Certificati Cash Collect: cosa sono e come funzionano

In breve. I certificati Cash Collect sono strumenti quotati in Borsa che pagano cedole periodiche (in genere tra il 4% e il 12% annuo) a condizione che il sottostante resti sopra una barriera, e restituiscono il capitale a scadenza se la barriera non è violata. Se invece il sottostante chiude sotto la barriera, la perdita è proporzionale al ribasso. Sono adatti a chi cerca un flusso cedolare in mercati laterali o moderatamente ribassisti, accettando il rischio di perdita del capitale e il rischio emittente.

Indice
1. Cosa sono i Cash Collect
2. Come funzionano: sottostante, barriera, cedola
3. Esempio numerico completo
4. Le date che contano
5. Le varianti: Memory, Autocall, Step Down, Fixed, Airbag
6. Quanto rendono e da cosa dipende il rendimento
7. I rischi
8. Tassazione
9. Costi e dove si comprano
10. Cash Collect vs altre tipologie
11. Come scegliere un Cash Collect
12. Cash Collect monitorati su Radar
13. Glossario
14. Domande frequenti
15. Fonti

Cosa sono i Cash Collect

I certificati Cash Collect sono derivati cartolarizzati a capitale condizionatamente protetto, emessi da una banca e quotati su Borsa Italiana (SeDeX) o su EuroTLX (Cert-X), che pagano premi periodici condizionati all’andamento di uno o più sottostanti e rimborsano il valore nominale a scadenza se il sottostante non ha violato la barriera.

Non sono azioni: non danno diritto ai dividendi né alla proprietà del titolo sottostante. Non sono obbligazioni: il rimborso del capitale non è promesso incondizionatamente, dipende dal sottostante. Sono un’obbligazione dell’emittente il cui valore di rimborso è legato, tramite una combinazione di opzioni, a un’azione, un indice, una valuta o un paniere.

Sul mercato italiano sono la tipologia più diffusa: secondo ACEPI, l’associazione degli emittenti, i certificati a capitale condizionatamente protetto rappresentano la quota largamente prevalente del collocato annuo [inserire dato ACEPI ultimo trimestre, con anno e link in Fonti].

Il nome viene dall’inglese: “cash collect”, incassare contanti. L’idea commerciale è proprio questa: raccogliere cedole periodiche senza dover indovinare la direzione del mercato, purché il sottostante non scenda troppo.

Come funzionano: sottostante, barriera, cedola

Il meccanismo ruota attorno a tre elementi, tutti fissati alla data di emissione e scritti nel KID e nei Final Terms.

Il sottostante. Può essere un singolo titolo (Enel, Intesa Sanpaolo), un indice (EURO STOXX 50, FTSE MIB) o un paniere di 2-4 titoli. Nei panieri quasi sempre vale la regola worst of: tutte le condizioni si verificano sul titolo che ha fatto peggio rispetto al proprio livello iniziale. Se il paniere è Eni, Enel e UniCredit e UniCredit è a -35% mentre gli altri due sono in rialzo, conta solo UniCredit. È questo che rende il worst of più rischioso di un singolo sottostante, ed è il motivo per cui paga cedole più alte.

Lo strike. È il prezzo di riferimento del sottostante fissato alla data di valutazione iniziale. Tutte le percentuali (barriera, trigger cedola, trigger autocall) sono espresse rispetto allo strike.

La barriera. È il livello, in percentuale dello strike, che decide la sorte del capitale. Le barriere tipiche vanno dal 50% al 70%: una barriera al 60% significa che il sottostante può perdere fino al 40% senza intaccare il rimborso. Va distinta la barriera capitale (osservata a scadenza) dalla barriera cedola o trigger cedola (osservata a ogni data di pagamento), che spesso coincide ma può essere diversa.

Quanto al tipo di osservazione: la barriera europea viene verificata solo alla data di valutazione finale, mentre la barriera americana (o continua) viene verificata ogni giorno per tutta la vita del certificato. Oggi la quasi totalità dei Cash Collect quotati in Italia ha barriera europea, che è la più favorevole all’investitore: un crollo temporaneo seguito da un recupero non fa danni.

La cedola. Detta anche premio, è espressa in percentuale del nominale per periodo (es. 0,75% mensile, 2,5% trimestrale). Viene pagata se, alla data di osservazione, il sottostante o il worst of è pari o superiore al trigger cedola.

