Trimestrali Q4 2025 per BofA, Wells Fargo e Citi: risultati solidi ma con ombre

L’anno finanziario 2025 si chiude con la pubblicazione degli ultimi risultati trimestrali, e tra i protagonisti ci sono Bank of America (BofA), Wells Fargo e Citigroup. Tre colossi bancari che hanno presentato bilanci del quarto trimestre di alto livello, ma ciononostante non privi di alcuni aspetti critici che non sono sfuggiti al mercato.

Bank of America chiude il Q4 2025 con utili netti a 7,6 miliardi

Partiamo da Bank of America, che chiude il quarto trimestre 2025 con l’utile netto a 7,6 miliardi di dollari (+12% rispetto ai 6,8 miliardi dello stesso periodo del 2024) e l’utile diluito per azione a 0,98 dollari (+18%). Per l’intero 2025, l’utile netto supera i 30 miliardi di dollari (+13%), corrispondente a un utile per azione diluita di 3,81 dollari, su ricavi netti da interessi di 113 miliardi (+7%).

Per quanto riguarda i ricavi trimestrali, la banca raggiunge i 28,4 miliardi di dollari (+7%), risultato trainato da un aumento del reddito netto da interessi, dalle commissioni di gestione patrimoniale e dai ricavi da trading.

A sua volta, l’accantonamento per perdite su crediti si riduce a 1,3 miliardi dai 1,5 miliardi dell’anno prima, mentre gli oneri non da interessi crescono del 4% a 17,4 miliardi, sostenuti da incentivi, transazioni legate ai ricavi e investimenti in personale, brand e tecnologia.

Buona la sezione dividendi e buyback: la banca ha restituito 8,4 miliardi di dollari agli azionisti, di cui 2,1 miliardi in dividendi e 6,3 miliardi in riacquisti di azioni.

Citigroup chiude il Q4 2025 con utili a 2,5 miliardi causa dossier Russia

Situazione diversa per Citigroup, che chiude il quarto trimestre 2025 con risultati contrastanti. L’utile netto si attesta a 2,5 miliardi di dollari(1,19 dollari per azione diluita) su un fatturato di 19,9 miliardi, in calo rispetto ai 2,9 miliardi e 1,34 dollari per azione dello stesso trimestre 2024.

A incidere è stata la voce eccezionale di 1,2 miliardi di dollari (1,1 miliardi al netto delle imposte) legata alla cessione di AO Citibank in Russia, secondo il piano di Citi di dismettere le attività locali. L’impatto di questa voce ha limitato l’utile netto, che al netto della Russia sarebbe stato di 3,6 miliardi di dollari.

Per l’intero 2025, Citigroup ha registrato un utile netto di 14,3 miliardi di dollari su un fatturato di 85,2 miliardi, rispetto ai 12,7 miliardi su 80,7 miliardi del 2024. Escludendo la voce relativa alla Russia, i ricavi annuali salgono a 86,4 miliardi.

A livello invece di dividendi e buyback, la banca ha restituito oltre 17 miliardi di dollari di capitale ai nostri azionisti, di cui 13 miliardi di dollari attraverso riacquisti di azioni proprie.

Wells Fargo chiude il Q4 2025 con utile netto a 5,4 miliardi

Infine, Wells Fargo chiude il quarto trimestre 2025 con utili in crescita: l’utile netto si attesta a 5,4 miliardi di dollari (1,62 dollari per azione diluita) in aumento del 6% rispetto ai 5,1 miliardi e 1,43 dollari per azione del quarto trimestre 2024. I ricavi totali raggiungono 21,3 miliardi di dollari (+4% rispetto ai 20,4 miliardi dell’anno precedente).

Su base annua, l’utile diluito per azione cresce del 17%, i ricavi da commissioni del 5%, mentre la qualità del credito resta solida, con svalutazioni nette in calo del 16% e spese operative in aumento inferiore all’1%.

Sul fronte dividenti e buyback, la banca ha restituito agli azionisti 23 miliardi di dollari, di cui 18 miliardi in riacquisti di azioni ordinarie, mentre il dividendo per azione è stato aumentato del 13% nel 2025.

Wall Street punisce i titoli bancari dopo risultati Q4 2025: ecco perché

All’indomani della pubblicazione dei risultati trimestrali, Wall Street non ha reagito con entusiasmo, portando i titoli delle tre banche statunitensi in zona rossa durante l’ultima seduta, con Citigroup che ha pagato un -4,3%, Bank of America un -5% e Wells Fargo un -5,4%. Tutte quante, insomma, sono state “punite” dal mercato, ma per ragioni diverse.

Su Citigroup ha pesato soprattutto la perdita di 1,2 miliardi di dollari legata alla cessione degli asset russi, che ha frenato l’utile del quarto trimestre 2025 a 2,5 miliardi, in calo del 13% rispetto allo stesso periodo del 2024. Senza l’impatto della Russia, l’utile netto sarebbe stato di 3,6 miliardi. I ricavi trimestrali sono invece saliti a 19,9 miliardi (+2%). Nel complesso, però, la banca ha superato le stime grazie all’aumento degli interessi netti e a un anno da record nell’attività di M&A.

Per Bank of America, il trimestre ha, sì, battuto le attese, visto che gli analisti prevedevano 0,96 dollari per azione su un fatturato di 27,9 miliardi, mentre l’utile effettivo è stato di 0,98 dollari per azione. Ma ciononostante, il titolo ha subito un leggero pullback, perché gran parte dei guadagni era già stata prezzata dal mercato, come ha fatto notare pure Jake Johnston, vicedirettore degli investimenti di Advisors Asset Management: “Le banche hanno iniziato l’anno molto forti, e con questi numeri i mercati si prendono un po’ di tempo per digerirli. Non è insolito vedere un leggero pullback dopo una forte corsa dei titoli.”

Infine, per Wells Fargo, la frenata riguarda per lo più le aspettative di mercato. Ad esempio, il reddito da interessi del trimestre è stato di 12,33 miliardi, mentre gli analisti puntavano a 12,46 miliardi, secondo i dati raccolti da LSEG. A sua volta, la banca ha annunciato una previsione di ricavi intorno a 50 miliardi, andando così sotto alle attese degli analisti, che puntavano a 50,33 miliardi.

Trimestrali Q4 2025 per banche USA: nessun allarme per i possessori di certificati

Nonostante qualche piccolo inciampo, i risultati rimangono solidi e i cali osservati nella scorsa seduta dovrebbero attenuarsi nei prossimi giorni. Pertanto, nessun segnale d’allarme per investitori e possessori di certificati legati ai titoli di queste tre banche, che (è bene sottolineare hanno registrato a prescindere utili netti in crescita, con Citigroup che, nonostante il dossier Russia, ha chiuso un anno positivo.

Alla fine, i ribassi registrati (-5% per BofA, -4,3% per Citi e -5,4% per Wells Fargo) riflettono essenzialmente aspettative già scontate dal mercato e alcune voci straordinarie sui ricavi da interessi.

Rimane comunque consigliato monitorare l’evoluzione dei prezzi dei sottostanti e valutare eventuali opportunità di riallineamento del portafoglio, sfruttando correzioni temporanee ma senza sottovalutare la solidità dei fondamentali delle banche.

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