fase del terzo trimestre“.
Nel complesso, Barclays ritiene che il potenziale di rialzo del mix prezzi-volume sarà difficile da realizzare nel 2026. Anche i cambi valutari rappresenteranno un ostacolo, mentre la regolamentazione europea imporrà vendite di veicoli elettrici a batteria con margini più diluiti. Di conseguenza, “gran parte della crescita degli utili 2026/27 dovrà derivare da tagli ai costi/autofinanziamento“.
Update Barclays per rating e target price: giù BMW e Porsche, stabili Volkswagen, Renault e Mercedes
Passando al fronte delle singole società, Barclays ha rivisto rating e target price di diversi marchi automobilistici europei. In primis, ha declassato BMW a “underweight” da “equal weight”, con target price invariato a 82,50 euro, implicando però un ribasso del 12% rispetto ai livelli attuali di 93,06 euro. Barclays stima per la casa di München un EBIT di circa 6,5 miliardi euro e un margine del 5,2% per il 2026, rispettivamente 7% e 50 punti base inferiori al consenso Bloomberg.
A sua volta, anche Porsche AG viene declassata a “underweight” da “equal weight”, con target price ridotto a 40 euro da 42,50 euro, il che rappresenta un ribasso del 15% rispetto ai livelli di 46,49 euro. Barclays prevede per la casa automobilistica di Stoccarda un EBIT 2027 circa il 6% sotto il consenso, con una produzione inferiore di circa 20.000 unità rispetto alle attese del mercato.
Di contro, la banca rimane positiva per altri titoli. Ad esempio, Volkswagen mantiene invece il rating “overweight” con target price confermato a 125 euro (circa un rialzo del 21%). Per il 2026, la banca stima un EBIT di 18 miliardi euro e un free cash flow di 5,5 miliardi euro, circa il 20% sopra il consenso.
Anche Renault mantiene il rating “overweight”, ma il target price scende a 42,50 da 50 euro, il che offre comunque un potenziale rialzo del 19% rispetto ai livelli attuali di 34,68 euro. Il titolo si distingue per il rendimento di free cash flow più alto tra i produttori europei: intorno al 15% per il 2026-27.
Infine, Mercedes-Benz conserva il rating “equal weight”, con target price rivisto a 55 da 52,50 euro, sebbene ciò rappresenti un ribasso del 9% rispetto ai livelli di 60,36 euro. Barclays privilegia Mercedes rispetto a BMW, sottolineando “il più forte FCF di MBG nella seconda metà dell’anno e il riavvio del suo programma SBB rispetto all’allarme del terzo trimestre di BMW e alla forte performance del titolo“.
Barclays e nuovi rating: rischi e opportunità per possessori di certificati
Valutazioni elevate, margini in calo e contesto globale complesso: un mix che rende cruciale per investitori e possessori di certificati valutare attentamente l’esposizione al rischio e le potenzialità di rendimento dei singoli titoli nel 2026. Soprattutto con le ultime revisioni di Barclays su rating e target price di alcune delle principali case automobilistiche europee.
In particolare, i downgrade su BMW e Porsche, accompagnati da target price al ribasso , indicano un rischio più elevato di performance negativa per i certificati legati a questi titoli, in particolare per quelli a leva o con barriere di protezione ridotte.
Di contro, il mantenimento del rating “overweight” su Volkswagen e Renault, supportato da stime di free cash flow solide, offre una prospettiva più favorevole: i certificati collegati a questi marchi potrebbero beneficiare di eventuali rialzi dei corsi e rappresentare un’opportunità più stabile nel contesto attuale.