Il payoff a scadenza si riassume così :

Cash Collect: payoff a scadenza in base alla barriera

Sottostante a scadenzaRimborso
Sopra o uguale alla barriera capitale100% del nominale, più l’ultima cedola e le eventuali cedole in memoria
Sotto la barriera capitaleNominale × (prezzo finale / strike): la perdita è proporzionale al ribasso, come se avessi comprato il titolo

Esempio numerico completo

Prendiamo un Cash Collect con queste caratteristiche, tipiche del mercato attuale:

ParametroValore
Nominale1.000 €
SottostanteWorst of Enel, Eni, Intesa Sanpaolo
Strikeprezzo di chiusura del 27/09/2026 (=100)
Barriera capitale e cedola60% dello strike
Cedola0,80% mensile (9,60% annuo), con effetto memoria
Autocalldal 6° mese, se il worst of è ≥ 100% dello strike
Scadenza3 anni

Tre scenari alla scadenza, ipotizzando che nessuna autocall si sia attivata prima:

ScenarioWorst of a scadenzaCedole incassate in 3 anniRimborsoRisultato totale
Rialzo o laterale10536 cedole × 8 € = 288 €1.000 €+288 € (+28,8%)
Ribasso contenuto70 (sopra barriera)288 € (con memoria: le cedole eventualmente saltate vengono recuperate)1.000 €+288 € (+28,8%)
Ribasso oltre barriera45supponiamo 20 cedole pagate = 160 €1.000 × 45/100 = 450 €-390 € (-39%)

Due osservazioni. Nel secondo scenario il sottostante ha perso il 30% e l’investitore ha comunque guadagnato il 28,8%: è la situazione in cui il Cash Collect batte nettamente l’azione. Nel terzo scenario, appena si scende sotto il 60, il rimborso salta da 1.000 a 600 e poi scende linearmente: è l'”effetto scalino” della barriera, il vero rischio del prodotto. Le cedole incassate attutiscono ma non compensano.

Se invece al sesto mese il worst of fosse a 102, scatterebbe l’autocall: rimborso di 1.000 € più la cedola del mese, con un rendimento di 48 € (4,8% in sei mesi) e fine del certificato.

Le date che contano

Un Cash Collect vive di date. Le principali, da leggere nei Final Terms (qui va la timeline grafica):

Le varianti: Memory, Autocall, Step Down, Fixed, Airbag

Sotto il nome Cash Collect convivono diverse strutture. Le differenze contano più di quanto sembri.

Memory Cash Collect. Le cedole non pagate non sono perse: restano in memoria e vengono corrisposte tutte insieme alla prima osservazione in cui il worst of torna sopra il trigger. È oggi lo standard di mercato; l’assenza di memoria va considerata un difetto.

Autocall (o Express). Il certificato può essere rimborsato anticipatamente al nominale se, a una data di osservazione, il worst of è sopra il trigger autocall (di solito 100% dello strike). Vantaggio: si incassa il capitale prima. Svantaggio: si perde il flusso cedolare futuro proprio quando il prodotto sta andando bene.

Step Down. Il trigger autocall scende nel tempo (100%, poi 95%, poi 90%…): aumenta la probabilità di rimborso anticipato anche con sottostante in leggero calo.

Fixed Cash Collect (premi fissi). Le prime cedole, o tutte, sono incondizionate: vengono pagate a prescindere dal sottostante. Resta condizionato solo il capitale.

Airbag. Sotto la barriera la perdita è calcolata rispetto al livello airbag anziché allo strike, quindi è meno che proporzionale. Approfondimento: Cash Collect Airbag.

Maxi Cash Collect (Maxi Coupon). Una prima cedola molto alta (10-20%) pagata subito, seguita da cedole ordinarie. Usati spesso per compensare minusvalenze pregresse.

Reverse Cash Collect. Funzionano al contrario: la barriera è sopra lo strike e si guadagna se il sottostante non sale troppo.

Quanto rendono e da cosa dipende il rendimento

La cedola di un Cash Collect non è un regalo: è il prezzo delle opzioni che l’investitore implicitamente vende all’emittente. Più il rischio è alto, più la cedola è alta. In pratica il rendimento dipende da cinque fattori:

Sul mercato secondario il rendimento va calcolato sul prezzo di acquisto, non sul nominale: un certificato che quota 95 con cedole 0,8% mensili rende più del 9,6% annuo se arriva a scadenza sopra barriera, perché si incassano anche i 5 punti di sconto. Radar calcola per ogni certificato monitorato il rendimento annuo al prezzo corrente, incluso il recupero dello sconto.

