A pochi giorni dall’ultima emissione, UniCredit rilancia con nuovi strumenti rivolti agli investitori istituzionali. Ieri, Piazza Gae Aulenti ha collocato un bond Additional Tier 1 per un importo complessivo di 1 miliardo di euro, ottenendo grande riscontro a livello istituzionale.
UniCredit, 1 miliardo di euro emessi in bond Additional Tier 1
Parte del piano di funding MREL di UniCredit rivolto agli investitori istituzionali per il 2026, questo Additional Tier 1 rafforza il Tier 1 Ratio del Gruppo di circa 35 punti base, consolidando ulteriormente la solidità patrimoniale della banca.
I titoli in questione, sottolinea Unicredit nel comunicato, sono perpetual, con possibilità per l’emittente di richiamarli “in qualsiasi giorno di calendario nel semestre che inizia il 3 dicembre 2035 e termina il 3 giugno 2036 e successivamente in qualsiasi data di pagamento cedola“. A tal riguardo, gli strumenti pagheranno cedole a tasso fisso del 5,80% annuo fino a giugno 2036, su base semestrale. Successivamente, se non verrà esercitata la facoltà di rimborso anticipato, “le stesse verranno ridefinite a intervalli di 5 anni sulla base del tasso swap di pari scadenza vigente al momento e maggiorato di 301,3 punti base, calcolato su base annuale e rideterminato su base semestrale come da prassi di mercato“.
Inoltre, i titoli sono soggetti a un trigger del 5,125% sul Common Equity Tier 1 (CET1): qualora il coefficiente CET1 del Gruppo o di UniCredit scenda al di sotto di tale soglia, il valore nominale dei titoli sarà temporaneamente ridotto dell’importo necessario a ripristinare il livello regolamentare.
Sempre Piazza Gae Aulenti informa che il processo di book building ha generato una domanda per oltre 4 miliardi di euro da parte di più di 220 investitori, “consentendo di rivedere al ribasso la guidance, inizialmente indicata in area 6,25%, e di fissare la cedola a 5,80%, con un reset spread di 301,3 punti base, il più basso di sempre per UniCredit e il più basso nell’attuale mercato AT1 in euro“. L’allocazione finale ha visto la prevalenza di fondi (49%), hedge fund (28%) e banche (14%), con una ripartizione geografica dominata da Regno Unito (37%), Asia (14%), Italia (10%) e Francia (10%).
UniCredit, successo dei Senior Preferred e degli Additional Tier 1
La collocazione di questi strumenti Additional Tier 1 segue idealmente la recente emissione di due strumenti anche in questo caso per investitori istituzionali: in data 8 gennaio, Piazza Gae Aulenti ha infatti emesso un bond Senior Preferred con scadenza a 4,5 anni e richiamabile dopo 3,5 anni per un importo di 1,25 miliardi di euro, e un altro titolo Senior Preferred a 10 anni per 750 milioni di euro. Entrambi i titoli avevano registrato un interesse molto alto, con un book building complessivo che ha raccolto oltre 7,3 miliardi di euro e più di 350 ordini da parte di investitori a livello globale.
Per quanto riguarda il mondo perpetual, bisogna invece andare a febbraio scorso per l’ultima emissione di strumenti Additional Tier 1. Per un totale di 1 miliardo di euro, quest’emissione ha suscitato grande interesse, se non maggiore rispetto a quella di oggi: il processo di book building ha infatti generato una domanda per circa 6,2 miliardi di euro da parte di oltre 340 investitori, permettendo di “rivedere al ribasso la guidance iniziale, fissata in area 6,25%, e di stabilire la cedola a 5,625%, con un reset spread di 329,9 punti base”.
Come nell’emissione odierna, anche in questo caso l’allocazione finale ha visto la prevalenza di fondi (59%), hedge fund (22%) e banche (17%), ma con una distribuzione geografica meno globale, guidata da Regno Unito (34%), Italia (15%), Francia (14%) e BeNeLux (8%).
Unicredit bond: opportunità per i possessori di certificati
L’ultima emissione di UniCredit presenta caratteristiche potenzialmente molto interessanti per investitori e possessori di certificati, in particolare per le cedole degli strumenti Additional Tier 1: fisse al 5,80% annuo fino a giugno 2036, assicurano flussi regolari su base semestrale.
Dopo tale data, però, entra in gioco il meccanismo di rimodulazione: se UniCredit non eserciterà il diritto di rimborso anticipato, il tasso sarà ridefinito ogni cinque anni sulla base del tasso swap di pari scadenza maggiorato di 301,3 punti base, calcolato su base annuale e rideterminato semestralmente secondo le consuete prassi di mercato.
Particolare attenzione va posta anche al trigger sul CET1 al 5,125%: se il coefficiente Common Equity Tier 1 del Gruppo scende sotto questa soglia, il valore nominale dei titoli può essere temporaneamente ridotto per ripristinare i requisiti patrimoniali.
In pratica, questi strumenti offrono cedole periodiche e un rendimento interessante, ma il capitale e il pagamento degli interessi restano subordinati alla solidità patrimoniale della banca, oltre che alla discrezionalità di UniCredit. Solidità che al momento non è messa in dubbio da nessuno, come si può notare dall’ampia partecipazione degli investitori istituzionali a questa emissione, nonché dai risultati positivi ottenuti in termini di rating.

