TIM in crescita nei primi 9 mesi del 2025, con ricavi e utili in aumento

TIM archivia un terzo trimestre 2025 in crescita, a conferma del trend positivo dei primi nove mesi del 2025. A certificarlo è il suo Consiglio di Amministrazione, che ha approvato l’informativa finanziaria al 30 settembre 2025, dove si registrano per i primi nove mesi dell’anno ricavi, utili e tanto altro in rialzo.

TIM torna all’utile nel terzo trimestre e consolida crescita nei 9 mesi 2025

TIM chiude i primi nove mesi del 2025 con un segnale chiaro di ripresa, tornando a generare utile per tutti i suoi azionisti nel terzo trimestre dell’anno. Il gruppo guidato da Pietro Labriola ha registrato un risultato netto positivo per 23 milioni di euro nel periodo luglio-settembre, “in ulteriore miglioramento rispetto al sostanziale pareggio (-8 milioni) del secondo trimestre e alla perdita di 124 milioni del primo trimestre 2025”, come si legge nella nota ufficiale.

Un risultato trimestrale che consolida la traiettoria di crescita di TIM nei primi nove mesi del 2025. Da gennaio, il gruppo ha registrato ricavi per 10 miliardi di euro (in aumento del 2,3% su base annua), di cui 6,9 miliardi generati in Italia. I ricavi da servizi si attestano a 9,4 miliardi (+3%), con il mercato domestico che contribuisce per 6,4 miliardi, in crescita dell’1,9%.

Parallelamente, anche la redditività operativa migliora: l’EBITDA di gruppo tocca quota 3,2 miliardi di euro, segnando un incremento del 5,4% rispetto all’anno precedente. Una crescita equilibrata, divisa quasi equamente tra il mercato italiano (+4,1%) e quello brasiliano (+6,8%). L’EBITDA after lease, pari a 2,7 miliardi, mostra un aumento del 5,3%, sostenuto ancora una volta da un miglioramento domestico del 4,1%, a 1,5 miliardi di euro.

Sul fronte degli investimenti, TIM ha destinato 1,2 miliardi di euro, pari al 12,1% dei ricavi, confermando il proprio impegno nello sviluppo infrastrutturale e tecnologico. La posizione finanziaria del gruppo resta solida: l’indebitamento finanziario netto rettificato after lease al 30 settembre 2025 è rimasto pressoché stabile a 7,5 miliardi di euro, mentre l’Equity Free Cash Flow after lease del trimestre risulta positivo per 0,1 miliardi.

TIM Consumer e TIM Enterprise: andamento contrastante ma risultati solidi

Entrando nel dettaglio dei segmenti di business, i risultati del comparto Consumer mostrano una leggera flessione nei ricavi totali, pari a 4,5 miliardi di euro (-0,4%), mentre i ricavi da servizi restano sostanzialmente stabili a 4,2 miliardi. Nonostante la lieve contrazione, il gruppo registra segnali incoraggianti sul fronte della redditività media per utente: l’ARPU del fisso cresce in modo significativo, passando da 30,5 euro a fine 2024 a 31,9 euro al 30 settembre 2025, mentre quello mobile si mantiene stabile a 10,6 euro.

TIM attribuisce tali risultati anche alle attività di repricing avviate da inizio anno, che hanno interessato circa 4 milioni di linee fisse e 3,4 milioni di linee mobili, contribuendo a migliorare il profilo dei ricavi. Sul fronte della customer retention, l’impatto sul churn rate è stato inferiore alle attese, mantenendosi stabile, mentre il saldo netto di linee derivante dalla mobile number portability resta sostanzialmente neutro. Da segnalare anche la crescita dei ricavi di TIM Vision, in aumento del 4,8% rispetto all’anno precedente.

La divisione Enterprise conferma invece il suo ruolo di motore di crescita del gruppo. Nei primi nove mesi dell’anno, i ricavi totali hanno raggiunto 2,4 miliardi di euro (+4,4%), mentre i ricavi da servizi sono saliti a 2,2 miliardi (+5,5%), con una performance superiore a quella del mercato di riferimento. A sostenere l’espansione è soprattutto il segmento Cloud, che si conferma la principale linea di business, registrando un incremento del 23% nei ricavi da servizi, anche grazie ai servizi offerti al Polo Strategico Nazionale.

La quota di ricavi da servizi ICT è salita al 65%, con un miglioramento di 3 punti percentuali su base annua, mentre la connettività mostra una lieve contrazione. In crescita anche il contributo delle factories di Gruppo, che guadagnano 2 punti rispetto al 2024. Da segnalare infine il portafoglio ordini della divisione, atteso in crescita a circa 4,0 miliardi entro la fine dell’anno.

Partnership TIM-Poste: sinergie su energia, mobile e servizi digitali

Sempre nel comunicato, il management di TIM ha illustrato al Consiglio di Amministrazione le potenziali sinergie con Poste Italiane, presentando una serie di iniziative già avviate e progetti futuri di collaborazione. Tra le novità più rilevanti figura il lancio, al termine del trimestre, del nuovo servizio “TIM Energia powered by Poste Italiane”, dedicato ai clienti retail, “che ha ricevuto un’accoglienza positiva dal mercato“. Sempre sul fronte Consumer, oltre al nuovo servizio, le due società hanno siglato un contratto MVNO per PosteMobile, che prevede la migrazione dei clienti verso la rete TIM nel primo trimestre del 2026.

Parallelamente, sono in corso valutazioni su nuove iniziative di cross selling, rivolte sia ai clienti retail sia al segmento delle piccole imprese, con l’obiettivo di ampliare l’offerta commerciale e incrementare la fidelizzazione.

Un altro tassello della collaborazione tra TIM e Poste riguarda il mondo dei servizi digitali avanzati. Le due realtà hanno infatti firmato un memorandum d’intesa per la creazione di una joint venture strategicafocalizzata sui servizi cloud di nuova generazione e sulle applicazioni di intelligenza artificiale generativa, basate su tecnologie open-source e piattaforme sovrane“. Secondo la lettera d’intenti, la nuova società verrà costituita nel corso del 2026, con TIM al 51% e Poste Italiane al 49%. Un aggiornamento più dettagliato sull’operazione è atteso a febbraio 2026, in occasione della presentazione del nuovo piano industriale.

Da TIM segnali positivi per i possessori di certificate

Segnali dunque incoraggianti da TIM, che con il ritorno all’utile nel terzo trimestre 2025 e la solidità dei conti in generale dimostra ancora una volta di essere una società solida agli occhi di investitori e possessori di certificate legati al titolo TIM.

In particolare, a rafforzare la percezione di solidità sono la combinazione di fattori chiave quali: ricavi in crescita, margini operativi in miglioramento, un debito stabile e sotto controllo. E soprattutto l’EBITDA di gruppo, che insieme al ritorno all’utile netto positivo riduce i rischi di volatilità e migliora le prospettive di tenuta del prezzo delle azioni: un elemento particolarmente rilevante per i certificate con barriere o cedole condizionate. Anche la generazione di cassa positiva e l’assenza di tensioni sul fronte dell’indebitamento contribuiscono a creare un contesto più rassicurante per gli investitori, in attesa degli ulteriori aggiornamenti sul piano industriale.

A completare il quadro si aggiungono le sinergie con Poste Italiane, che aprono nuove prospettive di sviluppo in settori ad alto potenziale (dall’energia ai servizi cloud fino all’intelligenza artificiale). 

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