I rischi

Rischio di mercato sul capitale. È il rischio principale: se alla valutazione finale il worst of è sotto la barriera si perde in proporzione al ribasso, fino a quasi tutto il capitale. Il rischio è concentrato sul titolo peggiore del paniere.

Rischio emittente. Il certificato è un debito non garantito della banca che lo emette. In caso di insolvenza l’investitore è un creditore chirografario e può perdere il capitale a prescindere dal sottostante. Il rating dell’emittente va guardato.

Rischio di liquidità. I certificati sono negoziabili in Borsa durante tutta la vita e l’emittente agisce da market maker, ma lo spread denaro/lettera può essere ampio (0,5-2%), e nei momenti di stress il prezzo può scendere ben sotto il nominale anche con barriera lontana.

Rischio di reinvestimento. Con l’autocall il capitale rientra quando il mercato sale, cioè quando trovare un prodotto altrettanto redditizio è più difficile.

Rischio di cambio. Se il sottostante è in valuta diversa dall’euro e il certificato non ha l’opzione quanto, l’andamento del cambio incide sul risultato.

Ogni certificato ha nel KID un indicatore sintetico di rischio (SRI) da 1 a 7: i Cash Collect si collocano in genere tra 4 e 6.

Tassazione

Cedole e plusvalenze dei certificati sono classificate come redditi diversi e tassate al 26%. È la caratteristica fiscale che li distingue da fondi ed ETF, i cui proventi sono redditi di capitale.

La conseguenza pratica è che sia le cedole (condizionate) sia il guadagno in conto capitale possono essere compensati con minusvalenze pregresse, quelle accumulate per esempio vendendo azioni o ETF in perdita, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui sono state realizzate. Con un fondo o un ETF questa compensazione non è possibile. Per chi ha uno “zainetto fiscale” da smaltire è il motivo principale per scegliere un certificato.

Attenzione a due punti. Le cedole incondizionate dei Fixed Cash Collect sono per prassi trattate anch’esse come redditi diversi dalla maggior parte degli intermediari, ma conviene verificare con la propria banca. In regime amministrato la banca calcola e trattiene tutto; in regime dichiarativo va indicato nel quadro RT.

Il bollo del deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore) si applica come per ogni strumento finanziario.

Costi e dove si comprano

I Cash Collect si comprano come un’azione, dal conto titoli di qualsiasi banca o broker, sul SeDeX di Borsa Italiana o sul Cert-X di EuroTLX, con orario di negoziazione continua. Non c’è commissione di ingresso: il costo è implicito nel prezzo di emissione, che incorpora il margine dell’emittente e del collocatore (nel KID è indicato come “costi di ingresso”, spesso tra il 2% e il 4% del nominale). Chi compra sul secondario dopo il collocamento in genere paga meno, perché quel margine è già stato assorbito dal prezzo di mercato.

Restano le commissioni di negoziazione della propria banca, come per le azioni, e lo spread denaro/lettera del market maker.

Cash Collect vs altre tipologie

Cash CollectCash Collect AirbagEquity ProtectionCapitale protetto (Digital, BTP-linked)BTPETF azionario
Protezione capitalecondizionata (barriera)condizionata, perdita attenuatatotale o parziale a scadenzatotale o parziale a scadenzatotale a scadenza (rischio Stato)nessuna
Cedolecondizionate, altecondizionate, altedi norma nessunafisse o condizionate, bassefissedividendi
Partecipazione al rialzononosì, spesso con caplimitatanototale
Rischio emittentesìsìsìsìsì (Stato)no
Mercato idealelaterale / lieve ribassolaterale / ribassorialzo moderatolaterale / tassi in caloqualsiasirialzo
Fiscalitàredditi diversi 26%redditi diversi 26%redditi diversi 26%redditi diversi 26%12,5%redditi di capitale 26%

Approfondimenti: Cash Collect Airbag, Equity Protection, certificati a capitale protetto.

Come scegliere un Cash Collect

Sette controlli da fare prima di comprare, nell’ordine.

  1. Guarda il worst of, non il paniere. Chiediti se accetteresti di comprare il titolo peggiore del gruppo con un forte sconto. Se la risposta è no, la cedola non basta.
  2. Distanza dalla barriera oggi, non all’emissione. Un certificato emesso con barriera 60% e worst of già a -20% ha una barriera “reale” al 75% del prezzo attuale.
  3. Barriera europea, cedole con memoria. Sono le due caratteristiche che riducono il rischio a parità di rendimento.
  4. Prezzo sotto 100 con barriera lontana è la combinazione da cercare sul secondario: rendimento cedolare più recupero dello sconto.
  5. Correlazione: tre banche italiane si muovono insieme; un paniere banca + tech + farmaceutica è molto più rischioso di quanto sembri.
  6. Rating e solidità dell’emittente, soprattutto su durate lunghe.
  7. Leggi il KID: scenari di performance, costi, SRI. Sono due pagine e dicono tutto.

