Stellantis accelera nel primo trimestre 2026: crescita del 5% rispetto al 2025

Stellantis apre il 2026 con risultati positivi nel primo trimestre. Il gruppo automobilistico italo-francese ha immatricolato oltre 500 mila veicoli nei primi tre mesi dell’anno, registrando una crescita del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di un mercato in aumento del 3,7%. Diventando così l’unico tra i primi dieci costruttori a incrementare la propria quota di mercato nel trimestre.

Una partenza che fa ben sperare sulla ripresa della casa automobilistica, dopo le difficoltà registrate nei mesi precedenti.

Stellantis, primo trimestre 2026: quota di mercato ai massimi da due anni

Stellantis chiude il primo trimestre 2026 in Europa con 696.676 veicoli venduti, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, in un mercato complessivamente aumentato del 3,7%. La quota di mercato del gruppo sale così al 17,5%, il livello più alto degli ultimi due anni, arrivando al 18,1% se si includono anche le vendite di Leapmotor International.

A trainare la performance sono soprattutto alcuni marchi chiave del portafoglio: FIAT segna un +25,4%, seguita da Lancia (+15,7%), Citroën (+12,3%) e Opel/Vauxhall (+10,5%).

Sul fronte geografico spiccano i risultati in Germania (+15,2%), Austria (+31,1%) e Polonia (+18%), mentre restano positivi anche Italia (+6,7%) e Spagna (+6,1%). In particolare, in Francia il gruppo si conferma leader di mercato con una quota vicina al 31% e cinque modelli tra i dieci più venduti.

Stellantis mantiene inoltre la prima posizione nei veicoli commerciali leggeri, con il 28,7% di quota, e nel segmento ibrido, dove raggiunge il 21,6%.

Stellantis, segnali di ripresa dopo la crisi di febbraio

Inutile negarlo: i dati dei primi tre mesi del 2026 confermano il percorso di recupero avviato da Stellantis dopo una fase particolarmente complessa. In particolare quella di febbraio, quando il gruppo automobilistico aveva presentato alcuni dati decisamente pessimi circa la guidance dell’anno in corso: svalutazioni straordinarie per 22 miliardi di euro, accompagnate da esborsi di cassa previsti per 6,5 miliardi nel corso dei successivi quattro anni, oltre a una perdita preliminare stimata tra 19 e 21 miliardi nella seconda parte del 2025.

Una situazione estrema che aveva portato a scelte drastiche sul piano finanziario, tra cui la sospensione del dividendo relativo al 2025 e l’autorizzazione all’emissione di obbligazioni ibride perpetue fino a 5 miliardi di euro.

Il risultato: in seduta a Piazza Affari, il titolo Stellantis era arrivato a perdere fino al 24%, scendendo da 8,20 euro in apertura a 6,25 euro in chiusura, con un impatto superiore ai 5 miliardi di euro in termini di capitalizzazione.

Da febbraio fino ad oggi, il titolo non ha mostrato una traiettoria molto lineare. Dopo un rimbalzo temporaneo fino a 6,95 euro, è tornato a scendere fino a quota 5,50 euro, complice anche il clima di incertezza legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Con la pubblicazione dei nuovi dati trimestrali, però, il titolo ha ritrovato slancio, risalendo verso area 6,80 euro.

Un punto da cui partire in occasione del prossimo Investor Day.

Stellantis tra volatilità e recupero: analisti positivi in attesa dell’Investor Day

Il prossimo appuntamento rilevante per gli investitori è l’Investor Day del 21 maggio a Detroit, dove sarà presentato il nuovo piano strategico del gruppo. L’occasione ideale per (provare a) lasciarsi alle spalle le turbolenze di inizio anno e impostare una traiettoria più stabile per il 2026.

Se non altro, dalla loro hanno anche i mercati oggi. Patrick Hummel di UBS mantiene una raccomandazione Buy, con un target price fissato a 9,70 euro. Sulla stessa linea anche Jefferies: nella sua ultima analisi, Philippe Houchois conferma il giudizio positivo sul titolo, indicando un prezzo obiettivo di 10 euro.

Un sentiment che si inserisce nel solco delle considerazioni espresse da Barron’s subito dopo la fase più critica del gruppo, secondo cui il titolo avrebbe potuto offrire margini di recupero significativi. Al tempo il settimanale del gruppo Dow Jones era dell’idea che il titolo Stellantis potrebbe arrivare a guadagnare anche il 50% “semplicemente con un’esecuzione ordinaria del business”.

Nonostante le incognite legate alla struttura finanziaria e alle svalutazioni registrate, Barron’s sottolinea che i fondamentali del settore automobilistico non sono compromessi, e che l’azienda “può tornare redditizia, se sistema prodotti e distribuzione”. Il nodo centrale resta dunque aperto e sarà proprio l’Investor Day di maggio a fornire le prime risposte concrete.

Stellantis tra volatilità e stabilità: a cosa devono fare attenzione i possessori di certificati

Guardando nell’insieme, si nota una certa stabilizzazione per il titolo Stellantis, almeno nel breve periodo. Il che potrebbe risultare favorevole sia per gli investitori diretti sia per chi detiene certificati legati al titolo.

Il miglioramento delle immatricolazioni, l’aumento della quota di mercato e il rafforzamento di alcuni marchi chiave stanno contribuendo a sostenere il sottostante, riducendo la probabilità di nuove fasi di tensione immediata sull’azione. Tuttavia, le oscillazioni registrate tra 5,50 e 6,95 euro nelle ultime settimane evidenziano come la reale tenuta del titolo dipenda più dalla continuità del recupero che da un singolo trimestre positivo.

Si tratta di una fase di transizione ancora non del tutto consolidata, nella quale il rischio di un ritorno della volatilità non può essere considerato pienamente superato. Decisivo sarà quindi il prossimo Investor Day: la presentazione di un piano strategico credibile e rigoroso potrebbe rafforzare ulteriormente la fiducia del mercato e contribuire a ridurre la volatilità implicita, dando sostegno alle attuali valutazioni degli analisti.

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