Nuovo traguardo raggiunto da Apple a livello di capitalizzazione di mercato: a pochi giorni dalla presentazione dei nuovi trimestrali 2025, il colosso di Cupertino tocca i 4.000 miliardi di dollari, diventando la terza società quotata a superare questa soglia, dopo Nvidia e Microsoft.
Apple diventa la terza azienda per capitalizzazione di mercato
Apple negli ultimi anni ha continuato a battere record su record in termini di capitalizzazione di mercato. Era il 2018 quando la Mela divenne la prima azienda a superare il traguardo di 1.000 miliardi di dollari, seguita poi da giganti come Amazon, Microsoft, Saudi Aramco e Alphabet. Nemmeno dopo due anni, Cupertino superò i 2.000 miliardi, per poi raggiungere i 3.000 miliardi nel 2022.
Oggi, con l’ultimo rialzo dello 0,4%, Apple ha toccato 4.000 miliardi di dollari di valore di mercato, diventando la terza società quotata nella storia a raggiungere questa cifra. A precederla oggi vi sono Microsoft, che a luglio aveva già varcato la soglia dei 4.000 miliardi, e Nvidia, attualmente l’azienda più preziosa al mondo con 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Tutte e tre fanno parte del gruppo dei cosiddetti Magnifici 7, le principali Big Tech americane, che nel 2023 avevano una capitalizzazione combinata di 11.700 miliardi di dollari (da immaginarsi oggi).
Apple, un 2025 in continua crescita grazie a iPhone 17 e accordi
Il traguardo dei 4.000 miliardi di dollari arriva al termine di un anno eccezionale per Apple, protagonista di un rialzo impressionante sui mercati. Negli ultimi tre mesi, le azioni del colosso di Cupertino a Wall Street hanno guadagnato circa il 25%. Più precisamente, dal minimo di aprile a oggi, il titolo è cresciuto del 56%, aggiungendo quasi 1.400 miliardi di dollari alla sua capitalizzazione di mercato.
Il rally è stato alimentato da una domanda ben più forte del previsto per la nuova gamma di smartphone, gli iPhone 17. Stando ai dati di Counterpoint Research, la nuova serie ha superato le vendite della precedente iPhone 16 del 14% nei primi dieci giorni di disponibilità in Stati Uniti e Cina.
Un risultato che ha anche contribuito a dissipare i timori legati ai possibili dazi imposti dall’amministrazione Trump, che inizialmente avevano fatto temere un impatto negativo sui conti di Apple. In realtà, grazie a un accordo strategico, l’azienda è riuscita a spostare gran parte della catena di approvvigionamento destinata al mercato statunitense in India e Vietnam, mantenendo al tempo stesso rapporti cordiali con Washington sulla produzione interna.
Apple e trimestrali 2025, tra IA e raccomandazioni d’acquisto
Ora il focus è tutto sui suoi trimestrali Q3 2025, previsti per domani, giovedì 30 ottobre, un giorno dopo rispetto a quelli di Microsoft, i cui risultati sono previsti per oggi.
Attesi anche i conti di Alphabet, Amazon e Meta, con gli investitori che stanno osservando con particolare attenzione eventuali aggiornamenti sull’intelligenza artificiale, tema chiave per giustificare le valutazioni record e i massicci investimenti del settore. Del resto, tutte le Big Tech, Apple inclusa, condividono oggi lo stesso obiettivo strategico: sviluppare soluzioni di IA sempre più avanzate e redditizie.
Eppure, nonostante la corsa ai record, per Apple non è tutto rose e fiori. Pur restando tra le tre aziende più grandi al mondo, il titolo divide profondamente gli analisti. Tra i membri dei Magnifici Sette, Apple è infatti quella con il minor numero di raccomandazioni d’acquisto, subito dopo Tesla, secondo i dati di Bloomberg. A questo si aggiunge un dato significativo: il target price medio a 12 mesi risulta ancora inferiore di oltre il 6% rispetto al valore attuale del titolo.
Apple come “bene rifugio tech” per i possessori di certificate
Raggiungere un traguardo del genere è sempre una buona notizia per investitori e possessori di certificate legati ad Apple. Perché dimostra la solidità del titolo e la costanza della domanda per i prodotti di Cupertino, elementi che non possono che rafforzare la fiducia nel colosso tech e consolidarne il ruolo di vero e proprio “bene rifugio tecnologico”.
Tuttavia, con il titolo ormai vicino ai massimi storici, gli investitori che acquistano ora certificate legati ad Apple potrebbero trovarsi di fronte a un potenziale di rendimento più compresso, poiché i nuovi prodotti emessi riflettono un sottostante già molto valorizzato. A questo si aggiunge la cautela degli analisti, con molti di loro che ritengono il prezzo attuale superiore al fair value. Nonché l’incognita dei trimestrali imminenti, che potrebbero influire sulla volatilità di breve periodo.
In breve, per chi è già esposto, il momento resta favorevole, ma è meglio attenersi a una gestione più attenta del rischio, valutando eventuali prese di profitto o la diversificazione su strumenti con barriere più conservative.
