Giappone sotto pressione, tra inflazione alta e misure governative: focus su prossime mosse BoJ

Dati in chiaroscuro dal Giappone: a ottobre l’inflazione sale al 3%, mentre la bilancia commerciale mostra un deficit leggermente ridotto e la manifattura evidenzia buone performance. Nel frattempo, il neo governo di Sanae Takaichi ha annunciato un nuovo intervento a sostegno dell’economia e per contenere la pressione inflazionistica, in attesa delle prossime mosse della Bank of Japan (BoJ) su un eventuale aumento dei tassi.

Giappone, dati contrastanti su inflazione, disavanzo e manifattura

Partendo dall’inflazione, secondo l’Ufficio nazionale di statistica, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) ha registrato un aumento del 3% su base annua, leggermente superiore al +2,9% di settembre. Su base mensile (non destagionalizzata), il dato mostra un incremento dello 0,7%, a fronte del -0,1% del mese precedente. L’indice core, che esclude alimentari ed energia, si attesta anch’esso al 3% tendenziale, in linea con le attese, rispetto al 2,9% di settembre.

Si conferma quindi un’inflazione persistente, ancora sopra la soglia ideale del 2%, a cui però si aggiunge una bilancia commerciale un po’ meno in deficit. Secondo il Ministero delle Finanze del Giappone (MOF), il saldo commerciale destagionalizzato ha registrato un disavanzo di 231,8 miliardi di yen, in lieve miglioramento rispetto ai 234,6 miliardi di settembre e ben al di sotto dei 499,9 miliardi dello stesso mese del 2024. Nota positiva anche per l’export: in termini di volumi, le esportazioni segnano un incremento annuo del 3,6%, sopra le attese (+1,1%). Nota negativa invece per l’import, che cresce dello 0,7%, contro il -0,7% previsto dagli esperti.

Anche l’attività manifatturiera mostra segnali contrastanti. Il dato preliminare dell’indice PMI manifatturiero, pubblicato da S&P Global, indica 48,8 punti, in lieve miglioramento dai 48,2 di ottobre e in linea con le attese. Nonostante l’incremento, l’indicatore resta sotto la soglia critica dei 50 punti, segnalando contrazione. Sul fronte dei servizi, la stima flash del PMI evidenzia un settore terziario stabile, con l’indice a 53,1 punti, mentre il PMI Composite sale a 52 punti dai 51,5 del mese precedente, confermando una crescita moderata dell’attività complessiva.

Inflazione ed export in Giappone: possibile aumento dei tassi da Bank of Japan?

Riassumendo, da una parte un’inflazione ancora persistente, e dall’altra un export che comunque mostra una certa resilienza ai dazi statunitensi. Tutti fattori che potrebbero spingere la Bank of Japan a un aumento dei tassi prima del previsto.

La crescita costante dei prezzi e la tenuta della domanda di beni giapponesi potrebbero infatti incoraggiare la banca centrale a valutare la ripresa del suo ciclo di restrizione, fermo dallo 0,5% di gennaio. Lo sostiene anche Marcel Thieliant, responsabile Asia-Pacifico di Capital Economics, che ha sottolineato come “con un’inflazione al netto di prodotti alimentari freschi ed energetici che si mantiene sopra il 3%, non passerà molto tempo prima che la Banca del Giappone riprenda il suo ciclo di restringimento“.

A sua volta, gli economisti di ING confermano che i dati sostengono la possibilità di un aumento dei tassi già a dicembre, pur sottolineando che le pressioni governative per una politica monetaria più accomodante potrebbero posticipare.

Pacchetto di stimolo record in Giappone: crescita e difesa al centro

Nel frattempo il neo eletto premier Sanae Takaichi vuole iniziare il suo mandato con un’iniziativa che dia slancio all’economia nazionale. Venerdì, il governo ha approvato un pacchetto di stimolo da 21,3 trilioni di yen (circa 135,5 miliardi di dollari). Secondo quanto riportato dall’emittente pubblica NHK, il pacchetto si fonda su tre pilastri: affrontare l’aumento dei prezzi, consolidare un’economia solida e rafforzare le capacità difensive e diplomatiche del Paese.

Tra le iniziative previste, il Giappone intende inoltre istituire un fondo decennale per potenziare le capacità cantieristiche e adottare misure per portare la spesa per la difesa al 2% del PIL entro l’anno fiscale 2027. Takaichi ha dichiarato che il governo utilizzerà le proprie entrate per finanziare il pacchetto, ricorrendo all’emissione di titoli di Stato per coprire eventuali ammanco.

A tal proposito, i titoli di Stato giapponesi hanno subito una forte svendita negli ultimi giorni, con il rendimento dei titoli di Stato giapponesi di riferimento a 10 anni che ha raggiunto il massimo dal 2008 giovedì, all’1,817%. A sua volta, lo yen si è attestato a una media di 149,51 contro il dollaro a ottobre, in calo del 2,5% rispetto all’anno precedente.

Inflazione, tassi BoJ e stimoli: come cambia il quadro per i possessori di certificate

All’orizzonte uno scenario complesso per investitori e possessori di certificati, tra inflazione persistente sopra il 3%, possibile stretta monetaria della Bank of Japan, e la nuova iniziativa dell’Esecutivo Takaichi.

Da una parte, inflazione e stretta della BOJ potrebbe rendere più costosi i finanziamenti e aumentare la volatilità dei titoli legati ai tassi di interesse. Allo stesso tempo, il pacchetto di stimolo da 21,3 trilioni di yen e le misure a sostegno della crescita e della difesa potrebbero favorire i settori industriali e manifatturieri, potenzialmente beneficiando i certificati legati all’export e alla produzione locale.

Tuttavia, la debolezza dello yen e l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni rappresentano fattori di rischio per strumenti indicizzati a obbligazioni o titoli governativi, influenzandone prezzo e rendimento.

In sintesi, gli investitori devono tenere conto sia dei potenziali benefici legati agli stimoli e alla resilienza dell’export, sia dei rischi derivanti da politica monetaria restrittiva e oscillazioni del mercato obbligazionario.

Show Comments (4) Hide Comments (4)
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  1. […] inverso: i tassi dei bond locali stanno diventando sempre più interessanti grazie alle misure ultraespansive annunciate dal nuovo premier Sanae Takaichi. Negli ultimi giorni i rendimenti a 10 anni sono saliti all’1,88% (massimi dal 2008) e i […]

  2. […] il Giappone non si trova nelle stesse condizioni estreme, ma lo scenario rimane tutt’altro che sereno. L’inflazione corre e resta ben oltre il target del 2%, mentre il Paese mantiene il rapporto […]

  3. […] Con una maggioranza rafforzata, la premier punta ad accelerare il suo pacchetto di riforme economiche, spesso descritto come una versione aggiornata di Abenomics, che combina tagli fiscali, stimolo alla spesa pubblica e investimenti in settori strategici, sulla scia del massiccio pacchetto di stimolo da 42,8 trilioni di yen (circa 273 miliardi di dollari), annunciato mesi fa. […]

  4. […] La situazione appare dunque delicata per il neo-governo della premier Sanae Takaichi, infatti l’Esecutivo è già al lavoro. Fresco di una vittoria elettorale netta, che ha garantito al suo partito, il PLD, una maggioranza di due terzi alla Camera, il governo sta mettendo a punto un piano di spesa pubblica mirato per sostenere la domanda interna e rilanciare l’economia, seguendo la scia del massiccio pacchetto di stimolo da 42,8 trilioni di yen (circa 273 miliardi di dollari) annunciato mesi fa. […]