Il 2025 si chiude per Stellantis come un anno complesso ma ricco di risultati significativi, tra performance positive di alcuni marchi, sfide nella produzione europea e strategie innovative. Guardando al 2026, il gruppo punta a un futuro ambizioso, soprattutto sul lato delle alleanze strategiche.
Stellantis tra immatricolazioni in calo ma solide performance dei marchi
Il 2025 si è rivelato per il gruppo automobilistico un anno denso di sfide e insidie, ma comunque capace di chiudere con risultati positivi.
Nonostante il rallentamento registrato a novembre, con un calo del 2,7% nelle immatricolazioni e del 4,5% nei primi undici mesi, peggiore rispetto al mercato europeo (+2,4% nel mese e +1,9% nell’anno), gli analisti sottolineano le ottime performance di alcuni marchi del gruppo, come Fiat (+16,1% di nuove immatricolazioni) e Citroën (+13,7%), con il quarto trimestre che dovrebbe registrare una crescita stimata dell’1%.
Sono risultati che confermano come Stellantis, fortemente legata alla transizione verso l’elettrificazione e la decarbonizzazione in Europa, continui a fronteggiare numerosi ostacoli, ma mantenendosi solida e stabile.
Un dato che ha convinto anche DZ Bank, che ha migliorato la raccomandazione sul titolo da “Sell” a “Buy”, portando il target price a 13 euro per azione dai precedenti 7,50 euro.
Stellantis, produzione europea altalenante: picchi in Spagna e cali in Italia
Sul fronte della produzione automobilistica, il 2025 si è rivelato per Stellantis un anno soddisfacente, soprattutto per gli stabilimenti europei, sebbene con risultati non omogenei tra i diversi Paesi.
In Spagna, i tre impianti di Vigo, Zaragoza e Madrid si confermano i più produttivi del Vecchio Continente, con una produzione complessiva di circa 950 mila veicoli, sfiorando la soglia simbolica del milione. Invece i cinque stabilimenti francesi produrranno circa 661 mila unità, in crescita del 17% rispetto a un 2024 particolarmente debole.
In Italia, invece, il 2025 sarà un anno da fanalino di coda, con una produzione totale poco sopra le 300 mila unità, segnando un nuovo minimo storico per il gruppo nel Paese. In particolare, nei primi nove mesi dell’anno la produzione è crollata di oltre il 30% rispetto al 2024.
Nei prossimi anni sarà cruciale capire come Stellantis svilupperà la propria produzione in Europa. In un’intervista al Financial Times, l’amministratore delegato Antonio Filosa ha definito le proposte di Bruxelles inadatte a sostenere la transizione e a rilanciare la crescita del settore, sottolineando come la mancanza di strumenti chiari e immediati renda “molto difficile pensare a investire di più in Europa“.
Stellantis guarda alla Cina: la mossa di Leapmotor
Chiudendo il 2025, il colosso automobilistico guarda ora a un 2026 potenzialmente promettente, anche grazie alla nuova mossa della cinese Leapmotor, che potrebbe aprire interessanti prospettive di crescita internazionale.
Secondo quanto riportato da Reuters, Leapmotor ha delineato una strategia industriale ambiziosa per il prossimo decennio, puntando a superare le 4 milioni di unità vendute all’anno entro dieci anni, con una tappa intermedia di 1 milione di veicoli già nel 2026.
A sua volta, il produttore cinese ha annunciato l’emissione di 74,8 milioni di azioni a favore di FAW, colosso statale cinese, “che entrerà in una partnership tecnologica per la produzione di auto a partire dal 2026“. Questa nuova alleanza si affianca alla collaborazione già esistente con Stellantis, che controlla Leapmotor International, la joint venture dedicata alla distribuzione e produzione sui mercati internazionali.
Stellantis ha investito ingenti risorse in Leapmotor, infatti un’accelerazione nello sviluppo di nuovi modelli a marchio Leapmotor, grazie al contributo di FAW, sarà utile al colosso automobilistico. Secondo gli analisti, tutto ciò gli consentirebbe non solo di ampliare l’offerta, che oggi include i SUV B10 e C10 e la citycar T03 (a breve affiancati dalla berlina compatta B05), ma anche di accedere alle avanzate tecnologie cinesi.
Stellantis tra 2025 e 2026: gli spunti per i possessori di certificati
Marchi in crescita, mosse strategiche, espansione della produzione in Europa e partnership: tutti spunti interessanti che investitori e possessori di certificati legati a Stellantis dovrebbero prendere in considerazione.
Tra l’altro, l’aumento del target price a 13 euro per azione da parte di DZ Bank rafforza a sua volta la percezione di stabilità e potenziale di crescita del titolo, fattore che potrebbe tradursi in un impatto positivo sul valore dei certificati.
Centrale sarà però l’evoluzione del gruppo nel complesso contesto europeo, così come lo sviluppo della nuova opportunità legata alla Cina: dall’ampliamento dell’offerta all’accesso a tecnologie avanzate, ogni passo potrà influenzare l’andamento del gruppo automobilistico, e quindi la performance dei strumenti derivati sul titolo.
