Le Magnifiche 7 dominano con utili e ricavi in crescita nel terzo trimestre 2025

Un terzo trimestre 2025 brillante per (quasi) tutte le Magnifiche 7, le sette principali Big Tech statunitensi. Dai dati emersi, la stragrande maggioranza dei colossi tecnologici ha messo a segno utili e ricavi ben superiori rispetto allo stesso periodo del 2024. Qualche eccezione, però, non manca.

Magnifiche 7, ottimi risultati per le Big Tech

Dopo un avvio di stagione incoraggiante, con l’85% delle società che hanno superato le aspettative, i dati più recenti sulle Magnifiche 7 (Nvidia esclusa) confermano un trimestre particolarmente positivo, con ricavi e utili in crescita e risultati superiori alle stime degli analisti.

Partendo da Amazon, la società di Jeff Bezos ha riportato ricavi netti per 180,2 miliardi di dollari, in aumento del 13% rispetto ai 158,9 miliardi dello stesso periodo del 2024, mentre l’utile operativo trimestrale si è mantenuto stabile a 17,4 miliardi.

Alphabet (casa madre di Google) ha superato le attese con ricavi pari a 102,35 miliardi di dollari, contro i 99,89 miliardi stimati, e un utile netto salito a 34,97 miliardi, dai 26,3 miliardi dell’anno precedente.

Il colosso dei social network, Meta, ha registrato ricavi in aumento del 26%, a 51,24 miliardi di dollari, contro i 49,41 miliardi stimati, con un utile netto di 2,71 miliardi, inferiore ai 15,69 miliardi dello stesso trimestre del 2024.

L’azienda di Redmond, Microsoft, ha chiuso il trimestre con ricavi di 77,67 miliardi di dollari, sopra i 75,33 miliardi previsti, e un utile operativo in crescita del 24%, a 38 miliardi di dollari, accompagnato da un utile netto di 27,7 miliardi.

Infine, Apple ha riportato ricavi per 102,47 miliardi di dollari, in aumento dell’8% su base annua, con un utile netto di 27,47 miliardi, in crescita del 13%. Mentre Tesla ha registrato ricavi totali per 28,10 miliardi di dollari (+12% rispetto allo scorso anno), con un utile operativo GAAP di 1,62 miliardi e un margine del 5,8%.

Magnifiche 7, i fattori dietro il successo (o il calo)

Andando più a fondo nelle dinamiche dietro i risultati delle Magnifiche 7, emergono trend chiari legati al cloud, all’intelligenza artificiale e alle strategie pubblicitarie. Almeno per quanto riguarda i risultati positivi.

Ad esempio, la società di Bezos incassa il successo della divisione cloud AWS, cresciuta del 20%, con ricavi pari a 33 miliardi di dollari. Mentre con la pubblicità sono stati rastrellati 17,7 miliardi di dollari. Situazione simile per Alphabet, dove la divisione cloud ha registrato un’accelerazione del 34%, raggiungendo 15,2 miliardi di dollari, sostenuta da contratti aziendali di alto valore e dall’adozione crescente di soluzioni AI.

Diversa situazione per Apple, che conferma la centralità degli iPhone come motore principale dei ricavi: sui 102,5 miliardi complessivi, ben 49 miliardi provengono dalle vendite dei melafonini, rappresentando il 47,8% del totale trimestrale. Seguono i Servizi, con 28,75 miliardi e una crescita del 15,1%, pari al 28,1% del totale.

Altre Big Tech, pur registrando risultati positivi, devono fare i conti con spese straordinarie o comunque significative. Meta, ad esempio, ha chiuso un trimestre da record grazie a un sistema pubblicitario sempre più efficace grazie all’AI, ma deve affrontare un onere fiscale derivante dall’applicazione del “One Big Beautiful Bill Act” di Trump, che ha inciso per 15,93 miliardi. A questo si aggiungono le spese ingenti per infrastrutture e AI, con quelle in conto capitale per il 2025 ora stimate tra 70 e 72 miliardi, rispetto alla precedente forchetta di 66-72 miliardi. E con quelle annuali aggiornate ora a 116-118 miliardi, contro la precedente previsione di 114-118 miliardi.

Dinamica analoga per Microsoft, la cui divisione Intelligent Cloud (che comprende Azure) ha registrato ricavi per 30,9 miliardi di dollari, in aumento del 28% e superiori alle attese di 30,25 miliardi. In particolare, il business legato ad Azure ha messo a segno una crescita del 40%, oltre il +38,2% previsto. Tuttavia, le spese in conto capitale hanno raggiunto 35 miliardi, un livello record, e la guidance per il 2026 prevede ulteriori investimenti per sostenere la crescente domanda di infrastrutture AI.

Infine, Tesla ha registrato ricavi e flussi di cassa liberi record grazie all’aumento dei volumi di veicoli e delle installazioni di sistemi di accumulo energetico. Tuttavia, Tesla evidenzia come l’aumento dei dazi e l’incertezza nelle catene di approvvigionamento stiano spingendo i costi verso l’alto e limitando la flessibilità dei prezzi, prevedendo però che l’approvvigionamento locale di batterie possa attenuare questi rischi nel tempo.

Magnifiche 7, trimestrali da considerare per i possessori di certificate

In conclusione, si segnalano ottimi risultati per le Magnifiche 7, anche se non mancano zone d’ombra che ovviamente investitori e possessori di certificate dovranno valutare con attenzione. Nel complesso superiori alle attese, questi trimestrali confermano come il binomio cloud–intelligenza artificiale continui a essere il motore principale della crescita, rafforzando l’immagine di un comparto tecnologico sempre più florido e attento all’innovazione e alla monetizzazione.

Dall’altra parte, però, emergono segnali di cautela: pressioni sui margini e aumento dei costi di investimento rischiano di alimentare una maggiore volatilità nei prossimi mesi. Emblematici i casi di Meta e Tesla: la prima deve assorbire l’impatto di un’imposta straordinaria e di spese record legate allo sviluppo di infrastrutture AI, mentre la seconda deve fronteggiare un contesto industriale più incerto, tra dazi, catene di fornitura instabili e margini di prezzo più ristretti. Nonostante ciò, il sentiment degli analisti resta fortemente positivo: tutti i titoli mantengono raccomandazioni di acquisto, con una forbice di consenso che oscilla tra l’85% e il 99%.

Ora non rimane che aspettare i trimestrali della settima Big Tech, Nvidia, previsti il 18 novembre e già molto promettenti visto che è diventata recentemente la prima azienda nella storia con una capitalizzazione da 5mila miliardi.

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