Continua a farsi sentire lo shutdown negli Stati Uniti, e così sui mercati finanziari. In assenza dei dati ufficiali della Federal Reserve sull’occupazione, l’attenzione si è spostata sul report mensile della Automated Data Processing (ADP). E il quadro non è confortante, al punto che i rendimenti dei Treasury sono scesi bruscamente.
Shutdown USA, in attesa della FED arriva il report ADP
Ancora non si sa nulla se la FED provvederà o meno a pubblicare oggi 3 ottobre i dati sull’occupazione nazionale. A causa del blocco governativo scattato dalla mezzanotte del 1° ottobre (ore 6 in Italia), agenzie e servizi statali sono in fase di “risparmio energetico”. E così la FED, che potrebbe far slittare la pubblicazione di un report cruciale per gli investitori, essendo utilizzato per valutare la stabilità dell’economia e del mercato del lavoro.
In assenza di questo report, i mercati inevitabilmente hanno rivolto lo sguardo verso fonti “secondarie”. Come quello di Automated Data Processing, che ogni mese pubblica un’analisi del mercato del lavoro basata sui dati aggregati provenienti dal settore privato non agricolo.
E la situazione non è affatto delle migliori. Gli occupati del settore privato hanno registrato infatti un decremento di 32 mila posti di lavoro, dopo i -3 mila del mese precedente (dato rivisto da un preliminare di +54 mila).
Nel dettaglio, il calo maggiore riguarda il settore dei servizi (-28 mila), in particolare Leisure/hospitality (-19 mila) e Professional/business services (-13 mila). A livello aziendale, le piccole imprese (meno di 50 dipendenti) perdono 40 mila occupati, quelle di medie dimensioni (tra 50 e 500 dipendenti) ne lasciano sul campo 20 mila, mentre le grandi imprese (sopra i 500 dipendenti) registrano un aumento di 33 mila unità.
Numeri che deludono le attese degli analisti, i quali prevedevano un incremento di 51 mila unità nel rapporto del Bureau of Labor Statistics (BLS). Non sorprende quindi che i rendimenti dei Treasury abbiano subito un deciso ridimensionamento.
Calo dei Treasury, stabili i listini azionari
Alla pubblicazione dei dati ADP, i rendimenti dei Treasury sono scesi sensibilmente: in particolare, quello dei bond decennali è calato al 4,11% dal 4,16% di martedì sera, toccando un minimo intraday del 4,09%. A sua volta, il rendimento dei Treasury con durata biennale è sceso di sette punti base al 3,54%, segnando il calo più marcato da quasi un mese.
Il motivo? Il report ADP, più debole delle attese, ha rafforzato l’idea di futuri tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, il che non è il massimo per il mercato obbligazionario.
Al contrario, nel mercato azionario la situazione è più tranquilla. L’S&P 500 è salito dello 0,2% nelle contrattazioni del primo pomeriggio di ieri. Il Dow Jones Industrial Average ha aggiunto 20 punti, meno dello 0,1%, restando vicino al record storico toccato il giorno precedente, mentre il Nasdaq Composite è avanzato dello 0,3%.
Alla fine, Wall Street non ha troppa paura dello shutdown federale, anche perché l’attesa è tutta rivolta sul più completo rapporto mensile del governo USA sull’occupazione. La speranza è che il rallentamento occupazionale avvenga con estrema precisione: abbastanza da convincere la Federal Reserve a continuare a tagliare i tassi, ma non così tanto da provocare una recessione.
L’evoluzione dei bond e le conseguenze per i certificate
Al momento, il calo dei rendimenti dei Treasury sembra transitorio, perciò gli effetti a lungo termine su prodotti come i certificate legati ai bond americani dovrebbero rimanere limitati.
Se invece il calo dovesse prolungarsi, anche a seguito di ulteriori tagli dei tassi da parte della FED, le conseguenze potrebbero essere più pronunciate, anche su più tipologie di prodotti. In particolare, i certificate con barriere o cedole legate alla volatilità o ai tassi potrebbero subire movimenti più marcati, mentre i prodotti a capitale protetto o condizionatamente protetto legati ai Treasury potrebbero trarre beneficio dal ribasso dei rendimenti, grazie alla rivalutazione delle obbligazioni sottostanti.
Toccherà aspettare la pubblicazione dei dati governativi e l’evoluzione dello shutdown per capire meglio se i rendimenti subiranno ulteriori pressioni in futuro.

[…] è che, negli ultimi tempi, questi dati risultano sempre più difficili da reperire, come accaduto per le statistiche sull’occupazione. E a momenti per l’inflazione: per fortuna, il report è stato pubblicato il 24 […]