MPS chiude il 2025 con raccolta e redditività in forte crescita

Monte dei Paschi di Siena chiude il 2025 registrando crescita sia nella raccolta sia nella redditività, accompagnata da un miglioramento della qualità del credito. Sia nell’anno che nel quarto trimestre, Rocca Salimbeni ha riportato un aumento dei volumi complessivi, trainato sia dalla raccolta diretta che da quella indiretta, e un andamento positivo dei ricavi, con commissioni nette in forte crescita a fronte di un margine di interesse stabile nonostante i tassi più bassi.

Tutti risultati che riflettono la solidità del Gruppo, in vista della presentazione del Piano industriale della Business Combination con Mediobanca, prevista per il 27 febbraio.

MPS, raccolta complessiva a 361 miliardi nel 2025

Partendo dalla raccolta, il Gruppo Banca Monte dei Paschi di Siena archivia il 2025 con 361 miliardi di euro di raccolta complessiva, comprensiva del contributo del Gruppo Mediobanca, in aumento di 3,4 miliardi rispetto a settembre. Senza Mediobanca, la raccolta del Gruppo raggiunge 207 miliardi, +10 miliardi rispetto a fine 2024, grazie alla crescita sia della raccolta diretta che di quella indiretta.

A riguardo delle due raccolte, quella diretta sale a 166,3 miliardi, +1,1 miliardi sul trimestre precedente grazie all’incremento di conti correnti (+1,5 miliardi) e obbligazioni (+1,2 miliardi), mentre si segnalano in calo i PCT (-1,1 miliardi), i depositi a scadenza (-0,3 miliardi) e altre forme di raccolta diretta (-0,1 miliardi). A sua volta, quella indiretta raggiunge 194,6 miliardi, con +2,3 miliardi a perimetro omogeneo, trainata dal risparmio gestito (+2 miliardi) e da quello amministrato (+0,3 miliardi).

Nota per i finanziamenti alla clientela, che toccano 142,8 miliardi, +2,2 miliardi da settembre: crescono  mutui (+2,7 miliardi) e altri prestiti (+2,3 miliardi), mentre calano PCT (-2,1 miliardi), conti correnti (-0,6 miliardi) e crediti deteriorati (-0,2 miliardi). Di contro, i finanziamenti deteriorati scendono a 4,2 miliardi, di cui 1 miliardo proveniente da Mediobanca.

Infine, il patrimonio netto del Gruppo e di terzi sale a 30,2 miliardi, dai 29,1 miliardi di settembre e dagli 11,6 miliardi di dicembre 2024. Rocca Salimbeni precisa che l’incremento trimestrale “è dovuto principalmente all’utile conseguito nel quarto trimestre, mentre nel confronto con il fine anno precedente incidono, oltre all’utile di esercizio ed il pagamento del dividendo avvenuto nel mese di maggio 2025, anche gli effetti della complessiva operazione di acquisizione del Gruppo Mediobanca“.

MPS, redditività stabile e commissioni in forte crescita nel 2025

Passando invece sul piano della redditività, sempre al 31 dicembre 2025, MPS ha registrato ricavi complessivi per 4,957 miliardi di euro, di cui 883 milioni legati a Mediobanca. Al netto di quest’ultimo, i ricavi si attestano a 4,074 miliardi, in crescita dell’1% rispetto al 2024, sostenuti dall’aumento delle commissioni nette (+8,2%, pari a 121 milioni) e degli altri ricavi finanziari (+43,5%, pari a 90 milioni), a compensazione del calo del margine di interesse (-7,4%, -174 milioni), penalizzato dai tassi più bassi rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda invece i dati del quarto trimestre, i ricavi totali ammontano a 1,903 miliardi, mentre a perimetro omogeneo risultano 1,020 miliardi, +2% sul trimestre precedente. La crescita è guidata dalle commissioni nette (+18,6 milioni), mentre il margine di interesse (+0,4 milioni) e altri ricavi finanziari (+0,9 milioni) restano sostanzialmente stabili.

Invece, il margine di interesse nel quarto trimestre si mantiene stabile a 544 milioni (+0,1% rispetto al trimestre precedente) mentre raggiunge a livello annuo 2,654 miliardi, di cui 2,182 miliardi al netto di Mediobanca, in calo rispetto ai 2,356 miliardi del 2024 per via della riduzione dei tassi BCE. A sua volta, le commissioni nette salgono a 1,792 miliardi (1,586 miliardi senza Mediobanca), grazie sia all’attività di gestione, intermediazione e consulenza (+13,3%) sia all’attività bancaria commerciale (+3,5%).

Guardando al risultato operativo, quello lordo annuo raggiunge 2,653 miliardi (2,189 miliardi senza Mediobanca, in leggero aumento rispetto al 2024), mentre nel quarto trimestre si attesta a 546 milioni, dai 532 milioni del trimestre precedente. Invece, quello netto annuo è di 2,252 miliardi (1,860 miliardi senza Mediobanca, +6,4% rispetto all’anno precedente), con il contributo del quarto trimestre che sale a 472 milioni, dai 453 milioni del trimestre precedente.

A sua volta, l’utile di esercizio lordo delle imposte arriva a 2,076 miliardi (1,700 miliardi senza Mediobanca, +17,7% rispetto al 2024), con quello di pertinenza della Capogruppo ante PPA a 3,036 miliardi (2,750 miliardi senza Mediobanca). Dopo gli effetti della Purchase Price Allocation (-321 milioni), l’utile finale di pertinenza della Capogruppo è 2,716 miliardi. Il quarto trimestre 2025, a perimetro omogeneo, segna 1,384 miliardi, rispetto ai 474 milioni del trimestre precedente.

Da segnalare infine i coefficienti patrimoniali, con il Common Equity Tier 1 Ratio che si attesta a 16,2%, mentre il Total Capital Ratio è pari a 18,4%. Nonché i dividendi, che superano 2,6 miliardi (0,86 euro per azione), con un dividend yield del 10%, tra i più alti del settore.

MPS 2025, segnali positivi per i possessori di certificati

Dai dati 2025 (annui e trimestrali) arrivano segnali incoraggianti per investitori e possessori di certificati legati a Monte dei Paschi di Siena. In primis, dall’aumento della raccolta complessiva a 361 miliardi, il miglioramento della qualità del credito e la crescita dei finanziamenti deteriorati in calo: tutti elementi che rafforzano la solidità del Gruppo, e quindi riducono i rischi sottostanti ai certificati.

Altri segnali benevoli anche sul fronte della redditività, con l’incremento dei ricavi complessivi e la stabilità del margine di interesse nonostante i tassi più bassi: tutti fattori che contribuiscono a rendere più prevedibili i flussi legati agli strumenti finanziari. A sua volta, l’utile di esercizio in forte aumento e il patrimonio netto salito a 30,2 miliardi, insieme ai dividendi rafforzano ulteriormente la capacità della banca di sostenere i certificati collegati e di generare ritorni per gli investitori.

Nel complesso, i risultati annuali e trimestrali consolidano la stabilità finanziaria di Rocca Salimbeni, offrendo maggiore sicurezza e trasparenza a chi detiene strumenti legati al Gruppo.

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  1. […] da dire che Rocca Salimbeni si presenterà all’evento di fine febbraio con dati decisamente solidi sul piano finanziario: nel 2025 la banca ha registrato un’importante crescita sia nella raccolta (361 miliardi di […]