Errore più comune: scegliere in base alla cedola più alta. Nel Cash Collect la cedola è la misura del rischio, non un premio.

Cash Collect monitorati su Radar

Dati aggiornati al 27/09/2026. Su oltre 1.300 Cash Collect monitorati da Radar la barriera capitale media è di circa il 55%. Alcuni tra quelli attivi, con barriera, cedola annua e scadenza:

ISINEmittenteSottostanteBarrieraCedola annuaScadenza
XS3172844030BNP ParibasEURO STOXX Banks, Crédit Agricole, Société Générale70%3,8%10/12/2031
DE000BD2KYU6VontobelEnel, Eni, UniCredit50%7,2%30/07/2031
XS3377808228BNP ParibasKOSPI 20060%10,1%21/07/2031
XS3380122682BNP ParibasEnel60%5,3%21/07/2031
IT0005679425UniCreditENI, Enel, Intesa Sanpaolo60%7,0%11/02/2030
XS3222006689BarclayseasyJet, Delta Air Lines, Air France-KLM55%11,04%09/01/2029

Vedi tutti i certificati, filtrabili per tipologia, barriera e cedola →

Per le basi passo passo, scarica la guida gratuita ai Cash Collect.

Glossario

Domande frequenti

Cosa sono i certificati Cash Collect?
Sono certificati di investimento a capitale condizionatamente protetto che pagano cedole periodiche se il sottostante rispetta una barriera e restituiscono il nominale a scadenza se la barriera capitale non è stata violata; sotto la barriera la perdita è proporzionale al ribasso.

Come funziona la barriera di un Cash Collect?
È un livello in percentuale dello strike, tipicamente tra il 50% e il 70%. Sopra la barriera cedola si incassa il premio; sopra la barriera capitale alla valutazione finale si recupera il 100% del nominale; sotto, il rimborso è pari al nominale moltiplicato per il rapporto tra prezzo finale e strike.

Cos’è l’effetto memoria?
Il meccanismo per cui le cedole non pagate restano accantonate e vengono corrisposte tutte insieme alla prima data di osservazione in cui il sottostante torna sopra il trigger cedola.

Cosa significa worst of?
Che in un paniere di più sottostanti tutte le condizioni (cedola, autocall, barriera) si verificano sul titolo che ha la performance peggiore rispetto al proprio strike.

Come sono tassati i Cash Collect?
Cedole e plusvalenze sono redditi diversi tassati al 26% e compensabili con minusvalenze pregresse entro il quarto anno successivo a quello di realizzo.

Cosa succede se il sottostante scende sotto la barriera e poi risale?
Con barriera europea, la più diffusa, conta solo il prezzo alla data di valutazione finale: un passaggio temporaneo sotto la barriera non ha effetti sul capitale. Le cedole eventualmente saltate vengono recuperate grazie alla memoria.

I Cash Collect convengono più dei BTP?
Sono strumenti diversi: il BTP protegge il capitale a scadenza (salvo default dello Stato) ed è tassato al 12,5%; il Cash Collect paga cedole più alte ma espone alla perdita del capitale sotto la barriera e al rischio emittente. Il vantaggio fiscale del certificato emerge solo se si hanno minusvalenze da compensare.

Si possono vendere prima della scadenza?
Sì, in Borsa nell’orario di negoziazione, al prezzo di mercato esposto dal market maker, che può essere inferiore o superiore al nominale.

Quanto si può perdere con un Cash Collect?
In teoria l’intero capitale, se il sottostante va a zero o l’emittente fallisce. In pratica, sotto la barriera la perdita è pari al ribasso del worst of rispetto allo strike, ridotta delle cedole incassate.

Cosa si rischia con un Cash Collect?
La perdita del capitale se a scadenza il worst of è sotto la barriera, il rischio di credito dell’emittente, la liquidità in caso di vendita anticipata e il rischio di reinvestimento in caso di autocall.

Fonti

Contenuto a scopo informativo e didattico, redatto dallo scrivente. Non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né sollecitazione all’investimento. I certificati sono prodotti complessi a capitale condizionatamente protetto: possibile perdita parziale o totale del capitale e rischio emittente. Prima di investire leggere il KID sul sito dell’emittente.