BTP e CCTeu, i dettagli dell’asta del 27 novembre
Dei 9,5 miliardi di euro collocati, come segnala il Ministero nella nota, sono stati assegnati 2,75 miliardi di euro del BTP 2,85% a 5 anni con scadenza 1° febbraio 2031, a fronte di una domanda pari a 4,2 miliardi, per un rapporto di copertura di 1,53. Secondo i dati, il rendimento lordo si è attestato al 2,74%, in lieve aumento di un punto base rispetto all’asta precedente del 30 ottobre 2025.
Sono stati inoltre collocati 2,75 miliardi di euro del BTP 3,45% a 10 anni con scadenza 1° febbraio 2036. Le richieste hanno superato i 4,3 miliardi, generando un rapporto di copertura di 1,57. In questo caso, il rendimento lordo si è fissato al 3,44%, in calo di 2 punti base rispetto all’emissione del 30 ottobre 2025.
Completano l’asta i 4 miliardi di euro assegnati del CCTeu a tasso variabile con scadenza 15 aprile 2035, a fronte di una domanda pari a 5,67 miliardi, per un rapporto di copertura di 1,42. Il rendimento lordo si è posizionato al 2,84%.
BTP e CCTeu, novembre da record per il Tesoro
Con questa emissione si chiude il mese di novembre per il MEF, una 30 giorni in cui si sono susseguite altre 4 aste. La prima, del 12 novembre, ha visto collocati 8,5 miliardi di euro di BOT a 12 mesi, di cui 6,5 miliardi con vita residua di 364 giorni. La domanda ha superato gli 11,9 miliardi, per un rapporto di copertura di 1,41.
La seconda, del 13 novembre, ha portato al collocamento titoli medio-lungo termine per un totale di:
- 3,5 miliardi del BTP 3 anni in scadenza il 15 gennaio 2029 (rapporto di copertura 1,46, rendimento lordo 2,38%, prezzo 99,95),
- 1,5 miliardi del BTP 7 anni in scadenza il 15 novembre 2032 (rapporto 1,69, rendimento 3,00%, prezzo 100,71),
- 1,5 miliardi del BTP 7 anni in scadenza il 15 luglio 2032 (rapporto 1,78, rendimento 2,95%, prezzo 101,92),
- 1,5 miliardi del BTP 30 anni in scadenza il 1 ottobre 2055 (rapporto 1,56, rendimento 4,30%, prezzo 106,65).
La terza, del 25 novembre, ha visto collocati BTP Short Term e BTP€i, per un totale di 4,5 miliardi di euro assegnati nelle diverse tranche:
- il BTP€i 5 anni (scadenza 15 agosto 2031, cedola 1,10%) ha raccolto 1 miliardo a fronte di una domanda di 1,802 miliardi, con un rapporto di copertura di 1,80 e rendimento lordo al 1,08%, prezzo di aggiudicazione 100,15;
- il BTP€i 15 anni (scadenza 15 maggio 2039, cedola 2,40%) ha visto assegnati 1,5 miliardi, per una domanda di 2,435 miliardi, con rapporto di copertura di 1,62 e rendimento lordo al 2,00%, prezzo di aggiudicazione 104,82;
- il BTP Short Term (scadenza 26 agosto 2027, cedola 2,10%) ha raccolto 2 miliardi assegnati a fronte di una domanda di 3,273 miliardi, rapporto di copertura 1,64 e rendimento lordo al 2,18%, prezzo di aggiudicazione 99,89.
Infine, la quarta giornata (26 novembre), in cui il MEF ha collocato 7,5 miliardi di euro di BOT a 6 mesi, con domanda pari a 10,7 miliardi e rapporto di copertura di 1,43. Il rendimento medio ponderato si è fermato al 2,036%.
BTP e CCTeu, raccolta di novembre tra effetto Moody’s e spread
L’ultima giornata di collocamento di novembre ha rappresentato una sorta di prova del nove sugli effetti del recente upgrade del rating dell’Italia da parte di Moody’s, passato a Baa2 con outlook stabile. Secondo gli analisti di Unicredit, la stagionalità dei prossimi giorni resta favorevole per i titoli di Stato italiani e l’appetito per il carry si mantiene solido, sostenendo lo spread.
Dopo il primo upgrade di Moody’s in oltre 23 anni, lo spread BTP-Bund si mantiene poco sotto i 75 punti base. “Nelle prossime settimane potremmo vedere un calo a 70 punti base (livello di gennaio 2010, ndr), dato che l’attività di emissione è destinata a diminuire”, spiega Mauro Valle, Head of Fixed Income di Generali Asset Management.
Secondo Giada Giani (economista senior di Citi per l’Europa) sono previste ulteriori promozioni, visto che Moody’s resta ancora un gradino sotto i rating di Fitch e S&P, entrambi BBB+. In questo scenario, lo spread potrebbe scendere fino a 65 punti base nel 2026, rispetto ai 75 stimati per fine 2025, rafforzando ulteriormente l’attrattività del debito italiano sul mercato internazionale.
BTP e CCTeu, opportunità per i possessori di certificati?
Sul fronte obbligazionario, l’ultima raccolta riflette l’interesse sempre più persistente per prodotti come appunto BTP e CCTeu.
Va detto però che i titoli a medio-lungo termine collocati (BTP 5 e 10 anni e CCTeu a tasso variabile) mostrano rendimenti leggermente diversi rispetto alle aste precedenti, rispettivamente 2,74%, 3,44% e 2,84%, segno di una forte domanda per i titoli, perché gli investitori considerano il debito italiano relativamente sicuro. Tutto ciò però rischia di rendere questi strumenti meno redditizi nel lungo periodo, soprattutto se confrontati con quelli emessi negli anni precedenti, che offrivano rendimenti decisamente più elevati, influenzati ora dall’inflazione ora dallo spread più alto.
A tal riguardo, è bene ricordare che i certificati di investimento garantiscono maggiore flessibilità rispetto ai titoli tradizionali, dato che permettono agli investitori di accedere a rendimenti potenzialmente più elevati grazie a meccanismi condizionati e barriere protettive. Infatti sono strumenti adatti a costruire strategie più personalizzate, che possono combinare esposizione a BTP e CCTeu con azioni, indici o materie prime, adattandosi agli obiettivi e al profilo di rischio del sottoscrittore.

[…] Al contrario, i titoli di alcuni paesi periferici — come quelli dell’Italia e della Spagna — potrebbero beneficiare di una maggiore tolleranza al rischio che deriverebbe dal nuovo quadro europeo. In questo contesto, le proiezioni sui rendimenti dei BTP risultano meno penalizzanti rispetto al resto dell’Europa, complice la buona performance registrata nel 2025. […]