Il 2025 premia Unicredit sul fronte dei rating. Dopo Moody’s a maggio e Fitch a settembre, ora è la volta di Standard & Poor’s a riconoscere la solidità della banca di Piazza Gae Aulenti.
S&P premia Unicredit con un rating da serie A
Unicredit passa alla serie A con l’ultima promozione di Standard & Poor’s, che ha alzato di un notch (gradino) il rating di credito dell’emittente (‘ICR’) e il rating Senior Preferred di UniCredit SpA ad “A-” e ha assegnato un outlook stabile.
A sua volta, il profilo di credito autonomo è stato aggiornato ad “A-“, mentre i rating di controparte a lungo e breve termine sono stati aggiornati rispettivamente ad “A” e “A-1”. Infine, il rating di credito dell’emittente a breve termine è stato confermato a “A-2”.
Tradotto in parole povere, per Standard & Poor’s Unicredit risulta oggi più solida e affidabile rispetto al passato. La banca ha infatti dimostrato una capacità superiore di onorare i propri impegni finanziari, sia a lungo che a breve termine. L’aggiornamento del profilo di credito autonomo conferma che la solidità della banca è buona anche senza considerare possibili supporti esterni.
Diversi i motivi legati alla promozione: dal rafforzamento del suo profilo operativo e finanziario all’incremento della dotazione di debito subordinato. Inoltre, secondo S&P, la banca beneficia di una forte diversificazione geografica, “in economie a rischio relativamente basso come Germania e Austria che ne supporta l’affidabilità creditizia“, di una redditività e qualità degli asset “che sono destinate a rimanere robuste“, di una buona qualità degli attivi e di un’ampia liquidità.
Unicredit e i rating di Fitch e Moody’s: solidità confermata
In realtà, Unicredit era già entrata nella serie A con le precedenti valutazioni di Fitch Ratings. A settembre, l’agenzia ha alzato di un gradino il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) e il Senior Preferred Rating di UniCredit SpA, portandoli a “A-” e assegnando un outlook stabile.
Anche il Viability Rating di solidità, ossia il rating standalone, è stato aggiornato ad “A-“, mentre i rating collegati a depositi a lungo termine, Senior Non-Preferred, Tier 2 e Additional Tier 1 sono stati tutti rivisti al rialzo.
Il motivo della promozione, secondo Fitch, è legato alla diversificazione geografica in economie performanti o in crescita e alla fortissima capacità di assorbimento delle perdite. Due fattori “che collocano UniCredit in una posizione di forza eccezionale rispetto ai concorrenti nazionali“.
Anche Moody’s a maggio ha promosso la banca, portando l’outlook sui rating del debito senior privilegiato e dei depositi a lungo termine di UniCredit SpA da “stabile” a “positivo”. E con l’ulteriore conferma dei rating a “Baa1”. L’agenzia ha confermato che, se l’acquisizione di Banco BPM dovesse essere finalizzata, il profilo finanziario di UniCredit rimarrebbe sostanzialmente invariato, “mentre il rating standalone di UniCredit potrebbe essere innalzato al di sopra del rating sovrano nel caso di un’acquisizione di Commerzbank“.
Migliori prospettive per i possessori di certificate
Una promozione del rating è sempre una buona notizia per investitori e possessori di certificate. In primo luogo, una maggiore solidità percepita può ridurre il rischio di credito associato ai prodotti derivati e ai certificati, rendendo più sicuri gli investimenti.
In secondo luogo, i certificate con sottostante legato al debito senior preferito o a obbligazioni a lungo termine potrebbero beneficiare di un miglioramento della valutazione di mercato, con possibili effetti positivi sul prezzo e sulla liquidità.
Infine, l’aggiornamento del rating autonomo conferma che anche senza interventi esterni la banca mantiene una solidità significativa, il che rafforza non solo la fiducia degli investitori, ma anche la stabilità dei rendimenti dei certificate collegati.

[…] In pratica, questi strumenti offrono cedole periodiche e un rendimento interessante, ma il capitale e il pagamento degli interessi restano subordinati alla solidità patrimoniale della banca, oltre che alla discrezionalità di UniCredit. Solidità che al momento non è messa in dubbio da nessuno, come si può notare dall’ampia partecipazione degli investitori istituzionali a questa emissione, nonché dai risultati positivi ottenuti in termini di rating. […]