Trump riduce i dazi contro Pechino, ma l’accordo USA-Cina resta lontano

Si allenta la tensione tra Stati Uniti e Cina, anche se un accordo sui dazi resta ancora lontano. Dalla Casa Bianca arrivano le prime aperture verso l’amministrazione di Xi Jinping, ossia una sensibile riduzione delle tariffe imposte a Pechino.

Trump, addio dazi al 100%: tariffe ridotte su Pechino

Ore di colloqui a Busan, Corea del Sud, ma nessun accordo definitivo sui dazi tra Stati Uniti e Cina. Solo qualche alleggerimento per quanto riguarda la guerra commerciale, riaccesa all’inizio del mese a causa delle nuove restrizioni cinesi sulle esportazioni di terre rare, introdotte in risposta ai controlli statunitensi sulle esportazioni tech di fine settembre.

Invece di dazi al 100%, The Donald li riduce ulteriormente, dagli odierni 57% al 47%. E così anche nel caso dei prodotti cinesi legati al fentanyl, la cui imposta scende dal 20% al 10%, come annunciato dallo stesso presidente USA, sottolineando che si trattasse di “un dazio elevato, e sulla base delle dichiarazioni di Xi di oggi l’ho ridotto al 10%“.

In pratica è svanito il timore dei super-dazi contro la Cina, una minaccia che già a inizio mese aveva scosso i mercati. Dopo le dichiarazioni di Trump, il 10 ottobre Wall Street, già fragile per lo shutdown, ha inizialmente reagito in calo per poi crollare in chiusura, con il Dow Jones che ha perso l’1,90% a 45.479,60 punti, il Nasdaq il 3,56% a 22.204,43 punti e lo S&P 500 il 2,71% a 6.552,50 punti.

Trump, niente accordo: intesa solo su terre rare, soia ed energia

Se non altro, da questo incontro The Donald ha ottenuto qualcosa, in primis sulle terre rare. Il Ministero del Commercio cinese ha infatti annunciato che Pechino sospenderà per un anno i nuovi controlli all’export di questi materiali strategici, così come le speciali tasse portuali sulle navi statunitensi. Anche gli Stati Uniti sospenderanno per un anno le tasse portuali imposte alle navi cinesi che attraccano nei porti americani. In breve, questi preziosi materiali per le Big Tech “continueranno a essere forniti ed è una cosa piuttosto importante“, ha sottolineato Trump.

Oltre che sulle terre rare, il presidente ha siglato un’intesa sulla soia: i dazi statunitensi avevano spinto la Cina a interrompere gli acquisti di soia a maggio, lasciando gli agricoltori americani con raccolti per miliardi di dollari invenduti. Ora con questo nuovo accordo, “grandi, enormi quantità di soia e altri prodotti agricoli saranno acquistati immediatamente”, ha rivelato Trump.

Infine, su Truth, il presidente ha scritto che la Cina ha accettato di avviare il processo di acquisto di energia dagli Stati Uniti. “Potrebbe aver luogo una transazione su larga scala per l’acquisto di petrolio e gas dal Grande Stato dell’Alaska. Chris Wright, Doug Burgum e i nostri rispettivi team energetici si incontreranno per valutare se sia possibile raggiungere un accordo energetico“.

Riguardo a un accordo commerciale definitivo con la Cina, il presidente Trump ha espresso ottimismo su un’intesa che potrebbe arrivare “molto presto“. L’accordo sarà rinegoziato ogni anno, ma “durerà a lungo. Si tratta di un’intesa annuale che prorogheremo per un altro anno“, ha aggiunto il tycoon.

La tregua di Trump: un momento di quiete per possessori di certificate

Dopo lo scontro di inizio mese, i mercati possono dunque tirare un sospiro di sollievo grazie alla rinnovata distensione commerciale tra Stati Uniti e Cina e alla conseguente riduzione dei dazi. Anche gli investitori e i possessori di certificate ne beneficeranno, con un rischio limitato di nuovi shock legati alle tensioni commerciali nel breve periodo.

Va però ricordato che, finché non si raggiungerà un accordo definitivo tra le due superpotenze, potrebbero emergere nel breve periodo nuovi punti di attrito, e quindi nuovi colpi di volatilità sui mercati che inevitabilmente impatteranno su strumenti finanziari e certificate (ad eccezione per i prodotti con cedola fissa o meccanismi di protezione del capitale, che invece continueranno a garantire il rendimento prefissato, fungendo da “ancora di sicurezza”).

In sostanza, le rinegoziazioni e gli accordi recenti ridurranno temporaneamente il rischio di shock, il che per gli investitori significa poter pianificare con maggiore tranquillità le proprie strategie finanziarie.

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