Banche europee battono i Magnifici 7: si apre un nuovo scenario sui mercati

Prosegue il rally dei trimestrali Q3 2025, con i Magnifici 7 in attesa di mostrare i loro conti. Ma i risultati potrebbero non reggere il confronto con le banche europee, che recentemente hanno registrato una performance notevole. Che gli istituti siano riusciti a superare le Big Tech americane?

Magnifici 7 vs banche europee: i risultati dell’MSCI Europe Bank

Apple, Amazon, Alphabet (Google), Microsoft, Meta, Nvidia e Tesla: sono questi i Magnificient Seven, il gruppo di colossi tecnologici che oggi pesa per circa un terzo della capitalizzazione e il 20% degli utili dell’S&P 500. E con un passato segnato da performance straordinarie: basti pensare a Nvidia, che nel 2024 ha registrato un guadagno record del 171%.

Tutti gli occhi degli investitori sono infatti puntati su queste Big Tech, in particolare su cinque di loro — Microsoft, Apple, Alphabet, Amazon e Meta — che questa settimana saranno al centro della stagione dei conti del terzo trimestre. Tra l’altro iniziata con ottimi risultati: quasi l’85% delle aziende che hanno pubblicato i conti ha infatti registrato guadagni superiori alle stime degli analisti.

Per farla breve, parliamo di un gruppo che, a prima vista, sembra quasi impossibile competere con loro. O forse no, stando agli ultimi dati dell’indice MSCI Europe Bank, che rappresenta la performance delle principali società bancarie a grande e media capitalizzazione di 15 paesi europei sviluppati.

Fino a fine agosto, l’indice ha realizzato un rendimento del 63,6%, avviandosi verso quello che potrebbe diventare il miglior anno solare dal 1997. Anche i due titoli italiani presenti nella top ten dell’indice — Unicredit e Intesa Sanpaolo — hanno trascinato la performance europea: Unicredit ha guadagnato il 63% dall’inizio dell’anno, Intesa Sanpaolo il 44%. Di contro, il gruppo dei Magnificent Seven si è fermato a un più contenuto +9,9%.

E una domanda sorge spontanea: come hanno fatto le banche europee a sovraperformare le Big Tech americane?

Magnifici 7 spodestati dalle banche europee: le ragioni secondo Capital Group

Una specie di “risposta” viene dagli esperti di Capital Group, secondo cui il rally delle banche europee è frutto di una combinazione di fattori, tra cui tassi di interesse tornati alla normalità, aumento dei dividendi, crescita dei prestiti e valutazioni ragionevoli.

Sul fronte dei tassi, nonostante la conclusione del ciclo di inasprimento della Bce, le banche operano ora in un contesto di tassi “normali”. “Hanno sopportato otto anni di tassi negativi“, sottolinea Samir Parekh, gestore di portafoglio azionario di Capital Group. “La politica è cambiata nel luglio 2022, contribuendo a incrementare il net interest income”. E ora che i tassi si attestano oggi intorno al 2%, “le aspettative sui tassi futuri si sono finalmente stabilizzate“.

Un altro fattore determinante è stato l’aumento dei dividendi, favorito dall’accumulo di ingenti riserve di capitale dopo la crisi del debito sovrano e dalla riduzione dei requisiti minimi imposti dalle autorità di vigilanza. Lo stesso Parekh cita come esempio il caso di UniCredit, che “ha aumentato il suo dividendo annuale a 2,40 dollari per azione nel 2024, rispetto ai 12 centesimi del 2020“.

Anche la crescita dei prestiti sta sostenendo il settore: con l’entrata in vigore degli stimoli tedeschi nel 2026, gli analisti prevedono un’accelerazione diffusa in tutta Europa, con la Germania pronta a guidare la ripresa.

Infine, le valutazioni delle banche europee restano considerate ragionevoli rispetto alle controparti statunitensi. Sempre secondo Parekh, analizzando il rapporto prezzo/book value, a settembre “Deutsche Bank quotava a 0,9 volte e Banco Santander a 1,2 volte, contro le 2,4 volte di Jp Morgan e 1,4 di Bank of America“.

Completamente diverso lo scenario per i Magnificent Seven, caratterizzati da multipli elevatissimi, al punto da alimentare dubbi sull’esistenza di una possibile bolla tecnologica (IA?). Nvidia, per esempio, si attende con un rapporto prezzo/utili (p/e) di quasi 40 volte nel 2025, mentre nel complesso i sette titoli trattano a 26,8 volte gli utili stimati.

Magnifici 7 o banche: a cosa devono puntare i possessori di certificate

L’analisi di Capital Group non lascia dubbi: le banche europee offrono ad oggi ottime opportunità per investitori e possessori di certificate. Questi ultimi, tra l’altro, potrebbero beneficiare del rally sorprendente delle banche europee, con una potenziale rivalutazione dei sottostanti e un aumento dei rendimenti attesi, in forza della combinazione di tassi di interesse stabilizzati, dividendi in crescita e prospettive di accelerazione dei prestiti.

A prescindere però sarebbe sbagliato sminuire il potenziale dei Magnifici 7. Anche davanti al risultato modesto nell’indice MSCI, parliamo comunque di giganti tecnologici che continuano a dominare il mercato e a generare utili significativi. Al massimo, una piccola nota andrebbe fatta sulla questione dei multipli decisamente elevati, che potrebbero rendere più fragile il margine di guadagno.

Davanti a ciò, conviene valutare attentamente il bilanciamento del portafoglio: puntare sui certificate bancari europei potrebbe significare sfruttare un trend positivo sostenuto da fondamentali solidi e valutazioni ancora ragionevoli, mentre mantenere una forte esposizione ai Magnificent Seven potrebbe esporci a rischi legati ai multipli alti.

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  1. […] e tre fanno parte del gruppo dei cosiddetti Magnifici 7, le principali Big Tech americane, che nel 2023 avevano una capitalizzazione combinata di 11.700 […]