UK, Budget 2026 spinge i mercati britannici: sterlina sotto pressione, Gilt in ripresa

Sterlina e Gilt tornano al centro dell’attenzione dopo la presentazione del Budget 2026, il bilancio autunnale del Regno Unito. A causa delle preoccupazioni legate a un possibile aumento delle imposte, la sterlina si trova sotto pressione, mentre i titoli di Stato britannici tornano a respirare.

Budget UK 2026 sotto il segno dell’austerità fiscale

Alla fine, il Cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves ha imboccato la via dell’austerità fiscale, chiedendo ai contribuenti un contributo supplementare per accelerare la riduzione del deficit nazionale.

Il Budget 2026 si presenta infatti come una manovra improntata all’aumento della pressione fiscale: si parla di circa 26 miliardi di sterline aggiuntivi nei prossimi anni, con il gettito complessivo che, stando all’ultimo report dell’Office for Budget Responsibility (OBR) potrebbe toccare il 38% del Pil, livello mai così alto nel Paese, pur restando sotto la media dell’eurozona fissata attorno al 41%. A sua volta, la spesa in percentuale del PIL, invece, è attesa aumentare dal 44% nel 2024-25 al 45% nel 2025-26, per poi scendere nuovamente al 44% entro il 2030-31.

Tra le misure previste figurano una nuova sovrattassa comunale in Inghilterra dal 2028, l’introduzione di un sistema di tassazione basato sul chilometraggio per veicoli elettrici e ibridi plug-in, e l’aumento delle aliquote sui dividendi. A ciò si aggiunge il congelamento triennale delle soglie dell’imposta sul reddito, sempre dal 2028, che amplierà progressivamente il numero di contribuenti soggetti a tassazione più elevata.

Sebbene gli aumenti fiscali seguano la scia di quelli introdotti lo scorso anno (allora pari a 40 miliardi di sterline, il livello più alto dagli anni ’90) la scelta del rigore rischia di frenare ulteriormente la crescita economica. Sempre l’OBR ha infatti rivisto al ribasso di 0,3 punti percentuali le stime del PIL medio previsto tra il 2026 e il 2029 rispetto alle proiezioni di marzo: ora l’espansione attesa si ferma all’1,5%.

Gilt premiati dagli investitori e sterlina rafforzata: il mercato ha fiducia nel Budget 2026

Sempre l’OBR segnala però un elemento positivo: l’ufficio di bilancio stima che il margine di manovra del governo (ossia la possibilità di aumentare la spesa o ridurre le tasse senza infrangere le regole di bilancio) possa raggiungere quasi 22 miliardi di sterline (circa 28,9 miliardi di dollari) entro cinque anni.

Un dato che sembra sia stato accolto positivamente dai mercati. La scorsa settimana, infatti, gli investitori hanno premiato i titoli di Stato britannici a lunga scadenza, facendo registrare il calo dei rendimenti più marcato da aprile e sostenendo al contempo la sterlina. I rendimenti dei Gilt trentenni sono scesi di 11 punti base, al 5,215%, segnando il ribasso giornaliero più significativo da metà aprile, con i prezzi in forte aumento. I Gilt decennali hanno registrato una diminuzione del 2,32% in termini di rendimento, mentre quelli a cinque anni sono scesi di 5,7 punti base al 3,878% e quelli a due anni di 4 punti base al 3,726%. A sua volta, la sterlina ha guadagnato lo 0,5%, a 1,32295 dollari, portando i rialzi settimanali all’1,325%, il livello più alto da agosto.

Sempre il Budget 2026 ha spinto diverse banche a rivedere le proprie strategie sul mercato valutario e obbligazionario: Nomura ha chiuso la sua posizione a favore dell’euro rispetto alla sterlina, mentre gli analisti di Mizuho si sono dichiarati rialzisti sui Gilt ai titoli del Tesoro statunitense. Interessante notare come già in passato i titoli britannici fossero considerati attrattivi: ad esempio, per Michaël Lok (Group CIO e Co-CEO Asset Management di UBP) solo qualche settimana fa i Gilt offrivano opportunità interessanti rispetto ai Treasury, vista “la debolezza dei dati economici del Regno Unito rispetto agli Stati Uniti, il calo dell’inflazione nel 2026 e la gestione dei timori legati al bilancio“.

Gilt e sterlina in rialzo: cosa devono fare i possessori di certificati

Occhi puntati su sterlina e Gilt, soprattutto per chi possiede certificati di investimenti legati a questi due sottostanti. A causa della pressione fiscale più elevata e il rallentamento della crescita economica, la performance dei certificate potrebbe rimanere compromessa, con oscillazioni potenzialmente più marcate della sterlina e dei rendimenti dei titoli di Stato britannici.

D’altra parte, il rafforzamento dei Gilt a lunga scadenza e la prospettiva di un margine di manovra fiscale consistente offrono un contesto favorevole per chi detiene strumenti legati a obbligazioni britanniche, riducendo il rischio di ribassi immediati.

In questo scenario, gli investitori devono valutare attentamente la duration dei certificati e l’esposizione valutaria, così da bilanciare le opportunità legate al recupero dei titoli di Stato con le possibili fluttuazioni della sterlina sul mercato.

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