Spesa record per la Difesa in Europa: Germania punta al 3,5% del PIL


La spesa per la difesa sarà un tema centrale in Europa nei prossimi anni, con la Germania che guida la corsa con piani di investimento talmente impressionanti. Ma Berlino non sarà l’unica a rafforzare la propria difesa: anche Francia e Italia stanno seguendo la stessa strada, e così anche Giappone e Stati Uniti. Decisivi saranno dunque nei prossimi anni le emissioni di Treasury bonds e titoli di Stato vari.

Europa e il mondo in corsa agli armamenti (con la Germania tra le principali)

La Germania prevede di portare la spesa militare a quasi il 3,5% del PIL nel 2029, rispetto al 2,1% del 2024. A dirlo è una ricerca firmata Goldman Sachs, secondo cui l’incremento della spesa dovrebbe innalzare il PIL tedesco dello 0,8% rispetto al 2024, con ordini per la difesa cresciuti in modo significativo nel quarto trimestre dello scorso anno, a seguito dell’approvazione del bilancio 2025 a settembre. Entrando nel dettaglio, il governo tedesco punta a superare i 100 miliardi di euro destinati a equipaggiamenti e manutenzione entro il 2029, pari al 2% del PIL, contro i 32 miliardi di euro del 2024, equivalenti allo 0,77% del PIL.

Numeri che pongono la Germania tra le potenze europee con la spesa militare più alta, anche se gli altri Paesi dell’UE non restano a guardare. È il caso della Francia, che, come annunciato mesi fa dal presidente Emmanuel Macron, punta a raddoppiare il bilancio militare entro il 2027, anticipando di tre anni il precedente obiettivo fissato al 2030. Secondo Reuters, il bilancio, che nel 2017 era di 32 miliardi di euro, salirà a 64 miliardi entro il 2027, con 3,5 miliardi aggiuntivi previsti per il 2026 e altri 3 miliardi nel 2027.

Per quanto riguarda invece l’Italia, il governo ha già stanziato per il 2025 un budget della Difesa di 31.298,4 milioni di euro, con previsioni di 31.208,6 milioni per il 2026 e 31.749,4 milioni per il 2027, confermando l’impegno a sostenere la spesa militare anche nei prossimi anni.

Ma la corsa alla difesa non riguarda solo l’Europa: anche nel resto del mondo si punta alla crescita della spesa militare. Si veda il Giappone, che ha annunciato un piano record che prevede oltre 9.000 miliardi di yen (circa 48,8 miliardi di euro) per il prossimo anno, al fine di rafforzare le proprie capacità militari in risposta alle crescenti tensioni con la Cina legate a Taiwan. Mentre, dall’altro lato dell’Atlantico, l’amministrazione statunitense ha dichiarato l’intenzione di portare la spesa nazionale per la difesa fino a 1,5 trilioni di dollari entro il 2027, senza però precisare al momento le modalità di finanziamento.

Bond sovrani, nel 2026 record di emissioni per finanziare la Difesa (e non solo)

Per finanziare queste ingenti spese, i Paesi dovranno però intervenire rapidamente, probabilmente ricorrendo all’indebitamento pubblico. In un precedente report, sempre Goldman Sachs aveva evidenziato che i leader europei stanno valutando una strategia comune per aumentare la spesa militare, “che potrebbe comportare l’emissione di più debito a livello nazionale o comunitario, oppure la creazione di nuovi strumenti di prestito da parte delle istituzioni europee”.

In quest’ottica, Germania, Francia e Italia hanno già annunciato piani di emissione di obbligazioni per decine di miliardi di euro nel corso del 2026. Nel caso della locomotiva dell’Europa, è stato approvato un programma che porterà le emissioni di debito pubblico a un livello record di 512 miliardi di euro. La Francia prevede, nello stesso anno, un’emissione netta di circa 310 miliardi di euro in titoli a medio-lungo termine. L’Italia, secondo il piano del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dovrà raccogliere tra 350 e 365 miliardi di euro attraverso il mercato dei capitali.

Anche il Giappone farà ricorso alle emissioni obbligazionarie per finanziare il proprio budget di difesa record: il governo prevede infatti di collocare nuovi titoli di Stato per circa 29,6 trilioni di yen (189,5 miliardi di dollari).

A prescindere, però, il principale emittente di bond rimangono gli Stati Uniti, dove “ampi deficit fiscali, elevata spesa per interessi e sostanziali esigenze di rifinanziamento del debito” potrebbero spingere le emissioni di titoli a lungo termine a 4,9 trilioni di dollari, secondo un report di S&P Global.

Il 2026 si prospetta così come un anno record per le emissioni sovrane, forse addirittura superiore alle stime già elevate indicate da LSEG Deals Intelligence: il report sul 2025 aveva fotografato un mercato europeo del debito complessivo di circa 2.700 miliardi di dollari, pari al 17% del totale mondiale, stimato in 12.100 miliardi di dollari.

Bond sovrani e spesa militare: sfide e opportunità per i possessori di certificati

È indubbio che l’aumento record della spesa per la difesa e le conseguenti emissioni di bond sovrani previste nel 2026 in Germania, Francia, Italia, Giappone e Stati Uniti creeranno scenari nuovi non solo per gli investitori ma anche per i possessori di certificati legati a titoli di Stato.

Se da un lato l’incremento dell’offerta di debito pubblico potrebbe rappresentare un’opportunità di rendimento, dall’altro potrebbe comportare anche dei rischi a livello di rendimenti e volatilità, dato che entrerebbe in gioco la variabile della sostenibilità finanziaria.

Gli Stati dovranno infatti gestire l’aumento delle spese militari senza compromettere la propria capacità di onorare interessi e rimborsare i titoli, e quindi dovranno bilanciare l’espansione dei piani di difesa con il mantenimento di profili di rischio accettabili.

In altre parole, la corsa agli armamenti in Europa e nel mondo offrirà opportunità di rendimento più elevate, ma comporterà anche rischi significativi, il che renderà indispensabile per gli investitori un monitoraggio costante dei bilanci pubblici e delle dinamiche dei mercati obbligazionari.

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